Potestad - Casa delle Culture (Roma)

Scritto da  Sabato, 21 Aprile 2012 
Potestad

Dal 17 al 22 aprile. Protagonista indiscussa di questo dramma è l’ossessione dell’uomo, del padre per i particolari, il gap della sua mente che torna sempre allo stesso punto, arricchendo e ricercando tutti i particolari possibili come se questo fosse l’unico vero modo di dimenticare, cancellare la verità. Una verità che ha una sua drammaticità nella storia del popolo argentino, dove ragazzi, ragazze, donne, uomini dai trent’ anni in su possono essere figli non di quelli che ritengono i loro genitori ma di altre madri e padri violentati, uccisi, torturati nei campi di concentramento. Un’esistenza può in un solo attimo prendere una strada diversa; la sola analisi del Dna può cambiare una vita e riscrivere una storia.

 

 

Produzione Compagnia Altrarte presenta

POTESTAD

di Eduardo Pavlovsky

regia Antonio Serrano

con Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano

scene di Antonio Serrano

costumi di Antonella D’Orsi Massimo

 

Un uomo descrive per un lungo lasso di tempo scenico, in modo ossessivo, cosa accadde un sabato pomeriggio a casa sua, il suo rapporto con la moglie e con la piccola Adriana; racconta e si convince delle proprie ragioni, della propria e unica verità; un uomo, una coppia che desiderava a tutti i costi un figlio per poter dare uno scopo al proprio matrimonio, un figlio che non arrivava ma che ad un certo punto…

Un lavoro teatrale breve che forse si dilunga e calca in modo eccessivo sulla personalità del padre, lasciando poco spazio alla tematica vera e propria che viene quasi messa in secondo piano. Una tematica interessante e dolorosa che apre mille interrogativi nella testa dello spettatore, che sembra quasi solo accennata se messa a confronto con il modo di parlare, di muoversi del protagonista.

Molto incisivo il momento di ballo finale che crea come uno scorrere del tempo, un andare oltre le quattro pareti, un dispiegarsi a macchia d’olio in un Paese dove dal 1976 al 1983 una feroce e subdola dittatura ha cancellato l’esistente, negato la sepoltura a circa 30.000 persone e rubato bambini ad altre famiglie per poterli far crescere a famiglie ricche, spesso di militari…

Una dittatura silenziosa, ambigua e crudele a cui molti si sono piegati, convincendosi dei nuovi valori che andavano imponendosi, basati sulla violenza, sulla falsa esistenza, sul gioco del potere. D’altra parte c’è stato anche chi, pur di non piegarsi, è scappato in un’altra terra come la sorella dell’uomo, Tita, che per non cedere al regime è andata via; ed è lei con la sua forza, la sua determinazione, a mutare e spostare l’attenzione dell’uomo da sé al dire la verità.

Scritto nel 1986, lo spettacolo ha ricevuto molti ambiti riconoscimenti tra cui possiamo annoverare il Theatre of the Americas Festival (Montreal, 1997), Time Out (London, 1987) e Moliere (Paris, 1989). Nel 2002 è diventato uno straordinario film dal medesimo titolo per la regia di Cesar D’Angiolillo.

 

Casa delle Culture - via San Crisogono 45, 00153 Roma (piazza Sonnino - viale Trastevere)

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/58333253 – 06/58157182, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, studenti 8 euro

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Ufficio stampa Casa delle Culture

Sul web: www.casadelleculture.net - www.altrarte.info

 

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