Pornografia - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Giovedì, 17 Aprile 2014 

Luca Ronconi porta in scena al Teatro Argentina di Roma “Pornografia”, trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo dello scrittore polacco Witold Gombrowicz (1904-1969), pubblicato in Argentina nel 1960. La storia, ambientata in Polonia, racconta le avventure di due signori di mezza età, Witold e Federico, che fuggendo dalla guerra che imperversa a Varsavia, si rifugiano in una villa fuori città. Tra gli ospiti, una coppia di adolescenti (Enrichetta e Carlo) che, a loro giudizio, non possono non essere legati da un’attrazione reciproca. I due giovani hanno però il prezioso piacere di ignorarsi. I due amici, quindi, esasperati da tale interposta bramosia, si danneranno scientificamente per farli finire l’una nelle braccia dell’altro, arrivando, in ultima speme, a spingerli alla complicità in un assassinio.

 

 

 

 

 

 

 

Coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Centro Teatrale Santacristina
in collaborazione con Spoleto56 Festival dei 2Mondi
PORNOGRAFIA
di Witold Gombrowicz
regia Luca Ronconi
traduzione Vera Verdiani
con Riccardo Bini (Witold) e Paolo Pierobon (Federico)
e con (in ordine alfabetico) Ivan Alovisio (Venceslao), Jacopo Crovella (Beppe), Loris Fabiani (Carlo), Lucia Marinsalta (Enrichetta), Michele Nani (Ippolito), Franca Penone (Maria), Valentina Picello (Amelia), Francesco Rossini (Siemian)
scene Marco Rossi
luci Pamela Cantatore
foto di Luigi Laselva

 

 


Due amici condividono un'età a mezzi, puntellando reciprocamente la metà altra da sè. Come picari esplorano il mondo che brucia di guerra e di morte con mezzi di sfortuna, fuggono a bordo di uno scomposto, solenne scompartimento umano: poltrone-corpi-sedie-corpi-oggetti-corpi. Si ricompongono fra le accoglienti cortesie di una famiglia libera di respirare borghesia tra filari di campagna, lontana dagli echi delle bombe. I due compari vi si aggirano ben curiosi e, annusando spore di vita, vengono attratti come bombi verso il miele della gioventù, finendo per impiastricciarsi con la fatale ed inconsapevole sensualità dei boccioli Enrichetta e Carlo.


Federico e Witold bramano vivere di tale bellezza riflessa ma i due giovani paiono ignorarsi, sprigionano mutua indifferenza e continuano a volteggiare, lasciandosi osservare come una lucciola in un vaso di vetro. Come può non scintillare passione fra flessuosi giunchi? Gli attempati non han tempo e bruciano di aspettative, non può rappresentare ostacolo vivace un modesto di lei fidanzato: Venceslao perché sei sorto, prurigìn non ti chiamava?! Federico li attira a sé, cerca di corrompere le loro carni “di brace” facendo recitare loro, nel parco, la parte degli innamorati, li espone, ne solleva le ceneri, ma vanamente. La cupidigia umana scivola allora velocemente verso seducenti inferi! Witold e Federico d’altronde impazzirebbero se non si compisse il loro desiderio, che si fa sempre più urgente ed inevitabile.


Cosa può davvero unire due anime, attraverso i loro veicoli-corpi se non condividere il male? I due complici ordiscono così di trascinare i due ragazzi nell’efferatezza di un omicidio! Intanto impassibili e determinati, sedie a grappoli, carrozze ferroviarie ed altri oggetti continuano a sfrecciare sul palco. Gli eventi precipitano, Venceslao svela la sua assordante inadeguatezza nei confronti di Enrichetta e si immola in un'intrepidità che non gli appartiene, morrà, vittima di un equivoco, buffo quanto la vita.


Ronconi utilizza sapientemente dei piani narrativi sovrapposti: i personaggi intervengono in prima persona, raccontano in terza persona il proprio personaggio, descrivono in terza persona gli altri personaggi o, in prima persona, svelano i pensieri di un altro personaggio, conducendo lo spettatore in modo accattivante e seducente, rendendolo complice dell’ossessione e della tragedia del voyeurismo che ottenebra i sensi ed esplode in sofisticate e ampollose oscillazioni tra Έρως και Θάνατος (Eros e Thanatos), tracimando dolore.


Puntuale, divertita e cesellata la recitazione di tutto il cast, magnifica l’interpretazione di Paolo Pierobon e Riccardo Bini.

 

 


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.helloticket.it
Orario spettacoli: martedì, mercoledì e venerdì ore 21, giovedì e domenica ore 17, sabato ore 19, lunedì riposo
Biglietti: poltrona intero 27€, ridotto 24€; palchi platea, I e II ordine intero 22€, ridotto 19€; palchi III, IV e V ordine intero 16€, ridotto 14€; loggione 12€
Durata spettacolo: 2 ore e 50 minuti più intervallo



Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

 

 

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