Quello che non ho - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 01 Marzo 2017 

Fino al 5 marzo Neri Marcorè, accompagnato dalle chitarre e dalle voci di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, porta sul palco del Teatro Quirino "Quello che non ho", un inedito pezzo di teatro-canzone scritto e diretto da Giorgio Gallione che alterna le ballate di Fabrizio De André e i pensieri di Pier Paolo Pasolini per raccontare le contraddizioni dell'Italia e del mondo di oggi.

Neri Marcorè in
QUELLO CHE NON HO
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
canzoni di Fabrizio De Andrè
voci e chitarre Giua, Pietro Guarracino, Vieri Sturlini
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
collaborazione alla drammaturgia Giulio Costa
scene Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani


Cosa c'entrano Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De André? Entrambi poeti e filosofi, certo. Entrambi giganti dell'arte e del pensiero italiano, entrambi capaci di raccontare, dissezionare e finanche profetizzare le contorte vicende del nostro Paese con lucidità inarrivabile. Ma per il resto? Le loro vite seguirono percorsi paralleli e all'apparenza piuttosto distanti. Originario di Bologna ma romano d'adozione il primo, genovese purosangue il secondo. Quando fu assassinato Pasolini, il 2 novembre 1975, Faber aveva appena cominciato il suo primo tour e, per quanto avesse già partorito buona parte delle sue immortali ballate, il suo album di debutto risaliva ad appena otto anni prima (fortunatamente, avrebbe continuato a regalarci i suoi capolavori per altri ventitré).

Quello che non hoIl filo sottile che lega queste due figure, tra le più centrali della cultura dello scorso secolo, l'autore Giorgio Gallione lo fa risalire al 2 novembre 1995, ventesimo anniversario della scomparsa dell'intellettuale corsaro per eccellenza. Quel giorno, racconta, avrebbe dovuto assistere al concerto di De André in programma a Napoli, e per ingannare l'attesa si mise a leggere l'inserto di otto pagine che il Corriere della Sera aveva dedicato agli scritti di Pasolini, rimanendone definitivamente stregato per la prima volta. Inutile aggiungere che anche il cantautore, la sera stessa, avrebbe omaggiato la ricorrenza di quella morte tanto orribile quanto intollerabile, cantando proprio la canzone che gli aveva dedicato, "Una storia sbagliata". Da allora, Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolini, almeno nella mente del regista e drammaturgo che oggi dirige il Teatro dell'Archivolto di Genova, sono legati per sempre da un comune destino.

E, del resto, quello tra le poetiche di questi due grandi è un accostamento che non stona affatto, al punto da trasformarsi in un ideale duetto di voci diverse ma armoniche tra loro. Che, sul palco del teatro Quirino, si fondono in un monologo a cavallo tra teatro e canzone, seguendo la lezione di un altro genio indimenticato come Giorgio Gaber (del resto anche lui già omaggiato da questa stessa produzione nello spettacolo "Un certo signor G"). Alternando le profezie puntualmente avveratesi di Pasolini alle eterne favole in musica di De André, ne traspare un'unica visione del mondo: quella che rifiuta il consumismo, cieca ideologia di questa modernità che esercita il suo potere attraverso i beni superflui e che, pur di produrne e metterne in commercio sempre di più, non si fa scrupolo di saccheggiare e distruggere l'intero pianeta. Un'idea che, espressa oggi, può apparire addirittura banale e ritrita, se non fosse che Pasolini e De André la urlavano, inascoltati, già quarant'anni fa.

Quello che non hoNon è un racconto unitario e coerente, quello dello spettacolo scritto e diretto da Gallione. Piuttosto, una giustapposizione di quadri, talvolta curiosi, talvolta ironici, talvolta tragici, talvolta poetici: da quello del mare di Salina avvelenato di mercurio, a quello dei quattro bimbi rom morti carbonizzati nel rogo della loro baracca, da quello della surreale interrogazione parlamentare di un'onorevole leghista sull'assenza di pupazzi della mucca Clarabella fino all'ultimo grido d'allarme pasoliniano sulla scomparsa delle lucciole (per fortuna in questo caso il grande maestro, una volta tanto, si sbagliava). Messi tutti insieme, questi quadri dipingono un punto di vista chiaro e limpido sull'oggi, così diverso da quello disgustato e inutilmente indignato degli intellettuali da salotto. Lo sguardo immortale di Pasolini e De André, infatti, è ben più alto di quello che costoro possono gettare dalla punta dei loro nasi, per quanto li possano sollevare in aria con disprezzo: è lo sguardo di chi vola, sospinto dalle ali del suo stesso amore.

Non sarebbe però altrettanto efficace se a dargli nuova vita, in "Quello che non ho", non fosse il multiforme talento di Neri Marcorè, con la sua timbrica incredibilmente simile a quella di De Andrè e i suoi pensieri che riecheggiano Pasolini. Accompagnato dalle commoventi chitarre e voci di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, l'attore marchigiano canta e recita, fa ridere e fa riflettere, rapisce, incanta e inquieta. E, impresa ancor più ardua, riesce a indicarci anche un'imprevista via d'uscita da questo mondo, che ai meno attenti potrebbe sembrare inappellabilmente condannato a morte. È la bellezza, come ci insegnò Peppino Impastato, l'unica e vera "arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà", in grado di lasciare "sempre vivi la curiosità e lo stupore". Una bellezza di cui, in un'ora e mezza piacevolmente trascorsa nella platea del teatro Quirino, abbiamo riempito fino a farli traboccare gli occhi, le orecchie e il cuore.


Teatro Quirino - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 2 marzo ore 17
Prezzi: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì platea € 30 (ridotto € 27), prima balconata € 24 (ridotto € 22), seconda balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera e domenica platea € 34 (ridotto € 31), prima balconata € 28 (ridotto € 25), seconda balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)

Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Paola Rotunno, ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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