Quattro - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Lunedì, 20 Novembre 2017 

Si ride dalla prima all’ultima battuta al Teatro Sette, dove viene proposto «Quattro», l’ultimo lavoro scritto da Adriano Bennicelli e diretto da Michele La Ginestra. Ad interpretare questa pièce incentrata sui difficili intrecci sentimentali, è un affiatato ensemble composto da Claudia Campagnola, Andrea Perrozzi, Ketty Roselli e Alessandro Salvatori.

 

Nuovo Sistina presenta
QUATTRO
di Adriano Bennicelli
con Claudia Campagnola, Andrea Perrozzi, Ketty Roselli, Alessandro Salvatori
disegno luci Gian Marco Cacciani
grafica Marco Animobono
aiuto regia Ludovica Di Donato
assistente alla regia Alessandro La Ginestra
regia Michele La Ginestra

 

E’ bene lasciarsi travolgere dall’amore o è meglio rispettare gli equilibri di una complicità collaudata da anni di frequentazione? Ed ha senso cercare la nascita di nuove coppie in una situazione che sin dall’inizio non riesce ad individuare il proprio baricentro?

Sembra avere un margine sbilenco il cerchio di passioni e di vicinanza umana che si disegna nel contesto di «Quattro», lo spettacolo tratteggiato dalla penna di Adriano Bennicelli e diretto con il solito piglio deciso ed asciutto da Michele La Ginestra. La commedia, andata in scena in questi giorni sul palco del Teatro Sette, è incentrata sugli accavallati destini sentimentali di un piccolo gruppo di amici e sulle conseguenze che quest’intreccio imporrà alle loro vite.

Il sipario si apre sul salotto di un appartamento in cui si ritrovano, come di consueto, la padrona di casa Claudia, il simpatico Andrea, l’esuberante Ketty ed il problematico Ale. I ragazzi, poco più che ventenni, chiacchierano, si prendono bonariamente in giro, preparano la cena, bevono birra, cantano qualche motivetto concedendosi la libertà di stonare anche un po’. Insomma, si dedicano alle usuali attività di ogni compagnia degna di essere chiamata tale. Fra una pizza ed una strimpellata al pianoforte, i quattro cominciano a percorrere un ideale circuito di confidenze per poi avere la conferma che nessuno di loro sperimenta un amore corrisposto: Claudia desidera Andrea, ma lui non la vuole perché è invaghito di Ketty, la quale asseconda Ale sperando di far breccia nel suo cuore, però già occupato dalla passione per Claudia.

La pièce accantona subito la tematica della delusione affettiva per trasferire la scena ad un periodo successivo, quello in cui i personaggi si riuniscono per una cena che vuole celebrare il tempo che fu, dopo quindici anni di lontananza fisica e mentale. Nel frattempo le coppie si sono formate, ma la vita le ha portate a seguire una direzione diversa da quella immaginata in gioventù: l’entusiasmo di Ketty (Ketty Roselli, divertente come non mai) è stato fagocitato da una non meglio identificata linea di pensiero dell’entroterra lucano, che l’ha portata ad indirizzarsi verso un’intransigenza nutritiva fatta di alimentazione vegana, di intolleranza al nichel e di battaglie al glutammato; Claudia (i cui panni sono vestiti da una piacevolissima Claudia Campagnola), pur avendo le carte in regola per diventare una concertista, ha limitato il proprio orizzonte lavorativo al ruolo di segretaria per il marito fiscalista tributarista, e combatte la singolare patologia della secchezza alle mucose oculari lasciandosi andare ad improvvisi ed estemporanei pianti terapeutici; l’introverso Ale (il bravo Alessandro Salvatori), è diventato un economista fin troppo professionale, ed è alle prese con un problema di identità sessuale a sua volta causa del dissotterramento della dislessia che lo porta ad invertire sillabe e a creare parole solo lontanamente evocative del significato originale. Fra tutti, forse è proprio il garden tutor Andrea a rimanere in qualche misura fedele a se stesso. Benché travolto dalle manie ecologiste della sua amata compagna, l’uomo (interpretato da uno spassoso Andrea Perrozzi), ha mantenuto quella vena di superficialità che lo ha sempre contraddistinto.

Il finale, ideato come un flashback sull’ambientazione iniziale, offre la chiave di volta per uscire dall’impasse in cui i quattro si trovano nel corso di una serata che prende una piega non preventivata. Per quanto complicato, si individuerà il filo che sbroglierà la matassa, sempre a patto che ci si affidi ad un po’ di saggezza, avendo cura di seguire non solo il sentiero del cuore, ma anche quello della ragione.

Entrare al Teatro Sette per assistere a «Quattro» è come fare un giro su di un ottovolante di risate. Si viene travolti dalla simpatia dei protagonisti e si può stare tranquilli che per un’ora e mezza sarà difficile pensare ad altro. L’intesa fra gli attori, che si palleggiano le battute con un dinamismo vorticoso, senza mai perdere il passo grazie ad un’invidiabile consonanza di tempo e mosse, evidentemente è il frutto della preparazione artistica individuale, dell’empatia fra i membri del gruppo e della salda guida di Michele La Ginestra, che grazie alla propria impronta registica conferisce al lavoro una decisa personalità. Claudia Campagnola, Andrea Perrozzi, Ketty Roselli e Alessandro Salvatori confermano di possedere una valida presenza scenica.

 

Teatro Sette - Via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21, domenica 16-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero € 24, ridotto € 18 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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