Primo - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Martedì, 16 Gennaio 2018 

Dal 15 al 20 gennaio. Era il 1947 quando Primo Levi, di ritorno dalla tragica esperienza di deportazione nel campo di Monowitz, lager satellite polacco del complesso di Auschwitz e sede dell’impianto industriale di Buna-Werke, pubblicava la prima edizione di “Se questo è un uomo”. Dopo 70 anni, la meticolosa e rigorosa interpretazione di Jacob Olesen, sotto l’essenziale regia di Giovanni Calò, porta quelle pagine di accusa sul palcoscenico del Teatro Argentina per far rivivere le impressioni di una barbarie che non deve essere dimenticata. Lo spettacolo si inserisce nel percorso della stagione del Teatro di Roma intitolato “Il dovere della memoria”, uno studio scenico sul ricordo e sul confronto con un’eredità storica dolorosa, indirizzato agli adulti ma soprattutto alle nuove generazioni.

 

Produzione Enrico Carretta presenta
PRIMO
recital letterario da “Se questo è un uomo” di Primo Levi
con Jacob Olesen
regia Giovanni Calò
musiche originali Massimo Fedeli
scene Antonio Belardi
disegno luci Luca Febbraro
i soggetti della scenografia sono tratti da opere di Eva Fischer

 

Scarna la scenografia questa sera sul palco del Teatro Argentina: bastano uno sgabello, una sedia ed alcune quinte dipinte con disegni astratti tendenti al marrone bruciato, basta un vestito grigio anonimo, bastano pochi semplici giochi di luce e qualche sfondo sonoro a scandire i tragici momenti della marcia silenziosa dei prigionieri, a mettere a nudo la drammaticità di uno dei momenti più feroci ed inumani della storia mondiale, quello della deportazione degli ebrei.

Olesen a volte legge alcuni passi del libro di Levi, ma più spesso interpreta il testo: grazie alla sua voce dura e decisa, grazie al calore dello sguardo quando, nei panni di Primo Levi, ci descrive i tratti umanissimi, le fragilità, le debolezze degli altri deportati, grazie alla perfetta pronuncia tedesca (il poliedrico attore svedese parla perfettamente sei diverse lingue) quando, al contrario, interpreta la spietata freddezza degli ufficiali delle SS, l’unico protagonista in scena non ha bisogno di alcun supporto esterno per coinvolgere a pieno il suo pubblico nei crudeli fatti narrati dal chimico torinese.

Jacob è rigoroso nell’interpretazione, così come nelle movenze: aiutato dai repentini cambi di luce, si sposta sul palcoscenico percorrendo delle traiettorie per lo più rettilinee, a ricordare la disciplinata marcia dei deportati dalla ferrovia al campo di concentramento, la geometria ossessiva delle adunate, l’ordine insignificante imperante nel ritmo vitale - o, meglio, funesto - del lager.

Tutto è ordine nel lager: i vestiti, tutti rigorosamente uguali; l’igiene personale che costringe i deportati alla rasatura totale; i gesti delle SS che decretano il destino dei corpi e delle anime; l’identità individuale, ridotta ad un numero seriale stampato a fuoco sulla pelle. L’ordine serve a demolire l’anima dell’essere umano, a umiliarlo, privarlo della propria dignità, ucciderlo psicologicamente prima ancora che fisicamente.

La voce pacata di Olesen arriva alle nostre orecchie come un grido di dolore, ma anche come un monito affinché questo orrore non venga mai più ripetuto nel futuro. Tra il pubblico tanti volti giovani, giovanissimi che ascoltano assorti, recitando a memoria i versi dell’Inferno di Dante in unisono con la voce del prigioniero che racconta il canto di Ulisse ad un compagno mentre trasportano il pesante pentolone del rancio attraverso il campo.

Che questo grido si tramuti in un afflato di speranza.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311/314 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: ore 10.30, 12 gennaio ore 11, 15 e 18 gennaio ore 21
Biglietti: posto unico 15 € (ridotto 10 €, studenti 8 €). Le riduzioni sono riservate ai giovani fino a 35 anni, agli adulti oltre 65 anni
Durata spettacolo: 72 minuti
Età consigliata: dai 13 anni

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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