Prigionieri al 7° piano - Teatro de’ Servi (Roma)

Scritto da  Venerdì, 30 Marzo 2018 

Dal 13 marzo al 1° aprile. Una coppia di intellettuali vede volatilizzarsi i propri risparmi e sta per perdere anche l’ultimo baluardo di sicurezza economica, rappresentato dalla casa di proprietà. In un Paese in crisi, dove persino chi appartiene ad una classe privilegiata può trovarsi, all’improvviso, in difficoltà, può succedere che si aprano, per uno scherzo del destino, nuove opportunità. Conoscenza dei meccanismi finanziari, fine analisi psicologica e dialoghi serrati sono gli atout di questa pièce, che non risparmia i colpi di scena e racconta come spesso, quando tutto sembra perduto, tutto possa cambiare.

 

Centro Teatrale Meridionale presenta
PRIGIONIERI AL 7° PIANO
di Maria Letizia Compatangelo
regia di Donatella Brocco
con Gianna Paola Scaffidi, Rosario Galli, Elia Paniccia

 

Lo spettacolo approdato al Teatro de' Servi, è già reduce da una accoglienza favorevole al Teatro dei Conciatori e al Teatro Tor Bella Monaca e il merito è da ascrivere in gran parte al valido testo di Maria Letizia Compatangelo.

Si tratta di un vero e proprio dramma sociale trattato con il garbo della commedia, con il risultato di rendere meno indigesti aspetti della vita di grande nefandezza, suscitando a volte il sorriso ma non sottacendo, a dire il vero, aspetti anche scabrosi, di vicende molto attuali.

Pino, ricercatore universitario che ha superato i cinquanta, e Mariuccia una traduttrice di libri per ragazzi, sono in difficoltà economiche per un investimento fallimentare truffaldino, consigliato dalla propria banca, che ha bruciato i risparmi di una vita. La stessa banca nega al contempo un prestito necessario a fronteggiare le spese straordinarie di ristrutturazione dell’immobile dove abitano, che, a causa del mutuo a suo tempo acceso per l’acquisto, non può costituire a sua volta garanzia sufficiente per la concessione del credito.

Una strettoia finanziaria con cui di frequente la classe media si ritrova purtroppo oggi a confrontarsi e descrive l’antefatto di un disagio con mille riverberi sulla vita quotidiana. Un tempo appartenente alla middle class, la coppia cerca di mantenere una parvenza di dignità con amici e conoscenti. Qui l’autrice snocciola con sguardo tenero e delicato le piccole astuzie di sopravvivenza, le inevitabili umiliazioni di due intellettuali che vedono crollare il loro tenore di vita, lo spirito di sacrificio con cui seguitano ad aiutare l’unico figlio che vive all’estero e conta pur sempre sul loro appoggio economico. Pur rinunciando a impegni, viaggi, divertimenti, Pino e Mariuccia trovandosi all’improvviso indebitati fino al collo, sono costretti ad arrabattarsi come possono. Mariuccia si industria a vendere marmellate per arrotondare e dirotta gli amici su inviti casalinghi per risparmiare il conto al ristorante, mentre Pino, che si sente continuamente umiliato dall’amico, giornalista di successo alla Rai, stappa a cena l’ultima bottiglia di vino pregiato che aveva conservato gelosamente per anni.

Il sipario si apre significativamente, con le note di “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel, su un interno piccolo borghese, in un palazzone di periferia, in cui si consuma la vita appartata e discreta di due coniugi di lunga data. Il frastuono dei lavori di ristrutturazione, proveniente da una finestra aperta, rivela però subito il clima d’assedio in cui vivono i due inoffensivi intellettuali, sempre più stretti nella morsa della speculazione, coinvolti in giochi più grandi di loro.

L’immobiliare che da tempo vuole estorcere loro l’appartamento, approfittando della situazione, si concretizza ad un certo punto nella visita inquietante di Angelo, tipico teppistello incaricato del lavoro sporco. Il suo compito, come emissario di un vero e proprio racket speculativo, è quello di convincere i proprietari più riottosi a cedere la casa per pagare le spese, sia con le minacce fisiche sia proponendo un ulteriore finanziamento, alternativo a quello della banca, ma naturalmente “a strozzo”. Tutte le risorse potenziali di Pino e Mariuccia si rivelano fallimentari: l’atteso incarico di professore associato per lui non arriva a causa dello strapotere accademico, la banca stenta a concedere il prestito, persino le confetture fatte a mano da Mariuccia sono un insuccesso, tanto che la donna vende i suoi orecchini d’oro per far riparare la macchina. L’unica, incrollabile, fonte di soddisfazione, sono le telefonate del figlio, avviato ad una promettente carriera in America, fuori da questa Italia, dove “il merito è come la carta igienica” e i meccanismi perversi della crisi, nonché la disonestà altrui, stritolano impietosamente quella piccola borghesia che pure ha sempre costituito la spina dorsale della società.

Nel primo atto tutto sembra compromesso ed avviato ad una conclusione scontata; nel secondo atto si verificano invece i decisivi colpi di scena (che ovviamente non si rivelano per non togliere la sorpresa) che risolveranno tutto. Il ribaltamento dei ruoli è l’occasione per evidenziare come la società arrembante in cui viviamo ponga in continua discussione scala valoriale e integrità morale, mettendo in luce aspetti insospettabili nella personalità di ognuno; il deus ex machina sarà, quasi suo malgrado, proprio Angelo, bullo di periferia che cambierà vita, e Pino e Mariuccia, dal canto loro, di fronte ad eventi imprevisti, daranno prova di temerarietà e astuzia insospettabili.

Il testo di Maria Letizia Compatangelo, nota e apprezzata autrice, ha trovato in Gianna Paola Scaffidi e Rosario Galli gli interpreti che, per qualità attoriale e presenza scenica, ben incarnano i personaggi della pièce e rendono molto verosimile il racconto. Accanto ai colleghi più esperti non sfigura il giovane Elia Paniccia nelle vesti di Angelo, convincente ed efficace nel ruolo dell’emissario della società immobiliare.

 

Teatro de' Servi - Via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo
Biglietti: platea intero € 22 - ridotto € 16 / galleria intero €18 - ridotto € 14 (riduzioni per giovani under 18 e anziani over 65)

Articolo di: Rosanna Saracino
Grazie a: Ilaria Tana, Ufficio stampa Teatro de’ Servi
Sul web: www.teatroservi.it

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