Più libri Più liberi - EUR, Palazzo dei Congressi (Roma)

Scritto da  Simone Vairo Venerdì, 11 Dicembre 2009 

Nel cuore di Roma, un fremito si muove: è l’avanzare della cultura che rivendica il suo stato di essere libera e per tutti con l’utilizzo del libro. Un movimento chiamato “Più libri Più liberi”, l’ottava edizione della Fiera della media e piccola editoria al Palazzo dei Congressi dal 5 all’8 di Dicembre.

 

 

La cultura è ciò che divide l’uomo dalle bestie. Non è un’affermazione troppo violenta per essere stabilita, poiché implica l’uso del cervello: macchina semi-infernale che, ultimamente, mette l’uomo nella condizione di distruggersi, ma che, in  passato, ha dato prova di poter creare grandi cose. Dalla scoperta del fuoco fino all’ultimo computer, il cervello umano ha dato all’uomo la capacità di pensare, collocare e registrare ciò che vede e studia. Da quest’ultimo verbo ne deriva la parola chiave che rimane sempre un monito assoluto per tutti gli studenti, i quali passano ore e ore con la testa chinata su quei meravigliosi scrigni del sapere e della fantasia che sono i libri. La scrittura è stato decisamente l’atto migliore che Dio potesse concedere all’uomo, poiché non esiste vita sensata al di là di quella che non viene raccontata. E’ un concetto propriamente astratto e confusionario, ma vero: l’atto di porre “Nero su bianco” si dimostra, come fosse una fotografia, l’azione che noi facciamo nel fermare un pensiero, un sogno, delle parole che non scivolano via, ecc. Perciò è decisamente la funzione più importante della nostra cultura dalla quale ne sono derivati innumerevoli categorie che hanno messo in evidenza, col tempo e con non poca fatica, l’idea di libertà nello scrivere qualcosa. Da questo concetto, ma soprattutto dall’idea che la cultura è un patrimonio generale, nasce l‘idea della Fiera della piccola e media editoria che, da ben otto anni, ospita più di 409 case editrici al Palazzo Dei Congressi a Roma: “Più libri Più liberi”.

Svolgendosi in un luogo centrale di Roma, nonché in un luogo ampio e ben definito, la fiera si dimostra come l’evento migliore e maggiormente “ordinato” a livello organizzativo di tutto il 2009 (a partire dalla cassa suddivisa per tipologie di persone che venivano a vedere la fiera come giornalisti, accompagnatori, semplici civili, ecc.). Gli stand sono distribuiti attraverso due piani di cui, il primo, si mostra come una sorta di labirinto in cui ci si ritrova da un mondo all’altro dell’editoria soltanto  per aver fatto pochi passi. Niente in confronto al secondo piano che si dimostra come una sorta di piccola striscia di balcone in cui sono state messe, a volte, alcune delle case editoriali più importanti, ma soprattutto in cui è presente lo spazio per i ragazzi: una  sorta di mondo a parte in cui genitori e figli si sdraiano per terra per leggere insieme le fiabe, in cui comprano libri e giocano senza sosta con tutto ciò che hanno a disposizione nella zona ludica. In verità, comunque, è presente anche un piano terra nel quale, però, vengono fatte le conferenze immerse nell’atmosfera del Digital Café e dell’E-Book: le nuove realtà del momento che fondono la lettura con l’uso del digitale.

In base a delle indiscrezioni, si ammetteva che la tematica principale della fiera avrebbe riguardato proprio il digitale il quale, come un ariete infuriato, sta entrando a forza nell’ambito della sezione libri togliendo il piacere della carta stampata. Oltre allo spazio per il Digital Café, infatti, esistevano delle sezioni che spiegavano meglio il fenomeno dell’E-Book in funzione del I-Phone o di altri utensili che, è vero che sono molto maneggevoli e facilitano la ricerca di molte parole sul testo, ma tolgono completamente ogni interesse nella ricerca filologica del testo e del piacere di avere tra le mani un racconto o un’opera che abbia segnato, in qualche modo, la storia passata, presente e futura (da aggiungere poi l’incredibile aspetto minuto delle parole che danneggiano la vista!). Ma non è stato solo questo il tema principale su cui voleva vertere la fiera poiché, da questo mondo digitale, una conseguenza era impossibile non averla: sebbene il fenomeno E-Book, in Italia, non abbia ancora un certo peso, in America è tra le cose migliori degli ultimi anni nel campo dell’innovazione tecnologica e questo ha generato non pochi problemi nel campo dell’editoria che si ritrova in perenne crisi a livello di vendite (questo argomento è stato affrontato da Piero Attanasio, Santiago De La Mora, Marco Polillo e Mario Resca nella conferenza: “Google Books non è il solo; portare la competizione nel processo di digitalizzazione dei contenuti”). Oltre a questo dibattito, infatti, è normale che, in seguito all’enorme successo avuto dalla serie “Twilight” di Stephanie Meyer (casa editrice: la Lain; presente agli stand), ci si sia voluti domandare quale fosse il successo che ne è derivato nel portare sul grande schermo questi piccoli grandi fenomeni dei giovani d’oggi sempre più attratti dal vampirismo, il quale sembra essere diventato, quasi, un genere letterario a parte. Oltre a questo c’è da riferire che due sono stati, invece, i protagonisti, a livello di tema, di questa mostra: il 2012 e Michael Jackson; in entrambi i casi c’erano milioni di libri di memorie di un morto o di statistiche su cosa succederà in quella fatidica data.

