Provando... Dobbiamo parlare - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Sabato, 12 Dicembre 2015 

La nuova commedia scritta e diretta da Sergio Rubini, "Provando…Dobbiamo Parlare" - già applauditissima al Festival del Cinema di Roma - è anche in scena all'Ambra Jovinelli sino al 20 dicembre, nella sua versione teatrale con lo stesso cast cinematografico formato da Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e lo stesso Rubini. A dire il vero, la pièce viene giocata come una sorta di prova generale, strizzando l’occhio al meta-teatro.

 

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo presenta
in coproduzione con Palomar Television & Film Production fondata da Carlo Degli Esposti
Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e Sergio Rubini in
PROVANDO…DOBBIAMO PARLARE
scritto da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi, Diego De Silva
scene Luca Gobbi
costumi Patrizia Chericoni
disegno luci Luca Barbati
regia Sergio Rubini
regista collaboratore Gisella Gobbi


La mise-en-scène racconta la storia di due coppie di amici. La coppia di ospiti, interpretata da Fabrizio Bentivoglio e Maria Pia Calzone, si crogiola nella sua borghesia. Medici di successo, per vocazione e ineluttabilità, mal tollerano e gestiscono questo loro secondo matrimonio, si sfidano nell’ennesima crisi coniugale, arricchiscono avvocati, banchieri, nascondono la loro incomunicabilità dietro uno spiccato senso del dovere.

La coppia dei padroni di casa, interpretata da Isabella Ragonese e Sergio Rubini, gioca a voler offrire l’impressione opposta; aspiranti bohémiens, lui, giunto alla soglia dei cinquant’anni, è un ormai riconosciuto scrittore di talento, lei, vent’anni più giovane, è stata ed è ancora considerata, solo, la sua allieva e, affamata di vita (comunque agiata), cerca una sua identità come scrittrice. Senza figli né, apparentemente, grandi rendite, sono i classici due cuori e… un attico (!?!).

La coppia borghese è la cartina al tornasole di tutti i vizi, appunto, borghesi: ostentazione di ricchezze, rapporti utilitaristici, rivendicazione dei diritti di figli avuti da matrimoni precedenti, patrimoni da non spartire, testamenti a scanso di risarcimenti, attacchi di panico, difese da cinico. I radical-chic inseguono invece un profumo di proletarietà, calibrando la loro studiata trascuratezza, da intellettuale sconfitto-progressista. Non credono nel matrimonio, nella proprietà, ma subiscono il fascino sottile del possesso dell’altro. Non si lasciano sedurre, dicono, dai beni materiali, si nascondono, mostrandosi, in un modesto, poco economico attico in affitto al centro di Roma. Ostentano la propria identità puntellandola dietro pile sterminate di libri. Un’insana necessità: dirsi sempre tutto, almeno “a parole”!

I quattro amici trascorrono tutto il loro tempo libero insieme, senza star qui a sottilizzare chi decide di fare cosa e, anche in quella sera di programmata libertà, gli scrittori vengono invasi, occupati dalla guerra emotiva, senza quartiere, dei dottori. La lite monta, prende spazio, conquista, a poco a poco, maggior territorio e confonde le presunte differenze caratteriali e sociali dei quattro amici.

Fabrizio Bentivoglio ci regala un personaggio esilarante e vero, un uomo spiccio, concreto, che sa navigare nelle ipocrisie della vita in comune. Incerto si mostra, invece lo scrittore che, scivolato nel conflitto delle sue esigenze ed ideologie, si perde nell’ombra in cui ha pigramente relegato la sua compagna, che cerca aria fresca in un suo romanzo segreto. Se per un amore non basta una capanna, figuriamoci un attico rinfacciato, l’alba sgretola le certezze, schiude i lucchetti autoimposti, dalle ceneri forse nascerà una fenice, forse no. Rubini, anche grazie all’interpretazione di eccellenti attori, tratteggia un'efficace satira del mal di vivere della nostra estesa borghesia, mette in luce sapientemente la noia di ruoli precostituiti, convenzionalmente anticonvenzionali, che si gonfiano nell’anima, a poco a poco e, prima di soffocare, ci soffiano via, lasciandoci la ventura di fuggire leggeri, come palloncini, senza meta, senza tracce. Una regia piacevole, con buon ritmo, che si lascia seguire senza cadere mai di tono. D’altra parte, il cast è al di sopra di ogni sospetto! Un po’ sottotono il pesciolino rosso ma… acqua in bocca!

 

Teatro Ambra Jovinelli - via Guglielmo Pepe 43/47, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 83082884 - 06 83082620, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì al sabato dalle ore 10:00 alle 19:00; domenica dalle 11:00 alle 16:00; lunedì chiuso
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 5 dicembre pomeridiana ore 16.30, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 33, poltrona € 26, I galleria settore A € 22, I galleria settore B € 18, II galleria € 17
Durata spettacolo: 2 ore senza intervallo

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Maya Amenduni e Benedetta Cappon, Ufficio stampa Teatro Ambra Jovinelli
Sul web: www.ambrajovinelli.org

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