Porcile - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 02 Marzo 2016 

Dal 16 al 28 febbraio al Teatro Vascello la compagnia di Valerio Binasco ha portato in scena lo spettacolo "Porcile" di Pier Paolo Pasolini. Un testo complesso e oscuro, dal forte valore simbolico, interpretato da un gruppo di attori che offrono una performance apprezzabile, sotto la guida attenta del regista.

 

PORCILE
di Pier Paolo Pasolini
regia Valerio Binasco
scene Lorenzo Banci
costumi Sandra Cardini
musiche Arturo Annecchino
luci Roberto Innocenti

Personaggi e interpreti:
Padre - Mauro Malinverno
Madre - Valentina Banci
Julian - Francesco Borchi
Ida Elisa - Cecilia Langone
Hans-Guenther - Franco Ravera
Herdhitze - Fulvio Cauteruccio
Maracchione - Fabio Mascagni
Servitore di casa - Pietro d’Elia

coproduzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2Mondi



Nel 1966, Pier Paolo Pasolini compone un testo misterioso, ambiguo, dal forte carattere ermetico: si tratta di "Porcile", un dramma in undici episodi che poi, tre anni dopo, nel 1969, deciderà di trasporre in un film omonimo. Ma cosa si cela dietro quegli undici quadri segnati tanto da un'impostazione concettuale quanto dall'allegoria? L'obiettivo pasoliniano sembra essere quello di raccontare l'impossibilità di assecondare la propria natura, di vivere seguendo le proprie inclinazioni, i propri impulsi istintuali, l'impossibilità di rimanere fedeli alla propria natura più intima senza essere fagocitati dall'opinione sociale.

"Porcile" è ambientato in Germania, negli anni immediatamente successivi alla caduta del regima nazista. La classe borghese si è posta al potere, amministrando e gestendo l'eredità della dittatura hitleriana, gli orrori ancora parzialmente ignorati dell'olocausto, e il governo democratico appena instaurato. Il protagonista del dramma è Julian - interpretato dal giovane Francesco Borchi -, figlio «né ubbidiente né disubbidiente» di una coppia benestante. La tenuta di famiglia comprende la campagna circostante, compreso il porcile che dà il titolo all'opera. In esso, Julian trova un'espressione della propria inclinazione diversa, che vive da un lato come un'onta innaturale e perversa che nessuno sarebbe in grado di comprendere, e dall'altro come apice catartico, brandello di purezza inimitabile. Per gran parte dello spettacolo, questa passione misteriosa, che grava sulle spalle del personaggio come un segreto mostruoso ma allo stesso tempo lo pungola come ideale di libertà totale e piena realizzazione dell'individuo, si fa simbolo del disagio esistenziale di chi non si sente accettato dalla società né in essa si riconosce, decidendo così di rifugiarsi nella segretezza dell'appagamento degli istinti.

"Porcile" è un testo fortemente provocatorio e distruttivo, che incarna il desiderio autoriale di destrutturare l'istanza teatrale, considerata da Pasolini come un evento oscenamente borghese. Il dramma sembra condannare - senza alcuna possibilità di appello - tutte le figure che si arrendono al giogo sociale. Quanto a Julian, unico personaggio disposto ad assecondare una natura differente da quella socialmente riconosciuta, sospeso tra il considerare la sua peculiarità come una depravazione e tra l'accettarla come un'insolita forma d'amore, paga comunque con la morte l'aver realizzato e posseduto quell'oscuro oggetto del desiderio.

Si tratta indubbiamente di una scelta drammaturgica insolita per Valerio Binasco, che ama portare in scena delle vicende lontane da astrattismi e concettualismi stranianti. Sebbene il regista si attenga con forza alla storia, al plot, alle dinamiche di relazione tra i personaggi, il radicato e graffiante simbolismo dell'opera pasoliniana emerge e si scaglia contro lo spettatore, che non può fare a meno di servirsi di una chiave metaforica nella lettura di quanto avviene in scena. Incompreso e isolato, Julian viene prima colpito da una sorta di colpo apoplettico, e successivamente divorato da maiali inferociti; perché? Per una sua diversità innocente, per non aver sposato la ragazzina alto-borghese che era innamorata di lui, per non aver incarnato appieno l'ideale di maschio alfa di sana e robusta costituzione, eterosessuale, pseudo-ariano, infallibile e vigoroso.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Biglietti: intero € 20, ridotto over 65 € 15, ridotto studenti e gruppi di un minimo di 10 persone (i biglietti per i gruppi devono essere ritirati un giorno prima da un capogruppo) € 12
Durata: 1 ora e 50 minuti con intervallo

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

TOP