Puccini, la Passione tra Poesia e Danza - Festival La Versiliana 2018 (Marina di Pietrasanta)

Scritto da  Mercoledì, 22 Agosto 2018 

Il mito di Giacomo Puccini, così moderno, raffinato e popolare ad un tempo, viene evocato. Non rievocato, raccontato. Nessuna tentazione didascalica. La voce calda, ancora squillante e ironica di Giancarlo Giannini, colonna del cinema e teatro italiano, legge brani di poeti che avrebbero desiderato sempre collaborare con il grande compositore ma che dovettero accettare il diniego. I brani, soprattutto quelli di D’Annunzio, ricordano le passioni dell’artista per le donne, l’arte, la poesia e le auto. Un corpo di ballo straordinario, Emox Balletto con le coreografie di Beatrice Paoleschi, offre un esempio raffinato e insolito di danza contemporanea, al contempo classica per la plasticità dell’uso della corporeità che ricorda gli anni Venti del secolo scorso. Straordinari i costumi nella loro eleganza essenziale. Musiche ovviamente di Puccini.

 

PUCCINI, LA PASSIONE TRA POESIA E DANZA
di Emox Balletto
con Giancarlo Giannini
musica Giacomo Puccini
regia e coreografia Beatrice Paoleschi
aiuto regia Ilaria Cipriani
costumi Santi Rinciari e Annalisa Benedetti



La Versiliana continua con l’omaggio ai grandi artisti della musica. Dopo Edith Piaf, è la volta di un compositore lucchese, di Torre del Lago ribattezzata appunto Torre del Lago Puccini, moderno, per certi aspetti popolare eppure di grande raffinatezza, troppo spesso poco apprezzata, privilegiando l’ascoltatore il lato ammiccante e romantico delle sue opere. Giancarlo Giannini interviene solo con poche battute e lascia alla sua voce, calda e profonda, il racconto di emozioni e passioni di Puccini che non lo rievocano ma lo evocano semplicemente, sovente anche con un gioco di sinestesie. Parole e letture dai grandi poeti del tempo, che avrebbero voluto collaborare con Puccini anche se il compositore respinse sempre i loro corteggiamenti, ma dei quali però condivise certamente le passioni. In particolare con Gabriele D’Annunzio. La passione per le donne innanzitutto e per l’arte - poesia e musica, sovrane assolute - ma anche per le auto e, nel caso di Puccini, anche per la caccia, sua altra compagna di divertimenti.

Nel prologo il balletto “Eleonora Di Vita” e “La pioggia nel pineto” di D’Annunzio; quindi la caccia con “La scossa elettrica” e “Il tuo modo d’amare” di Pedro Salinas; non poteva mancare “Madame Butterlfly” con “Vogliatemi bene” e in particolare “Tu, tu Piccolo Iddio” che la danza racconta con la morte di Cio-Cio-San. E ancora D’Annunzio immortala la sensualità dell’incontro di due amanti ne “Il Piacere”. Da “Manon” è estratta “In quelle trine morbide” che la suggestione dei costumi amplifica. “Io pronuncio il tuo nome” di Gabriel Garcia Lorca apre la seconda parte dello spettacolo; si prosegue quindi con due momenti di danza, “Crisantemi” e “La Passione” e, per raccontare i motori, con uno scherzo per archi. Poeta sottovalutato, ricordato come il poeta dei boulevard, Jacques Prévert è stato di recente recuperato, dopo esser stato vittima di una facile declinazione nazional-popolare; è qui presente con “Questo Amore”. La danza accompagna le famose romanze di “Tosca", “Vissi d’arte” e “E lucevan le stelle”. Altro poeta che nutrì ammirazione per Puccini fu Vincenzo Cardarelli, con i versi struggenti di un “Attesa” dell’amata che diventa rumorosa per il poeta consumato dalla malinconia. “La morte di Scarpia” chiude questa parte prima dei versi di Giovanni Pascoli, di grande modernità come giustamente sottolinea Giannini, non melensi come invece li giudicava Puccini, motivo per cui allontanò da sé Pascoli più di altri poeti. E’ la poesia “Il Naufrago”, forte e asciutta nella sua musicalità, una ballata di onde che oggi potrebbero essere voci di migranti. Ultimi due brani l’intermezzo “Manon” dal III Atto e “Messa di Gloria” per un passo a due. Tra i due “Corpo di donna” di Pablo Neruda, accompagnato da una performance di due donne appunto, struggente e di una sensualità conturbante. Si giunge così all’epilogo dell’Epistolario prima che Giannini dedichi al corpo di ballo alcuni versi di Miguel de Unamuno sulla fragilità dell’uomo la cui vita è una goccia, così poco ma non abbastanza poco per essere nulla, certamente ben meritati.

La giovane compagnia di danza toscana Emox Balletto, diretta da Beatrice Paoleschi, ormai un ensemble di riferimento per il Festival Pucciniano, dove ha mandato in scena tutte le sue produzioni più importanti - si ricorda la partecipazione al recente DAP Festival di Pietrasanta e all’International Italian Dance Award di New York a fine agosto - e punto di riferimento non solo della scena regionale della danza contemporanea, è decisamente convincente. Soprattutto nella danza contemporanea infatti c’è molta approssimazione ed è raro vedere uno spettacolo strutturato dove musica, luci, costumi e danza si armonizzano. Non solo la suggestione coreografica, ma la perfezione di esecuzione e la grande preparazione anche atletica dei danzatori rendono la performance elegante e raffinata. Figurazione complessa e fluida, arditezze virtuose che non perdono mai l’espressività per avventurarsi nell’esibizione, preparazione recitativa e i costumi che completano e disegnano parte della stessa coreografia. Interessante la visione storica che ricorda per tanti aspetti corpi, immagini, stili del periodo Futurista e degli anni Venti e insieme attinge alla tragedia classica per la composizione d’insieme e la regalità della messa in scena. Grande sensualità che non perde mai l’eleganza.

 

Teatro La Versiliana - Via Enrico Morin 16, 55045 Forte dei Marmi - Pietrasanta (Lucca)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0584/265757
Orario spettacolo: martedì 14 agosto, ore 21.30
Biglietti: dai 20 ai 27.50 euro

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Pierotti, Ufficio stampa La Versiliana
Sul web: http://versilianafestival.it

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