Quelle che hanno perso il corteo - Teatro Agorà (Roma)

Scritto da  Domenica, 30 Settembre 2018 

Puntare sulla formazione per coltivare i talenti è un refrain sentito molto spesso, che potrebbe a tratti apparire scontato, ma il lavoro “Quelle che hanno perso il corteo”, messo in scena al Teatro Agorà sabato 22 e domenica 23 settembre, scritto da Alessandro Mancini e diretto da Tiziana Foschi, rappresenta un esempio di reale opportunità e di concreta e tangibile esperienza. Si tratta di una commedia inserita nell’ambito della rassegna Roma Comic Off, in cui le due giovani attrici protagoniste, Floriana Corlito e Roberta Pompili, hanno mostrato padronanza della scena, apprezzabile comicità e una naturale freschezza nella recitazione.

 

QUELLE CHE HANNO PERSO IL CORTEO
di Alessandro Mancini
regia di Tiziana Foschi
con Floriana Corlito, Roberta Pompili
grafica di Paolo Farina

 

Al centro della rappresentazione sono le donne e l’evoluzione del loro ruolo nel corso del tempo, da quando l’8 marzo del 1908 vennero poste in essere le premesse per un percorso finalizzato ad un convinto e radicale cambiamento. Non si tratta di un racconto con riferimenti politici, antropologici o filosofici, ma piuttosto di una brillante e divertente ricostruzione arricchita dalla complicità delle battute tra le due giovani interpreti, che sono state capaci in più di un’occasione di coinvolgere il pubblico, divertito nel sentirsi parte della scena.

Ad innescare il motore drammaturgico è un bando di concorso per giornalista, a cui entrambe le giovani partecipano ritrovandosi fianco a fianco, perfette sconosciute e con caratteri differenti, come emerge sin dalle prime presentazioni colorite da scambi di schermaglie. La loro determinazione nel voler conquistare questo posto di lavoro prende il sopravvento e si coalizzano per indirizzare la redazione della prova scritta secondo una scaletta di argomenti in cui la donna sia indiscussa protagonista. Inevitabile partire dall’odierna immagine distorta della donna che si inscrive in un realtà esclusivamente social, all’insegna della virtualità e di una sostanziale de-umanizzazione della propria personalità. Dunque ecco Roberta Pompili nei panni di una mamma, che vuole concorrere al programma Uomini e donne stravolgendo il suo look, nonostante la figlia Floriana Corlito cerchi di dissuaderla; interpretazioni eccellenti, rese ancora più esilaranti dal dialetto piuttosto rustico con cui Roberta si esprime.

Non potevano mancare poi le graziose e ginniche veline, che focalizzano l’attenzione su di loro grazie a stacchetti di ballo con il sottofondo di una musica assordante. Se la piazza non esiste più, il luogo deputato agli incontri e alla comunicazione è la rete: primario è l’interesse nel relazionarsi ed emulare la prima “influencer” del mondo, Chiara Ferragni, di cui le due giovani attrici ripercorrono ironicamente i comportamenti, con l’intento di mostrare come gli aspetti più intimi e confidenziali di un persona vengano trasposti sul web per racimolare dei consensi virtuali di like da parte di sconosciuti followers. Ricordano quindi come il credo principale del ferragnanismo sia racchiuso in un triangolo di parole: “estetica estetica estetica”. A distorcere per prima l’immagine della donna è stata la bambola Barbie, in cui si trasforma rapidamente Floriana che, al ritmo della canzone degli Aqua “Barbie girl”, esprime con convinzione le sue doti brillanti, ironiche e femminili.

Sono presenti poi riferimenti a figure di donne che nella storia hanno conquistato un ruolo importante sfidando tabù e pregiudizi, imposti da una cieca mancanza di interesse nei confronti dei bisogni e delle aspirazioni più viscerali dell’individuo. Stiamo parlando ad esempio di una donna rivoluzionaria come Alfonsina Strada, prima ciclista a gareggiare al Giro d’Italia.

A questo punto le due concorrenti, divenute ormai amiche, al termine della scrittura dell’articolo scoprono di essere state vittime di un disonesto comportamento da parte del redattore, reo di non aver specificato nel bando che soltanto una avrebbe superato la prova. Le due giornaliste si vedono nuovamente coalizzate, solidali l’una con l’altra nell’affrontare verbalmente il caporedattore e nell’affermare risolutamente i propri diritti di donna.

Davvero piacevole questa commedia scritta da Alessandro Mancini e sapientemente diretta da Tiziana Foschi che, grazie alla sua solida esperienza attoriale e registica, ha saputo affrontare un tema così delicato con una chiave di lettura semplice e brillante, proponendolo con un ritmo serrato e coinvolgente. Un plauso va infine riconosciuto anche per l’aver valorizzato le singole e complementari peculiarità artistiche delle giovani attrici Roberta Pompili e Floriana Corlito, che sono apparse sicure, pienamente calate nei propri ruoli e capaci di entrare autenticamente in contatto con il testo e i suoi spazi di riflessione.

 

Teatro Agorà - Via della Penitenza 33, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/4522827
Orario spettacoli: 22 e 23 settembre ore 21
Biglietti: 12€

Articolo di: Oriana Russo
Sul web: teatroagora80.org - www.romacomicoff.it

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