Quattro anni fa mia cugina cadde da una sedia - Spazio Tertulliano (Milano)

Scritto da  Martedì, 08 Dicembre 2015 

Dopo il successo di “Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” la Compagnia The Baby Walk torna allo Spazio Tertulliano con una nuova esilarante commedia, "Quattro anni fa mia cugina cadde da una sedia". Nel mirino questa volta non più una coppia stramba e paranoide ma il fanatismo religioso, indagato e problematizzato in maniera quanto mai ironica, demenziale e folle.

 

QUATTRO ANNI FA MIA CUGINA CADDE DA UNA SEDIA
drammaturgia Greta Cappelletti
con Chiara Leoncini, Federica Garavaglia, Petra Valentini
costumi e oggetti di scena Laura Dondi
regia Livia Ferracchiati
produzione Compagnia The Baby Walk

 

Quanto talento ci vuole per indagare la mediocrità? Molto, almeno questa è l’impressione che si ricava dopo aver visto “Quattro anni fa mia cugina cadde da una sedia”, una pièce che con fresca intelligenza scandaglia gli abissi della mediocrità e del qualunquismo contemporanei.

La storia è così semplice che ad una prima lettura potrebbe quasi sembrare banale: una donna, Chiara Rossi, fonda un movimento religioso, “il sedismo”, che invita a rifiutare l’azione, il pensiero, la riflessione e ad abbracciare la rassicurante mediocrità dell’inattività, dello stare “seduti”.

Chiara è una donna forte, decisa e determinata e con il suo carisma fa subito proseliti. Insieme a lei sul palco due cugine, una votata al qualunquismo perché spaventata alla sola idea di poter coltivare un pensiero o avere un’opinione, l’altra decisa ad evitare ogni forma di operosità per sfuggire ai “rischi” del mettersi in gioco.

Inizia così la storia di un movimento religioso, destinato ad una diffusione capillare e a tradursi poco dopo in fanatismo grazie alla determinazione della guru e all’azione delle fedeli adepte.

Ma, dietro l’ironia a volte demenziale altre folle della protagonista si nasconde una critica lucida e spietata alla mediocrità, al pressapochismo, al qualunquismo che dominano ormai i processi di formazione della “pubblica opinione”.

Greta Cappelletti e Livia Ferracchiati fotografano una situazione reale: un Paese, in cui si riconoscono chiaramente i lineamenti della nostra penisola, i cui cittadini preferiscono “stare seduti”, accettare acriticamente ciò che viene loro proposto da un capo apparentemente forte e carismatico.

Poco conta se il leader propina falsità, se sostiene tesi strambe e prive di fondamento, è sempre meglio seguirlo piuttosto che avere un’opinione, un pensiero, un’idea.

Nella comicità data dal rovesciamento di senso di alcuni modi di dire, nell’esasperazione grottesca di comportamenti e di mode del momento (la deriva razzista e xenofoba che il sedismo assume e il dilagare di mode alimentari fondate su teorie demenziali), c’è un attacco tutt’altro che velato alla nostra condizione antropologica.

C’è il nostro ritratto in scena: Chiara Rossi e le due cugine non sono molto diverse dall’italiano medio, comodamente seduto a guardare la tv, mentre sprofonda nell’abisso di uno squallore morale e materiale.

Ma la commedia si spinge oltre la denuncia di una situazione allarmante: indaga i motivi della scelta del letargo mentale.

Pian piano assistiamo prima ad una sorta di confessione, in cui Chiara Rossi rievoca un momento della preadolescenza, quando essere intelligenti e porsi delle domande era “rischioso” e “anormale”; poi trapela l’ansia della cugina tontolona, la più buffa e forse la più inconsapevole dei propri limiti; ed infine il racconto dell’altra cugina, che ha sposato la causa dell’inattività, perché cosciente che essere una donna in piedi e in movimento è una fatica non da poco.

La pièce mira forse a ricordare che in tutti i tempi è sempre stata la paura di pensare, di “alzarsi”, di muoversi, sfidando il torpore del pressapochismo, a condurre l’uomo a quell’accettazione acritica del pensiero altrui, che è alla base di ogni fanatismo e di ogni totalitarismo.

Nella prima versione, presentata sotto forma di studio all' IT FESTIVAL (Festival di Teatro Indipendente) nel maggio 2014, il sedismo non era un movimento religioso ma un associazione di stampo politico. La scelta di virare verso la sfera della spiritualità - spiega Livia Ferracchiati - nasce dall’esigenza di indagare e riflettere su ogni forma di fanatismo.

Cariche di energia le tre attrici in scena: Chiara Leoncini, Federica Garavaglia e Petra Valentini.

La drammaturgia è un congegno di ironia, sarcasmo e lucide osservazioni antropologiche. La regia di Livia Ferracchiati si muove con freschezza e sapienza sui sentieri dell’impegno civile, inaugurando forse un nuovo modo di fare “teatro impegnato”.

 

Teatro Spazio Tertulliano - via Tertulliano 68, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da venerdì a sabato ore 21.00, domenica ore 16.30
Biglietti: € 16 biglietto intero, € 10 biglietto ridotto under 26 over 60 / convenzionati, € 8 biglietto ridotto scuole e università convenzionate, € 7 biglietto ridotto scuole di teatro convenzionate, € 5 biglietto ridotto accademie e operatore; n.b. giovedì posto unico € 10
Durata: 90 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Francesca Bartolino, Promozione Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

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