Puccini - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Venerdì, 12 Ottobre 2012 
Puccini

Dal 4 al 21 ottobre. Giorgio Albertazzi, il grande maestro del teatro italiano, si cala nei panni del compositore Giacomo Puccini sul palco del Teatro Ghione. Indubbiamente un omaggio a Puccini, al grande compositore e alle sue opere immortali che ci restituiscono ancora oggi un teatro modernissimo. Ma anche un omaggio ad Albertazzi, al grande attore e all’intensità delle sue straordinarie doti drammatiche.

 

PUCCINI
con Giorgio Albertazzi
regia Giovanni de Feudis
con Emy Bergamo, Stefania Masala, Giovanna Cappuccio
e con Fabiola Trivella (soprano), Maria Carfora (soprano), Jeon Sangyong (tenore)
orchestrazione Luca D'Alberto
scene Andrea Bianchi
Brani dell’opera pucciniana proposti nello spettacolo:
“Vissi d’arte, vissi d’amore” da Tosca
“O soave fanciulla” da Boheme
“Recondita armonia” da Tosca
“Signore ascolta” da Turandot
“E lucevan le stelle” da Tosca
“Quando m’en vò” da Boheme
“Che gelida manina” da Boheme
“Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly
“Nessun dorma” da Turandot
“Con onor muore Butterfly” da Madama Butterfly
“Mi chiama Mimì” da Bohème
“Sola, perduta, abbandonata” da Manon Lescaut
“Oh mio babbino caro” da Gianni Schicchi

 

Sembrano parlare invece che cantare” recita Albertazzi rivolto al pubblico, citando un giornale d’epoca. E’ la stroncatura a caldo di un grande critico dopo la prima della “Boheme” al Teatro Regio di Torino, il primo febbraio del 1896. Poi aggiunge sorridendo: “E gli sembra poco!
Proprio quella, infatti, era la volontà di Puccini: evocare con la musica senza rinunciare alla forza intrinseca delle parole. Ed è l’amore per la parola che avvicina i due toscani, che si alternano sulla scena con il volto di un unico attore. Ora Albertazzi è la voce narrante, o semplicemente se stesso; tra un minuto sarà Puccini, il maestro. Tutto è credibile nella finzione dell’arte, che, come ci ricorda, “…è più vera del vero: perché l’arte è rappresentazione…”.
“L’arte e l’amore” è, infatti, il titolo dello spettacolo: non si sa dove finisca l’uno e inizi l’altro. Anzi, è proprio nella sovrapposizione e nell’arricchimento reciproco dei due piani la chiave interpretativa del racconto. Le donne sono il medium tra Puccini e la sua musica, che poi è tutta la sua vita: quelle che sono state compagne fedeli nella vita ‘reale’, come la moglie Elvira Bonturi, quelle che hanno interpretato le sue note e melodie sui palcoscenici di tutto il mondo, Sybil Beddington e Rose Ader, e quelle che sono frutto della sua sconfinata creatività, che prendono vita unicamente tra il velluto rosso del Teatro dell’Opera, Butterfly, Turandot.
Un sottile velo trasparente è l’unica divisione effimera tra realtà e finzione teatrale. Velo che, a mano a mano che lo spettacolo volge alla conclusione, segna un confine sempre più ambiguo, una distanza perfettamente valicabile: realtà e finzione si coniugano sulla scena, dialogano insieme i vivi e i morti. Così, verso la fine del racconto, vediamo apparire la giovane Doria Manfredi, la domestica di Puccini che si uccise a ventitre anni, a seguito delle infamanti accuse – fomentate dalla gelosia ossessiva di Elvira - che la volevano amante segreta del maestro.
La ragazza si sdraierà sotto il pianoforte, come un peso oscuro rimasto nelle corde profonde della sensibilità di Puccini. Un contraltare alla vitalità del musicista, rappresentata da tutte le altre figure femminili, che, nel finale, avanzano insieme in prima fila, secondo uno schema di regia, ad opera di Giovanni de Feudis, che restituisce un’idea di naturale comunicazione tra mondi diversi.
Albertazzi affida la conclusione della vicenda umana di Giacomo Puccini alle parole di un altro maestro, Arturo Toscanini, che la sera prima della rappresentazione interrompe l’esecuzione della Turandot sull’ultima nota della partitura originale pucciniana, alza gli occhi all’orchestra ed esclama: “Qui, il maestro, è morto”.

 

Teatro Ghione - via Delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6372294
Biglietti: intero platea 23 € (+2 € prevendita), intero galleria 18 € (+ 2 € prevendita)

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Ufficio stampa Moreno Sangermano
Sul web:
www.teatroghione.it

 

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