Quartett - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Giovedì, 13 Febbraio 2014 

Dal 4 al 16 febbraio al Piccolo Teatro Grassi va in scena "Quartett", di Heiner Müller, drammaturgo tedesco classe '29 molto critico nei confronti della Germania dell’Est, di cui prima era stato accanito sostenitore. "Quartett" è un raffinato duello verbale tra retorica e perversione, scritto nei primi anni '80, tra la marchesa di Morteuil e il conte Valmont, dove ogni sorriso scopre una zanna, una zampata. I ritmi sono serrati, vertiginosi, perché la vita scorre più in fretta quando c’è la morte attorno. La regia di Malosti li riproduce in una spirale verbale, che richiede un’attenzione costante da parte del pubblico. Lo spettacolo è una raffinata partita a scacchi senza vincitori, una guerra dei sessi tra i due antagonisti, in un decadente rituale di una società decadente, che ha bandito amore e civiltà.

  

 

Produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino presenta
QUARTETT
di Heiner Müller
tratto da “Le relazioni pericolose” di Laclos
nuova versione italiana Agnese Grieco e Valter Malosti
con Laura Marinoni (Merteuil) e Valter Malosti (Valmont)
regia Valter Malosti
drammaturgia Agnese Grieco
scene Nicolas Bovey
suono e live electronics G.u.p. Alcaro
luci Francesco Dell’Elba
costumi Gianluca Falaschi
assistente alla regia Elena Serra
foto Fabio Lovino



Se in "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos il gioco di seduzione del conte Valmont e della marchesa de Merteuil si trasforma pian piano in un annientamento dei due personaggi, nella drammaturgia di Müller, i due protagonisti appaiono, da subito, corpi consumati dal piacere, invecchiati prima del tempo, statue dei desideri in decomposizione. Müller aveva pensato la scena in una dimensione spaziale e temporale quasi metafisica: dal salotto prima della rivoluzione francese ad un bunker dopo la ‘terza guerra mondiale’.


La regia di Valter Malosti ha voluto una scena grigia, disadorna, non dilatata temporalmente, ma con grandi finestre da cui si intuisce che la Storia è lì fuori e fa il suo corso, minaccioso e scuro. La marchesa è su un letto di ospedale, con una flebo attaccata al braccio, in camicia da notte; freme di piacere, rievocando gli attimi in cui fu felice con Valmont, quando i due corpi si toccavano, sfregavano. Entra in scena Valmont e comincia l’esplosione verbale piena di raffinate crudezze. Entrambi gli ex amanti ricordano le loro conquiste che, da desiderio, si trasformano in ossessione compulsiva.


Frugare nel corpo dell’altro, in questo oggetto interscambiabile del piacere, per rubare un soffio vitale capace di alleviare, per un attimo, il terrore della notte dei corpi che domina i due protagonisti. L’amore è assente, relegato ad un sentimento del popolo, dei domestici. La felicità suprema, solo degli animali. Se i corpi delle vittime, elencati nel loro cinico catalogo, sono interscambiabili, lo sono anche quelli dei due “carnefici”, entrambi uniti da un vuoto escatologico e da un atteggiamento nichilista. Per questo conte e marchesa assumono alternativamente i ruoli degli uni e degli altri, in una giostra a spirale di bramosia, dolore e violenza, che li condanna in anticipo.


Lo spettacolo è crudo, non per le scene o per l’enorme fallo argenteo che Malosti fa avanzare trionfante sulla scena, ma per la raffica continua di parole taglienti e mortifere che emergono da un impantanato terreno fluttuante, su cui si muovono i due protagonisti, privi della certezza della centralità dell’uomo greco, dell’armonia dell’uomo cristiano, della incondizionata sicurezza che l’illuminismo credeva di offrire.

 



Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: 848800304
Orario spettacoli: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 70 minuti senza intervallo

 

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

 

 

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