Primavera dei Teatri 2020 - Castrovillari (Cosenza)

Scritto da  Claudio Facchinelli Domenica, 24 Gennaio 2021 

Il teatro in tempo di pandemia cambia la stagione e le stagioni - ed è già una fortuna - ed è così che il festival “Primavera dei Teatri” di Castrovillari arriva in autunno. La rassegna con una ventina di spettacoli in calendario si riconferma oltre che una vetrina per il teatro un luogo di confronto e aggregazione culturale come dimostra in particolare il progetto “Alla luce dei fatti. Fatti di luce” di Giancarlo Cauteruccio.

 

Arrivando a Castrovillari in ottobre per assistere a Primavera dei Teatri, con sei mesi di ritardo rispetto alla canonica fine di maggio, mi sono domandato quali segni la pandemia, che aveva sconvolto i nostri comportamenti e i ritmi della vita sociale e pubblica, avesse lasciato nella cittadina adagiata su un contrafforte del Pollino. Ho percorso lentamente corso Garibaldi, e ho provato un senso di sicurezza nel ritrovare, dopo vent’anni di frequentazione, i superstiti tratti di marciapiede lastricati con la pietra di Cerchiara, ormai consunta, nera con venature bianche; i paracarri posti come sentinelle a protezione degli stipiti dei portoni padronali; i filari di olmi, platani e tigli che rendono quella strada simile a un boulevard francese, retaggio del periodo napoleonico, quando era stata disegnata. Passato il periodo di totale clausura, Dario, Saverio e Settimio e la loro agguerrita, splendida squadra (per tutti, lo storico capotecnico Tonino e l’impareggiabile, multifunzionale Valeria) si danno da fare per far sbocciare una fioritura tardiva della Primavera (come peraltro già era successo, per motivi non sanitari ma finanziari, otto anni prima). Quasi miracolosamente questa edizione di Primavera dei teatri, tenutasi dall’otto al quattrodici ottobre, a dispetto dei vincoli imposti dalla pandemia ha riconfermato la fisionomia consolidata negli anni: non solo vetrina di spettacoli, ma luogo di confronto e aggregazione culturale che, per densità e ricchezza anche degli eventi paralleli, non ha fatto rimpiangere nessuna delle edizioni precedenti.

Vi hanno infatti trovato spazio, come da tradizione consolidata, fra le molte iniziative, spettacoli e laboratori rivolti ai bambini, quali un Pinocchio interattivo e La fabbrica dei pupazzi, ambedue del Teatro della Maruca; la mostra del Premio Ronzinante; laboratori teatrali per adulti; il dibattito La scena dell’incontro. Dialoghi di civiltà nella drammaturgia italiana contemporanea; l’incontro riservato agli addetti ai lavori Lo stato dell’arte di C.Re.S.Co. Fra gli eventi per così dire fuori sacco, Piccoli funerali, una delicata creazione poetico-musicale di Maurizio Rippa, in un chiostro tardogotico di Morano Calabro e il concerto Play in Tour del gruppo femminile Glorius4, fortunosamente recuperato sotto i colonnati del Protoconvento, ove si sono degustati i ghiotti aperitivi gastronomici dello chef Giovanni Spina. Infine, i pranzi a luci psichedeliche dell’Officina del gusto, in Corso Roma (di fronte al teatro Vittoria, in perenne attesa di uno stabile ripristino) e il tradizionale dopoteatro alla Torre infame, in attesa che Pasquale, perennemente malmostoso, serva gli agognati “Spaghetti al fuoco di Bacco”.

Ma l’elemento più innovativo, che ha letteralmente illuminato le serate di questa Primavera fuori stagione, è stato il progetto Alla luce dei fatti. Fatti di luce, di Giancarlo Cauteruccio. Regista, scenografo, attore, drammaturgo, Cauteruccio ha messo a disposizione di Castrovillari la sua competenza e creatività di Maestro della Luce, progettando e realizzando cinque installazioni di grande impatto figurativo e sonoro. In sequenza continua, dal tramonto alla mezzanotte, accompagnate dalla complice musica di Gianfranco De Franco, vengono proiettate sul Palazzo di Città, la Cattedrale, il Castello Aragonese, l’Ospedale, Palazzo Cappelli (già liceo cittadino), fascinose immagini in movimento ispirate alla funzione o alla storia di ogni singolo fabbricato: un modo per valorizzare, sia agli occhi dei nativi, sia dei forestieri, i luoghi nodali attorno ai quali vive la comunità.

Quanto agli spettacoli proposti (una ventina: uno annullato per pioggia), il lettore potrà trovarne una rassegna nei capitoli successivi.

 

Articolo di Claudio Facchinelli
Foto di Angelo Maggio

 

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