Principesse e sfumature - Villa Ada, Roma Fringe Festival 2016 (Roma)

Scritto da  Sabato, 27 Agosto 2016 

Stand-up comedy ben sostenuta dall’interprete Chiara Becchimanzi, anche autrice e regista, che condisce un ennesimo viaggio alla scoperta della psiche e del corpo femminili con più o meno interessanti aneddoti personali, ma senza aggiungere novità a tutto ciò che è già detto e risaputo. A fare da contraltare, una piccola perla dolcissima su cui si sarebbe potuto costruire l’intero spettacolo, ma che purtroppo arriva solo nel finale.

 

Compagnia Valdrada presenta
PRINCIPESSE E SFUMATURE
scritto, diretto e interpretato da Chiara Becchimanzi
e con la voce di Beatrice Burgo

 

Accappatoio bianco, da cui spuntano aderenti leggings di pelle, asciugamano in testa e crema per il viso. Così entra in scena Chiara, che, sulla soglia dei trent’anni, si regala una piccante riflessione sulla femminilità e i suoi cliché. Questo, insieme alla voce della sua psicoterapeuta, che l’accompagna senza nessun dichiarato motivo.

La prima riflessione riguarda la felicità, o meglio, quella surreale idea di felicità che ci è stata propinata da Pollyanna o da improbabili telenovelas, e che poco si accosta alle reali dinamiche di vita della donna di oggi.

Dopodiché il discorso si sposta su Cinquanta sfumature di grigio che, oltre a essere, al di fuori da ogni giudizio, uno dei libri più venduti al mondo, sta anche tramutandosi in troppo frequente ancora di salvezza per comici alla ricerca di arguti spunti creativi. Chiara si scioglie i capelli mentre legge alcuni frammenti del primo rapporto tra i protagonisti: diverte, con la sua ottima mimica, nel giocare con la scrittura non proprio acuta del romanzo e con i suoi contenuti pseudo-sensuali.

Impossibile, da qui, non arrivare a parlare di sesso. E via con gli stereotipi. Istruzioni minuziose ed esplicite su come procurare il piacere femminile. Ma anche quello maschile. Par condicio, ovviamente. Descrizione della prima volta: disastrosa. E molto, molto altro: venghino, signori!

Il testo si propone di smontare i cliché, per poi, invece, puntare esclusivamente su quelli per catturare la risata, ricercata con ammiccamenti e lunghe pause nei punti strategici. Ovviamente gli argomenti fanno presa sul pubblico. Perché raccontano situazioni reali e comuni alla stragrande maggioranza delle persone. Perché Chiara Becchimanzi è brava, è preparata ed empatica.
Ma rende giustizia a un bravo attore poggiarsi su temi tanto abusati, banali, di cui tutti hanno già parlato nei modi più svariati? Dov’è la novità? Dov’è la sfida?

Eppure la perla c’è. Parlando della sua esperienza di insegnante di teatro per bambini, Chiara racconta un aneddoto dolcissimo e disarmante, che mostra come i più piccoli vivano già la categorizzazione del mondo. Le femmine sono le principesse da salvare, i maschi i guerrieri coraggiosi.

Questa è la vera riflessione, che purtroppo arriva solo nel breve finale, ma su cui si sarebbe potuto reggere l’intero testo. Questo è il triste cliché che va smontato. E lei lo fa. A scuola, lasciando ai bambini la libertà di scegliere il proprio ruolo nel gioco; e sul palco, regalandoci uno spunto interessante su cui riflettere, con delicatezza e autenticità.

 

Roma Fringe Festival 2016 - Villa Ada, via di Ponte Salario 28 (Roma)
Repliche dello spettacolo: palco C 26/8 ore 21.20, 31/8 ore 19.30, 1/9 ore 23.10
Biglietti: 6 € ogni spettacolo
Apertura botteghino: ore 18.30

Articolo di Chiara Bencivenga
Foto di: Matteo Abati
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa HF4
Sul web: www.villaada.org - www.romafringefestival.it

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