Prometeo - Teatro Mercadante (Napoli)

Scritto da  Sabato, 07 Aprile 2018 

Dal 4 al 15 aprile. Dopo aver debuttato a Pompei nella scorsa estate in occasione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi, torna in Campania uno dei più grandi classici del teatro mondiale: il “Prometeo” di Eschilo. Un allestimento contemporaneo, di cui Massimo Luconi cura adattamento, scene e regia, che restituisce una visione attuale dell’eroe greco, riaccendendo nello spettatore quegli stessi interrogativi che l’individuo, solo di fronte alla vita, si trova a domandarsi incessantemente da più di duemila anni.

 

PROMETEO
da Eschilo
adattamento, scene e regia Massimo Luconi
con Luca Lazzareschi, Alessandra D’Elia, Flo, Gigi Savoia, Tonino Taiuti
fisarmonicista Vittorio Cataldi
installazione Moussa Traore
costumi Aurora Damanti
musiche Mirio Cosottini
consulenza storico letteraria Davide Susanetti
assistente alla regia Angela Carrano
assistente alle scene e attrezzista Marco Di Napoli
assistente ai costumi Alessandra Gaudioso
direttore di scena Silvio Ruocco
capomacchinista Fabio Barra
macchinista Nicola Grimaudo
capoelettricista Fulvio Mascolo
fonico Salvatore Addeo
sarta Daniela Guida
l’adattamento del testo si basa sulla traduzione di Davide Susanetti pubblicata da Feltrinelli
produzione Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia

 

Prometeo” è considerato uno dei testi teatrali più importanti che ci abbia lasciato il patrimonio greco, ancora oggetto di innumerevoli discussioni e analisi che ne sviscerano ogni volta una caratterizzazione, una ricostruzione letteraria o una visione critica diversa ma non per questo meno interessante delle precedenti. Ma “Prometeo”, considerato nella sua mera oggettività come drammaturgia di quel grande scrittore greco che fu Eschilo, rappresenta tuttora un arduo banco di prova per attori e registi: i primi di fronte ad un classico del teatro, alla pari di un Amleto o di un Don Giovanni, i secondi alle prese con l’incessante bisogno di riformulare una visione del testo che sia artisticamente fedele all’originale ma al contempo creativa e stimolante.

Luca Lazzareschi, nei panni di un Prometeo anziano, affaticato dalla sua incessante prigionia, condannato a una sofferenza perpetua e senza speranze di redenzione, rappresenta un eroe contemporaneo che, oggi come ieri, è alla ricerca instancabile della verità, della giustizia. Ma la giustizia, concetto tanto caro a Eschilo, è un concetto relativo: come dirà il coro all’inizio dello spettacolo “coloro che tengono il potere non governano con giustizia”. È la ragione per cui Zeus scaglia la sua furia contro l’uomo che l’ha tradito, contro colui che ha scelto di stare dalla parte degli uomini ed è per questo meritevole di punizione divina.

Lazzareschi regala una prova attoriale notevole, con un Prometeo fortemente convinto del suo operato, talvolta ricorrendo a delle variazioni nel timbro vocale che rendono l’interpretazione ancor più convincente, nonostante l’evidente stasi alla quale l’attore è sottoposto. Alessandra D’Elia, Flo, Gigi Savoia e Tonino Taiuti accompagnano, pur nella sua eterna solitudine, Prometeo, grazie alle visite di Io, Ermes e Oceano, unitamente al Coro interpretato dalla appena citata Flo e accompagnato dalla fisarmonica di Vittorio Cataldi. Inconsueta la scelta della fisarmonica, a tratti forse fonte di distrazione per lo spettatore e preponderante sul tono degli attori, in altri momenti di cambio scena invece particolarmente piacevole e ben collocata.

Massimo Luconi, il regista dell’allestimento, restituisce uno spettacolo con un tono contemporaneo ed una scena, curata in collaborazione con Moussa Traore, essenziale: una pila di sedie, bagagli, e lamine di rame che rinchiudono Prometeo in uno spazio deserto quanto freddo. I bagagli sono quelli del coro, che entra sulla scena per narrare le gesta di Prometeo, e nel rito del ricordo rievoca il sacrificio del personaggio, in un’attesa senza sosta della morte che stenta a sopraggiungere.

In questa eterna veglia che si rievoca ogni qualvolta Prometeo si fa carne, rivivendo grazie al teatro, riecheggia lo spirito di un viaggio senza tempo, legato ad una terribile ed ineluttabile condanna. Le visite di Oceano ed Ermes, amichevole il primo e minaccioso il secondo, sono brevi istanti in cui Prometeo non esita a confermare la valenza del suo atto eroico, e del suo sacrificio per l’umanità intera. Io invece porta la sua testimonianza di ragazza condannata da Zeus e come Prometeo sottoposta ad una maledizione divina di gran lunga peggiore rispetto alla morte.

Occuparsi di Prometeo vuol dire compiere un viaggio alla ricerca del mito che ci appartiene come popoli del Mediterraneo, che è dentro di noi e che portiamo addosso sedimentato da secoli di storia anche tragica. Gli attori diventano testimoni che raccontano con un doppio livello di narrazione (teatrale e emotivo) un dramma che appartiene ai canoni del teatro antico e moderno, e nello stesso tempo sono profondamente implicati nei personaggi che interpretano, guardando a questa opera straordinaria dell’antichità con l’attualità dello sguardo critico di uomini moderni e assumendone l’energia e il fascino primordiale”, dice Luconi.

Nella ricerca di un personaggio che prende vita grazie al rito teatrale, si riscopre un gesto che oggi come allora ci pone di fronte al concetto di giustizia, al valore del sacrificio, e alla capacità di redimere l’umanità tutta dal buio della conoscenza. Nella sfida di Prometeo che coraggiosamente si prende gioco degli dei rivive l’atto eroico di un uomo che, così come si racconta nell’epilogo, finisce in un eterno oblio, scontando una pena di cui egli stesso, insieme agli dei, diventerà dimentico.

Il “Prometeo” in scena al Mercadante è un allestimento contemporaneo che, nella sua dimensione temporale, sottolinea proprio l’atemporalità del personaggio, e nella astrazione spaziale del protagonista ingabbiato in gigantesche lamine di rame che lo circondano, evidenzia la solitudine di un eroe che paga il prezzo del suo coraggio, pur essendosi sacrificato per l’umanità. Il gesto di un eroe che, oggi come ieri, non smette di emozionare e di accendere in noi quel fuoco di emozioni che lo stesso Prometeo aveva nascostamente donato agli uomini.

 

Teatro Mercadante - Piazza Municipio, 80133 Napoli
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 081/5524214, biglietteria 081/5513396, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 4, 6, 10, 13 aprile ore 21; 5, 11, 12 aprile ore 17; 7, 14 aprile ore 19; 8,15 aprile ore 18

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Sergio Marra e Valeria Prestisimone, Ufficio stampa Teatro Stabile di Napoli
Sul web: www.teatrostabilenapoli.it

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