Qualcuno volò sul nido del cuculo - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Martedì, 27 Ottobre 2015 

Venerdì 23 ottobre lo spettacolo di Alessandro Gassmann, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey consacrato al cinema da uno strepitoso Jack Nicholson, nell'indimenticabile ruolo di Randle McMurphy, ha aperto la stagione teatrale del Bellini. Una pièce capace di creare un connubio perfetto tra una realtà difficile, come quella di Aversa, contestualizzata nel 1982 ed una storia di denuncia, che prova a raccontare il vero significato della libertà.

 

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman
dall’omonimo romanzo di Ken Kesey
versione italiana Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
con Daniele Russo, Elisabetta Valgoi, Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito, Giulia Merelli
scene Gianluca Amodio
costumi Chiara Aversano
disegno luci Marco Palmieri
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
videografie Marco Schiavoni
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
produzione Fondazione Teatro di Napoli

 

Ospedale psichiatrico.

Ma questa non è una storia di disturbi mentali e di misure di contenimento, l’attenzione dello spettatore non si ferma nel luogo fisico dove si intrecciano, in tutta la loro complessità, i problemi psichici e la privazione dell’umanità.

In scena Daniele Russo, lo scanzonato protagonista Dario Danise, oppone alle misure preminentemente repressive della struttura in cui è “rinchiuso” il successo dei suoi fallimenti; all’ordinamento imposto da Suor Lucia ed al regolamento della struttura psichiatrica, oppone il suo personale significato di libertà.

Libertà è vedere il goal di Tardelli ai mondiali, è scegliere quando lavarsi i denti e giocare a pallone, è conquistare e mantenere la propria identità.

Il protagonista riesce in pochi giorni a conoscere i pazienti di quel luogo, in cui sembra capitato quasi per caso, non vede le loro debolezze, non si ferma dinanzi al mutismo di Ramon o alle minacce di Suor Lucia e dei suoi aiutanti. Dario, che non ha filtri e mal tollera le regole, riesce con il sarcasmo e l’ironia a diventare un leader scelto per tutti i suo “pazzerelli”.

Tutti i pazienti esprimono, con il proprio disagio, il fallimento di una società civile, che ha lasciato loro come unica possibilità il rifugio estremo di una casa di cura, un posto in cui si sentono al sicuro e in cui credono di vivere in maniera più umana.

Dario, non senza difficoltà e dolore, aiuterà senza rendersene conto e forse senza nemmeno saperlo, tutti i suoi nuovi amici a capire che la diversità, la malattia e la debolezza, non sono giustificazioni sufficienti per smettere di affrontare e vivere quel mondo, che non aspetta e non perdona.

La scenografia a due piani e il forte utilizzo delle videografie aiutano i protagonisti in scena ad emozionare il pubblico. Impossibile non rilevare la riuscita dicotomia tra l’algida suora laica Lucia (interpretata dalla perfetta Elisabetta Valgoi) e la spavalderia tutta napoletana di Dario Danise (magistralmente portato in scena da Daniele Russo).

Uno spettacolo di denuncia sociale, che arricchisce lo spettatore, diverte ed inaugura nel migliore dei modi la stagione del Teatro Bellini. Intenso.

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30, dalle 16 alle 19 e dalle 20 alle 22:30; domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 21
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: martedì 1' settore 25€, 2' settore 20€, 3' settore 16€; mer/giov/ven/sab/dom 1' settore 35€, 2' settore 30€, 3' settore 23€; over 65/cral/convenzioni 1' settore 30€, 2' settore 25€, 3' settore 20€ (esclusivamente per le repliche del mercoledì, giovedì e venerdì); under 29 15€
Durata: 2 ore e 45 minuti più intervallo

Articolo di: Romina Attianese
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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