Prima del silenzio - Teatro allo Scalo (Roma)

Scritto da  Luca Maria Domenica, 10 Ottobre 2010 
Prima del silenzio

Dal 6 al 24 ottobre. Le parole di Giuseppe Patroni Griffi rivivono nella sala del Teatro allo Scalo di San Lorenzo, con la messa in scena del suo “Prima del silenzio”, spettacolo che si può definire un “quasi inedito” visto che è stato portato sul palco solo due volte finora. La storia è quella di un anziano uomo di cultura (Pierfrancesco Mazzoni) e di un giovane ragazzo senza casa (Danilo Celli), entrambi emarginati dalla società, per scelta sia propria che degli altri, che si trovavano a vivere insieme.

 

PRIMA DEL SILENZIO

di Giuseppe Patroni Griffi

con Pierfrancesco Mazzoni, Danilo Celli, Sandro Torella

regia di Federico Vigorito

 

Il rapporto tra i due è ambiguo e colmo di significati, può essere convivenza, può essere amicizia, può essere amore, ma nel senso di dare e ricevere, atto nel quale l’anziano è più predisposto, dispensando sè stesso tramite la parola, che è foriera della sua esperienza ma anche dei suoi sentimenti, del suo modo di vedere il mondo.

Dal canto suo il ragazzo è più prezioso, è spesso silenzioso osservatore, assimila la parola altrui, ma egoisticamente non la condivide.

In questo gioco fatto di dare e non dare, di sessualità negata e di sentimenti repressi, i due vivono una quotidianità ora piacevole ed ora angosciante, resa più dolorosa dal riaffiorare delle ombre del passato del vecchio, gli stralci di una famiglia che ha cercato di lasciare alle spalle e che invece lo mettono a confronto con la realtà concreta, quella dura e spietata dei fatti, non quella morbida e accondiscendente della parole.

Si tratta di un testo sicuramente non facile, che, a cavallo tra scambi di battute pungenti e brillanti, inserisce lunghe disamine sulla parola, la comunicazione e la società, pezzi di parlato a volte troppo fitto in cui lo spettatore rischia a tratti di perdersi.

La sfida di un copione così intenso viene colto a piene mani dal cast, che regge la sfida talvolta piegandosi ma mai spezzandosi.

Mazzoni tiene il ritmo, tradendo a sprazzi l’emozione, Celli cerca di seguirlo, ma il plauso va non solo ai due protagonisti, come sarebbe naturale visto che dominano la scena con una presenza continua e versando parecchio sudore, ma anche ai tre ruoli minori: la moglie, il cameriere e il figlio, interpretati magistralmente da tre attori che riescono a spiccare con la loro peculiare personalità e a tenersi le luci puntate addosso, strappando gli applausi più sinceri.

Accompagnato da un taglio registico non banale e ricercato, dalle luci alle posizioni degli attori sul palco, lo spettacolo si presenta come un’occasione per lo spettatore per cui il messaggio del testo non finisce per forza nella sala, ma lascia qualcosa dentro su cui continuare a riflettere anche una volta che il sipario è sceso.

 

TEATRO ALLO SCALO

Via dei Reti 36 - Roma

Orario spettacoli: dal lunedi al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Biglietti: 13,00€ intero – 10,00€ ridotto (2,00€ tessera)

 

Articolo di: Luca Maria

Grazie a: Rocchina Ceglia, Ufficio Stampa Teatro allo Scalo

Sul web: www.teatroalloscalo.it

 

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