Quaranta…ma non li dimostra - Teatro Parioli Peppino de Filippo (Roma)

Scritto da  Martedì, 14 Aprile 2015 

Luigi De Filippo è interprete e regista della divertente commedia "Quaranta…ma non li dimostra". Lo spettacolo, in scena al Teatro Parioli fino al 10 maggio, mantiene una sua forte attualità, a tanti anni di distanza dalla prima rappresentazione.

 

I Due della Città del Sole presenta
Luigi De Filippo in
QUARANTA…MA NON LI DIMOSTRA
commedia in due atti di Peppino e Titina De Filippo
con Stefania Ventura, Francesca Ciardiello, Claudia Balsamo, Vincenzo De Luca, Giorgio Pinto, Riccardo Feola, Stefania Aluzzi, Paolo Pietrantonio
regia di Luigi De Filippo

 

Quando "Quaranta…ma non li dimostra" venne rappresentato per la prima volta, al Teatro Sannazzaro di Napoli, era il 1933. Ora, ad accendere i riflettori su questo lavoro, intramontabile esempio di un umorismo di qualità, è il palco del Parioli dove il testo verrà proposto fino al 10 maggio. A guidare sulle scene il gruppo di attori è lo stesso direttore artistico della struttura di via Giosuè Borsi, Luigi De Filippo, anche interprete del ruolo del protagonista.

La commedia, articolata in due parti e frutto dell’intesa esistente tra i fratelli Peppino e Titina de Filippo, è ambientata nel 1950 e si svolge interamente all’interno di un appartamento della Napoli storica. È fra le quattro mura di un salotto, semplice ed allegro, che si muovono tutti i personaggi, ciascuno connotato da caratteristiche ben definite: il capofamiglia don Pasquale, stimato e rispettato, padre di quattro ragazze; la dolce e mite Sesella, la maggiore delle sorelle Didomenico che, arrivata alla soglia dei quarant’anni, è diventata per la morale dell’epoca, una zitella senza più alcuna possibilità di accasarsi; la svampita ed esuberante Carmela, interessata al mare, al fidanzato e all’imminente matrimonio; la bella Giulia, attratta quasi esclusivamente dagli argomenti inerenti alle vicende amorose proprie ed altrui; la giovane Antonietta, alle prese con i piccoli problemi che l’adolescenza porta con sé. Poi, gli uomini che gravitano attorno a questa sinfonia di donne: il nullafacente Bebè, un po’ ignorante ma simpaticamente scombinato; il promesso sposo Alberto, figura abbastanza lineare, che attende di convolare a nozze con Carmela; il colto e sensibile giornalista Luciano Giacomelli, innamorato della fanciulla sbagliata. E ancora, la comare di don Pasquale, donna Giacinta, e suo marito, don Matteo.

La storia ci parla di una realtà particolare che, a soli cinque anni dalla conclusione del secondo conflitto mondiale, è già molto cambiata. E mentre alcuni personaggi in scena accolgono a braccia aperte i mutamenti che essa porta con sé, per altri è tutt’altro che semplice adattarsi alle nuove regole. E come si ha modo di constatare durante la pièce, Don Pasquale e la sua primogenita rientrano in questa seconda categoria. Lo spunto per lo sviluppo della vicenda viene offerto dal meno vivace dei personaggi femminili in scena, Sesella. Benché sia abbigliata male, ingrigita dall’età, appesantita dalle incombenze domestiche di cui si è sempre fatta carico, la donna sembra appagata dalla vita che conduce. Lei si muove fra la cura dell’adorato papà, il ricordo della mamma scomparsa e le attenzioni da dedicare alle sorelle. In realtà, Sesella nasconde un segreto, l' amore per il giornalista Luciano, più giovane di lei di oltre dieci anni. Don Pasquale, animato dall’intenzione di dare un po’ di felicità alla figlia prediletta, cerca di combinare il fidanzamento fra i due, senza rendersi conto di produrre un effetto catastrofico e facendo aggrovigliare la situazione in un vortice di equivoci, il cui epilogo non sarà caratterizzato dal successo. Ad enfatizzare il tutto, l’uso calibrato del dialetto che dona incisività alle componenti comiche di questa commedia sempre attuale, sempre gradita.

Luigi De Filippo, che interpreta magistralmente il ruolo del capo famiglia, dirige alla perfezione la compagnia calibrando battute, entrate ed uscite, con il risultato di creare un lavoro corale che stimola riflessioni, pur sempre nel rispetto della cifra comica dell’opera. Lo spettacolo, piacevole ed amaro allo stesso tempo, diverte ed intenerisce, rallegra e commuove. I personaggi di don Peppino e Sesella, nonostante gli errori che commettono, colpiscono per la loro positività: equivocano, fraintendono, commettono sbagli, ma sempre per un eccesso di amore, per il rispetto di una linea di intimo pudore che porta a travisare intenzioni mai esplicitate interamente.

Il valido gruppo di attori di cui si avvale il regista, autorevole rappresentante ed espressione del teatro della tradizione partenopea, sono i membri della Compagnia di Teatro Luigi De Filippo: la bravissima Stefania Ventura (Sesella), Francesca Ciardiello (Carmela), Claudia Balsamo (Giulia), Vincenzo De Luca (Luciano), Giorgio Pinto (Bebè), Riccardo Feola (Alberto), Stefania Aluzzi (Giacinta) e Paolo Pietrantonio (Matteo).


Teatro Parioli Peppino De Filippo - via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 9/04 ore 21; 10/04 ore 21; 11/04 ore 21; 12/04 ore 17; 16/04 ore 21; 17/04 ore 21; 18/04 ore 17; 19/04 ore 17; 23/04 ore 21; 24/04 ore 21; 26/04 ore 17; 30/04 ore 21; 2/05 ore 21; 3/05 ore 17; 7/05 ore 21; 8/05 ore 21; 9/05 ore 21; 10/05 ore 17
Biglietti: platea 25 euro; galleria 20 euro

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Ufficio stampa Maurizio Quattrini
Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

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