Prima di andar via - Teatro Argot (Roma)

Scritto da  Lunedì, 24 Ottobre 2011 
Prima di andar via

Giorgio Colangeli, Filippo Gili, Michela Martini, Vanessa Scalera, Silvia Siravo, diretti dalla sapienze regia di Francesco Frangipane, portano in scena al Teatro Argot “Prima di andar via”, intenso lavoro scritto dal talentuoso Filippo Gili.

 

 

Doppia effe production

in collaborazione con Argostudio presenta

PRIMA DI ANDAR VIA

di Filippo Gili

regia Francesco Frangipane

con Giorgio Colangeli, Filippo Gili, Michela Martini, Vanessa Scalera, Silvia Siravo

con l’amichevole partecipazione di Rossana Mortara

musiche originali Roberto Angelini

scenografia Francesco Ghisu

luci Javier Delle Monache

costumi Bianca Gervasio

foto Lorenzo Cicconi Massi

assistente alla regia Laura Fronzi

 

La scenografia è essenziale, i dialoghi sono semplici quanto intensi, gli spazi della scena sono minimi ed incorporano in un’atmosfera di partecipazione e sospensione emotiva lo spettatore, che assiste talvolta attonito, talvolta commosso a quella che sembra essere una cena ed una serata come tante per una famiglia borghese, ma che invece si rivela esser quella che segnerà una linea di confine invalicabile, dalla quale non si tornerà più indietro, per ciascuno di loro.

A pochi passi dallo spettatore, seduti ad un tavolo durante una cena, ci sono un padre (Giorgio Colangeli), una madre (Michela Martini), due sorelle (Vanessa Scalera e Silvia Siravo) e c’è un figlio-fratello, Francesco, interpretato da Filippo Gili che rompe un lungo silenzio tra mille chiacchiere leggere e spensierate degli altri commensali con un’affermazione profonda, improvvisa, terribile: “Domani mattina non sarò più vivo”.

La sua non è un’affermazione, è un colpo di scure. Di qui in avanti le geometrie dei personaggi si stravolgono, quella che potrebbe esser la famiglia di tutti noi vive, improvvisamente qualcosa di inesorabile:  la voglia di ‘andar via’ di un figlio, di un fratello, incapace e di certo non desideroso di voler andar avanti al dolore, di andare avanti ‘col’ dolore.

La storia, umanissima, complessa, struggente si “legge” nei silenzi, negli sguardi, negli scatti improvvisi, nelle urla, nelle gocce di sudore e nelle lacrime che i cinque interpreti di questo splendido lavoro teatrale regalano alla platea. E arriva come una lama all’interno di ciascun spettatore, che vorrebbe urlare, far qualcosa, aggrapparsi ad un ultimo abbraccio di quel fratello, o di quel figlio che sta rinunciando alla cosa più importante, alla Vita, per non rassegnarsi ad una ‘vita’ di “dolore digerito”, di routine, di nuovo che sostituisce il vecchio, in cui la rassegnazione sarebbe costante ed indivisibile compagna di un viaggio che Francesco, rimasto vedovo troppo presto, decide di interrompere.

Un dialogo asciutto, senza fronzoli, senza “pseudo psicodrammi” da reality show tiene letteralmente sospesa la platea e coinvolge, a turno, ciascuno dei cinque interpreti, di primissimo livello, ciascuno con un proprio carattere, con una propria intensità, con una propria lucidità, con una propria fragilità. Con una propria rassegnazione.

A scandire angoscioso ed inesorabile il momento in cui Francesco, il maiuscolo Filippo Gili, lascerà per l’ultima volta la casa dei genitori dopo l’ultimo lucido saluto d’amore, ci pensa il rintocco perpetuo di un cuore aritmico ed incessante, che ben somiglia a quello che avremmo tutti noi di fronte ad una circostanza simile.

 

Teatro Argot – via Natale del Grande 27, 00153 Roma

Per informazioni: telefono | fax 06/5898111, mobile 392 9281031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Fulvio Pennacchio

Grazie a: Rosario Capasso, Ufficio Stampa Teatro Argot

Sul web: www.teatroargotstudio.com

 

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