Qualcuno volò sul nido del cuculo - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 12 Aprile 2018 

In scena fino al 15 aprile, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” diretto da Alessandro Gassmann: una favola moderna che non ha nulla da invidiare alla celeberrima pellicola omonima di Milos Forman. La scelta registica di calare la storia nella cultura italiana degli anni '80 riesce a valorizzare i temi fondanti del romanzo di Ken Kesey senza cercare sterili citazionismi cinematografici.

 

Produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini presenta
QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
testo teatrale originale Dale Wasserman dall'omonimo romanzo di Ken Kesey
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con Daniele Russo, Elisabetta Valgoi, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Gaia Benassi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito

 

Un titolo così celebre non può che evocare subito il viso di quel pazzo geniale di Jack Nicholson in una delle sue interpretazioni più intense: Randle MacMurphy, il protagonista del film di Milos Forman che tutti abbiamo amato. Eppure, così come Alessandro Gassmann sta riuscendo a farsi un'eccellente carriera da attore e regista senza vivere nell'ombra del confronto col padre (come spesso capita a molti figli d'arte) allo stesso modo è riuscito a dare vita propria a questo spettacolo, facendoci dimenticare per tre ore il film del 1975 ed evitando citazionismi che non avrebbero conferito nulla di nuovo alla performance teatrale.

Grazie al lavoro di adattamento portato avanti con Maurizio de Giovanni, Gassmann ha scelto di ambientare la storia nel 1982 in un ospedale psichiatrico di Caserta: anno in cui l'Italia vinse i mondiali nella mitica partita contro la Germania, anno in cui da poco era passata la legge Basaglia ma i manicomi mantenevano ancora quell'aura di sopruso e disumanità che poi sarebbe (in teoria) sparita di lì a poco; anno di Pertini e Woytijla appesi alle pareti come fari di un'Italia migliore che non sarebbe mai arrivata ma in cui si sperava. Questa scelta non solo rende lo spettacolo ancora più emozionante e vicino al pubblico, ma ha anche la possibilità di attingere alla qualità dialettale per rendere ancora più efficaci e toccanti i personaggi: Daniele Russo veste con disinvoltura i panni del ribelle che stravolge le vite dei ricoverati nel manicomio, il ruolo dell'anima della festa, e lo fa con l'aria del mariuolo consumato ma anche tanto umano e adorabile.

A tenergli testa e a rilanciare continuamente (tanto sul piano drammatico quanto su quello comico) una squadra di attori eccelsi, nei quali il talento risplende ancora di più grazie ad un lungo rodaggio di tourneé - da più di tre anni lo spettacolo gira nei teatri italiani registrando sempre ottimi risultati: la presenza scenica, la caratterizzazione delle patologie, l'interazione tra tutti gli attori, così come la capacità quasi scientifica di riproporre i tic e le manie dei ricoverati che gravitano intorno al protagonista, sono semplicemente perfette.

Ad intensificare tutto questo, la scelta registica di filtrare lo sguardo dello spettatore mettendo un velatino sul proscenio, stratagemma che dà quel tocco cinematografico da fotografia retrò e che regala i momenti più intensi in cui il povero Ramon (un bravissimo Gilberto Gliozzi) sogna, ricorda e vola oltre i confini.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Shakespeare) - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16
Biglietti: intero € 32.50, ridotto € 17, martedì € 25
Durata spettacolo: 80 minuti con intervallo

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Barbara Caldarini, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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