Processo a Pinocchio - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Domenica, 29 Novembre 2015 

Il 16 novembre il Teatro Sistina ha accolto “Processo a Pinocchio”, una commedia musicale noir che dopo aver vinto l’Oscar Italiano Del Musical 2015 per le Musiche Originali ed essere stata candidata finalista come Miglior Musical Off vede un nuovo pubblico. Una sorta di processo che si ispira alla favola di Collodi per analizzare la tormentata vita del protagonista diviso tra una madre opprimente, una moglie schizofrenica e due amanti: una sfrenata sessualmente e un amico clandestino.

 

Il Sistina in collaborazione con Freezerdance Studios presenta
PROCESSO A PINOCCHIO
scritto e diretto da Andrea Palotto
con Cristian Ruiz, Luca Giacomelli Ferrarini, Valentina Arena, Brian Boccuni, Debora Boccuni, Elena Nieri
al pianoforte Federico Zylka, musicisti aggiunti: Andrea Scordia (basso), Tiziano Cofanelli (batteria)
costumi e allestimento scenico Bianca Borriello
luci e direzione tecnica Daniele Ceprani
suono Luca Finotti
musiche Marco Spatuzzi
direzione di scena Marcello Palotto
movimenti coreografici Debora Boccuni
aiuto regia Valeria Monetti

 

Lo spunto collodiano parte da un certo Pino, colto con un martello in mano presso il corpo di Salvatore Grillo di professione psicoterapeuta.

Inizia un processo tinto di onirico e assurdo, durante il quale il presunto colpevole dell’assassinio di Grillo non tiene a freno le sue bugie; ha una moglie che non tiene a freno la sua lingua, dice parolacce nel momento meno opportuno, sembra una remissiva moglie inconsapevole dei sotterfugi del marito, ma d’altra parte finge di esserlo rivolgendogli gli insulti peggiori; c’è “una” amante ninfomane e cleptomane che non tiene a freno le sue voglie, e confessa tutto quel che vorrebbe fare, e quel che Pino non riesce a fare con sua moglie; c’è poi “un” amante con cui Pino può ulteriormente sperimentare giochi e desideri nascosti. Dietro di Pino c’è sempre la presenza invadente di una mamma napoletana che insiste solo per diventare nonna al più presto.

È proprio il fantasma dello psicoterapeuta Grillo che tenta di sviscerare la verità in uno strano percorso psicanalitico di gruppo dove la verità non si svela facilmente, a causa del “segreto professionale”.

Scenografia al servizio dei personaggi che si muovono sopra e intorno a puff colorati con eccezione per le apparizioni dello psicanalista da una classica scrivania, mentre le luci illuminano come fari nella notte alla ricerca di segreti e colpevoli. I personaggi si distribuiscono molto bene con descrittive coreografie a interpretare lo svolgimento di un testo denso e ricco di spunti. Non è così consueto vedere una commedia dove si ride anche di gusto ma con uno sfondo drammatico e psicologico degno di un noir ben costruito. Tutto questo corredato da canzoni che non prevaricano la struttura narrativa ma vanno ad arricchire i punti salienti della storia. Tra queste emblematica è la canzone della mamma che porta “forzatamente” alle nozze il figlio, che è in sua balia, istigandolo a sfornare quanto prima i nipoti che lei attende, prima che sia troppo tardi. "È tutto qui" è invece la canzone che racchiude la summa dei segreti, ipocrisie e sotterfugi che circondano il protagonista e chi gli sta intorno.

Le bugie del protagonista, alla ricerca di stimoli per una vita interessante, dipingono un furbetto che già col suo abbigliamento, in pantaloncini, ricorda l’ispirazione letteraria del celebre burattino e ritrae l’uomo-bambino pronto a inventare sempre per coprire e giustificare i suoi piaceri ed avventure. I suoi desideri e i suoi difetti si proiettano su una moglie scurrile a parole ma inibita, anche sessualmente, un’amante ninfomane, ricercata per compensazione, e un amichetto con il quale andare ancora oltre. Tutto questo è ancora una fuga da una madre opprimente. Cristian Ruiz e gli altri protagonisti donano corpi e voci a un testo ricco e a personaggi complessi che si scambiano battute, frammentando e condividendo un copione che sembra un flusso di coscienza. Debora Boccuni è un’efficace moglie fuori controllo, un po’ trasognata e bipolare; Valentina Arena una genitrice logorante e petulante; Brian Boccuni è il commesso vizioso e con la passione del gioco d’azzardo, anima goduriosa e sfogo per Pino; Elena Nieri una disinibita amante senza limiti. Luca Giacomelli Ferrarini è un misurato psicanalista professionale e dolce, con quel giusto misto di serietà e comprensione umana che conduce il protagonista alla ricerca di se stesso e della verità. Eppure il tentativo di costruzione di una vita migliore può portare a rivelazioni inaspettate mentre si cerca un sempre rassicurante lieto fine. Ogni favola di solito inizia con “C’era una volta” e finisce con un “E vissero tutti felici e contenti”. Nel testo di questo spettacolo si cerca quella favola, che qui si tinge in modo forte e con riferimenti a una realtà difficile da scoprire ma tanto più interessante quanto meno aspettata. In un certo senso la necessità di uscire dalla favola è anche una dolorosa ma necessaria occasione di crescita.

Lo spettacolo travalica i cosiddetti generi - comico, drammatico e musicale - per assorbirli ed offrire allo spettatore un’esperienza meno convenzionale ma da gustare proprio per questo. Perché dramma e pensieri possono fare anche ridere e dar vita ad uno spettacolo musicale che sia ancora una volta occasione di riflessione e non solo intrattenimento.

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: lunedì 16 novembre ore 21
Costo biglietti: poltronissima € 55,00, poltrona e I galleria € 49.50, seconda galleria € 44.00, terza galleria € 34.00

Articolo di: Andrea Di Cosmo
Foto di: Angelica Mastrantuoni
Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli; Federica Fresa e Laura Fattore, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.ilsistina.it - www.twitter.com/teatrosistina

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