Quartet - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Domenica, 21 Ottobre 2018 

Quattro ex famosi cantanti d’opera percorrono - loro malgrado - il "viale del tramonto". I rimpianti per il tempo che fu si alternano ai timori per quel "secondo tempo" della vita, che si nutre di ricordi dall’eco ormai lontana, misti a rassegnazione. Ma il sacro fuoco dell'arte non si spegne mai. Patrick Rossi Gastaldi dirige un quartetto di interpreti d'eccezione - Giuseppe Pambieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini ed Erica Blanc - in "Quartet" di Ronald Harwood, in scena al Teatro Quirino sino al 21 ottobre.



Marioletta Bideri & Rosario Coppolino presentano
per Bis Tremila e Compagnia Molière
in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Giuseppe Pambieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini e con Erica Blanc
QUARTET
di Ronald Harwood
scene Fabiana Di Marco
costumi Teresa Acone
disegno luci Mirko Oteri
regia Patrick Rossi Gastaldi

Personaggi e interpreti in ordine di apparizione:
Rudy - Giuseppe Pambieri
Titta - Cochi Ponzoni
Cecy - Paola Quattrini
Giulia - Erica Blanc

 

Tutti gli artisti sanno bene che quel fuoco che sentono bruciare dentro, il "sacro fuoco dell'arte", difficilmente si smorza e si quieta con il passare degli anni. La grande difficoltà sta nel conciliare la stessa vibrante passione con l'incedere implacabile del tempo, che inevitabilmente segna corpo e mente, rendendo squilibrato il rapporto tra l'io interiore, ancora giovane e talentuoso, e l'io esteriore con il quale tutti sono prima o poi costretti a fare i conti. Si può ancora alimentare e tenere vivo quel fuoco, oppure l'avanzare dell'età deve soffocare necessariamente l'istinto e le velleità, le passioni e i desideri artistici, lasciando il posto a quiete e rassegnazione?

Questo interrogativo - rielaborato in chiave più generale - è comune a tutti, non solo a chi ha fatto dell'arte la propria ragione di vita, e costituisce il filo conduttore di "Quartet", deliziosa commedia di Ronald Harwood, in scena al Teatro Quirino di Roma fino al 21 ottobre.

In una casa di riposo per ex artisti di opera, quattro cantanti "in pensione" si muovono in un'atmosfera ovattata e un po' surreale. Vivono quasi sospesi, in una realtà in cui sembrano ritrovarsi per caso, con la mente e con il cuore rivolti ancora ai grandi teatri d'opera ed ai fasti del passato.

C'è Rudy (Giuseppe Pambieri), uomo elegante e raffinato, ancora piacente, che vive ogni giorno programmando incontri "di lavoro" con i suoi ex colleghi, forse perché in questo modo si sente ancora parte di quel tutto che tanto gli manca; c'è Cecy (Paola Quattrini), svampita e un po' bizzarra, che nasconde il suo disagio con un comportamento stravagante ed a tratti esageratamente infantile, simulando ossessivamente una poco credibile felicità; c'è Titta (Cochi Ponzoni), ossessionato dalle ormai croniche difficoltà con l'altro sesso, dissacrante, ironico e anticonformista; e infine c'è la vera diva, Giulia (Erica Blanc), ex moglie di Rudy, che vive quel soggiorno con sopportazione e distacco misti a cupa rassegnazione.

Il confronto tra i quattro è da subito acceso e altalenante, e mette in luce quattro diversi caratteri, quattro angolazioni diverse dalle quali è possibile osservare le variabili sfaccettature di una stessa emotività, ovvero di chi approccia suo malgrado alla boa della terza età. Succede di voler nascondere un disagio dietro una felicità finta e forzata, come fa Cecy, oppure di vivere l'ansia di un futuro che appare povero di prospettive e che sembra sempre più breve, mentre ancora si smania di "esserci", come fa Titta; o, come la divina Giulia, chi è avanti con gli anni spesso annega nella disperazione per non essere più quella di un tempo, e, come Rudy, nasconde dietro un apparente ed esagerato perfezionismo quella mancanza di affetto che ha segnato una vita intera.

Ogni personaggio appare inizialmente in un certo modo - barricato dietro un meccanismo di autodifesa che non tarda a sgretolarsi - per poi scoprirsi diverso nel corso della pièce, quando s'approssima l'evento dell'anno, l'unico evento degno di nota che ogni 10 ottobre avviene in quella casa di riposo: il gala in onore di Giuseppe Verdi. Quella serata speciale, all'interno di una realtà troppo tranquilla per chi un tempo ha calcato le scene e vissuto pienamente il successo, diventa L'EVENTO e l'ancora di salvezza per le quattro vecchie glorie, che per l'occasione devono preparare un loro vecchio cavallo di battaglia, "Bella figlia dell'amore", celebre quartetto tratto del “Rigoletto”.

E' l'occasione per poterci essere ancora, per dimostrare di esistere come un tempo, per comprendere che quella fiammella è ancora accesa. Dubbi e riluttanze vengono sviscerati, analizzati e in parte superati, le discrepanze si evolvono in aperture e confronti tra i quattro, i rancori che per qualcuno hanno segnato tutta la vita si dissolvono quasi per magia, perché l'età matura insegna l’elasticità mentale, aiuta a capire, a non irrigidirsi nelle proprie posizioni come succede in gioventù, a dare una interpretazione più possibilista di fatti e situazioni che in passato sembravano definiti e cristallizzati.

Il comico si mescola al drammatico nei racconti rivelatori dei personaggi, che finalmente svelano retroscena spesso dolorosi e traumatici del loro passato, dando allo spettatore la chiave di lettura corretta dei loro attuali comportamenti, del perché si diventa in un certo modo e ci si stanchi di lottare per quel posto al sole, del motivo per cui una convinzione sbagliata o superficiale possa segnare una vita intera.

Gli attori, un cast d’eccezione veramente ben amalgamato ed egregiamente diretto da Patrick Rossi Gastaldi, si mettono in gioco con ironia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare una tematica spinosa, come quella della vecchiaia, con delicatezza ed intelligenza. Ed il finale a sorpresa diventa la conferma che anche il crepuscolo della vita può divenire esso stesso un colpo di scena, ricco di spunti nuovi e di svolte inaspettate.

Perché la vita va sempre vissuta e celebrata, fino in fondo.


Teatro Quirino Vittorio Gassman - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 11 e giovedì 18 ottobre ore 17, mercoledì 17 ottobre ore 19, sabato 20 ottobre ore 17 e ore 21
Biglietti: martedì / mercoledì / giovedì / venerdì / sabato pomeriggio platea € 30 (ridotto € 27), prima balconata € 24 (ridotto € 22), seconda balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera / domenica pomeriggio platea € 34 (ridotto € 31), prima balconata € 28 (ridotto € 25), seconda balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)

Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Paola Rotunno, ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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