Presunta morte naturale, un dramma pubblico - Centrale Preneste Teatro (Roma)

Scritto da  Sabato, 10 Ottobre 2015 

Attraversamenti Multipli è un festival creato da Margine Operativo quindici anni fa e attualmente in corso, fino all'11 ottobre. Per sua definizione è un progetto artistico multidisciplinare che ama muoversi fra le vie del Pigneto e del Quadraro e “nelle zone di prossimità tra arte e vita”. Alla vita, quella reale della cronaca e dei processi, quest'anno i creatori del Festival hanno voluto concedere uno spazio particolare sulle tavole del palcoscenico del Centrale Preneste. Il 4 ottobre è stato presentato Presunta morte naturale - un dramma pubblico, lavoro che persegue l'intento di Margine operativo di indagare i temi del presente attraverso il teatro. Si porta in scena la storia di Stefano Cucchi, o meglio, come in un vero processo alla realtà, si portano in scena le testimonianze di chi quel dramma l'ha vissuto.

 

PRESUNTA MORTE NATURALE
un dramma pubblico
ideazione e drammaturgia Pako Graziani
regia Alessandra Ferraro e Pako Graziani
con Tiziano Panici
musiche Margine Operativo
light designer Valerio Maggi
produzione Margine Operativo
in collaborazione con Kollatino Underground, Argot Studio, Attraversamenti Multipli

 

Stefano Cucchi, trentaduenne romano arrestato il 15 ottobre del 2009 per possesso di sostanze stupefacenti, viene portato in caserma quella sera stessa. L'indomani c'è il processo per direttissima, processo al quale Stefano si presenta con il viso coperto da ematomi. Ha difficoltà a camminare e presenta uno stato di salute precario inimmaginabile fino alla sera prima. Dopo la convalida dell'arresto viene portato al Fatebenefratelli: lesioni alle gambe e al viso, frattura della mascella, emorragia alla vescica, lesioni al torace e due fratture alla colonna vertebrale. Rifiuta il ricovero e torna al Regina Coeli. Il 22 ottobre, portato d'urgenza al Sandro Pertini, muore. É solo allora che alla famiglia viene concesso di vederlo. “Presunta morte naturale”, dicono i referti. Ma la famiglia, e in particolare la sorella Ilaria, non si arrendono. Così parte la via crucis giudiziaria che, nel 2011, rinvia a giudizio dodici persone tra medici, infermieri e guardie carcerarie. Nel 2013 vengono condannati sei medici, assolti gli altri indagati. Nell'ottobre del 2014 la sentenza della Corte d'appello ha assolto tutti gli imputati. Il 15 dicembre prossimo la Cassazione valuterà la legittimità di quella sentenza che ergeva Cucchi ad emblema di una gioventù sfasciata, drogata, suicida.

La messa in scena di Margine Operativo non gioca sul sentimentalismo o sul requiem di una vittima, ma decide coscienziosamente di drammatizzare (nel senso puro del termine) le voci intorno a Stefano, da quelle sui giornali a quella, sommessa, di un compagno di cella.

Un tavolo da obitorio è posto inesorabilmente al centro della scena, ma Tiziano Panici, il giovane attore protagonista, non si sdraierà mai sopra a quelle fredde tavole. Magari sotto, al buio, come un morto che nessuno vuole vedere. Non porta gli abiti di un tossico ma, anzi, si veste in scena di un completo grigio, anonimo, quello di un uomo qualunque, un senza nome che può diventare, di bocca in bocca, un sieropositivo, uno sportivo, una vittima, un criminale.

“Stefano è morto di dolore”, un dolore fisico che ha annientato la mente e, soprattutto, la dignità. Quello che le voci di Panici sembrano dirci è che ci siamo dimenticati di Stefano Cucchi come uomo. Un uomo fatto anche di sbagli pagati con la vita. Come Giuseppe, come Federico, come Carlo. Poche di queste storie sono diventate “dramma pubblico”. Stavolta, grazie al coraggio di Attraversamenti Multipli, la storia di Stefano Cucchi ha avuto un microfono, una colonna sonora, una drammaturgia riproducibile.

La regia non è arrogante, si limita alla pulizia e alla chiarezza. E d'altronde, cos'altro poteva fare di fronte ad una attualità così disturbante? Tiziano Panici offre se stesso al servizio del diritto di cronaca con molta semplicità e pochi ricami. Nonostante sia un bravo attore, ha sofferto forse il confronto troppo vicino con la storia e la presenza emozionante in sala di Ilaria Cucchi.

C'è da ringraziare questo gruppo di lavoro, soprattutto per aver dimostrato quanto la verità sia un'urgenza a volte più forte dell'arte autocelebrativa.

 

Centrale Preneste Teatro - via Alberto da Giussano 58, Roma
Per informazioni e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: domenica 4 ottobre, ore 21
Durata: 50 minuti

Articolo di: Lou Andrea Dell’Utri Vizzini
Grazie a: Alice Fadda, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.attraversamentimulitpli.it

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