Ogni cosa si configura come interessantissima e stimola molto il visitatore della fiera, a ogni padiglione, ad andare sempre più avanti per scoprire quale altro meraviglioso mondo fatto di carta e parole lo attende (da notare poi i grandi sconti fatti dalle case editrici, in occasione della fiera, più un buono da 5 Euro che danno alla cassa). Appena entrati ci si ritrova subito immersi in un’atmosfera familiare siglata appunto dallo stand del “Progetto Cultura” che pubblicizza non solo i propri libri, ma anche l’apertura di un nuovo caffè letterario chiamato “Mangiaparole”; tutto molto interessante, ma, non appena si comincia a girare meglio tra gli stand ci si accorge che qualcosa è cambiato: subentrano i fumetti, altri grandi protagonisti della fiera; in particolar modo quello del “Becco Giallo” che espone “Sereno Su Gran Parte Del Paese” un nuovo lavoro/tributo a Rino Gaetano ideato dal disegnatore Andrea Scoppetta. In giro per la fiera, poi, è possibile trovarsi alle prese con un volantino interessante: “Apologia Del Paino B”, il romanzo inedito di Emanuele Properzi più letto del 2009 anche grazie a Facebook.

La maggior parte degli artisti, in Italia, che creano buon materiale dovrebbero essere protetti come si deve, anche perché la tutela della cultura si dimostra come una fattore importante in questi tempi di sfruttamento in cui gli autori subiscono sempre di più le influenze del mercato fino a scomparire quando si esaurisce la domanda: per fortuna esiste l’UIL – UNSA, l’organismo sindacale idoneo ad esercitare la tutela della creatività e della proprietà intellettuale delle varie produzioni italiane cercando di rappresentare autori e artisti di diverse espressioni. infatti il Sindacato in questione si batte per promuovere i valori culturali contenuti nella difesa della libertà d’espressione, nel sostegno della creatività e nella tutela del diritto d’autore. Rappresentata, questa fazione, dallo stand del “F.U.I.S.” (Federazione Unitaria Italiana Degli Scrittori - Autori Associati CGIL, CISL E UIL; nata nel luglio del 2009 dalla SNS -   Sindacato Nazionale Scrittori) che si occupa di mettere in mostra non solo opere di autori emergenti, ma anche delle grandi/piccole idee: versioni minuscole d’immortali opere del passato, nonché dei meravigliosi poster che riportano l’intero testo della “Divina Commedia” di Dante Alighieri e de “I Trionfi” di Francesco Petrarca.

Dal salone d’entrata ci troviamo di fronte a un bivio: destra (in cui ci sono altre sale normalissime) e sinistra (in cui è possibile  toccare appena la zona centrale della fiera per andare verso settori più specializzati in determinati settori letterari). La scelta spetta la visitatore, ma c’è un concetto che unisce le due sezioni: il contatto con il reale. Nella sezione destra, troviamo innumerevoli padiglioni che mostrano un maggiore contatto con la realtà dei giovani (la “Iacobelli” con la serie “I Love Anime”, ovvero delle schede su come i manga vengono trasposti in anime e che ben presto si chiamerà “Japan Files”) fino agli studenti (lo stand della “Lithos” che possiede innumerevoli capolavori di Maurizio De Benedictis, professore di “Storia Del Cinema” all’Università “La Sapienza” di Roma) fino ad arrivare al reale modo, oggigiorno, per poter stampare un libro: mettere il proprio manoscritto su internet e commissionare una casa editrice affinché segua il lavoro di stampa passo dopo passo. Questo tipo di realtà, nel 2008 (con il sito: www.ilmiolibro.kataweb.it.it; Mondadori), sembrava una sorta di novità rivoluzionaria quando, invece, tale azione già esisteva (fin dal 2003) grazie ad altre case editrici che si occupavano di fare un lavoro meno “freddo” con i propri clienti; in questo, molto ben istruiti e professionali, sono la casa editrice “Biblohaus – www.stampalibri.it” di Macerata. Tornando al nostro percorso, se si fosse svoltato a sinistra invece, si avrebbe avuto un contatto maggiore con la realtà natalizia (le Paoline) e infantile, ma nulla regge il confronto con la casa editrice Deionotera la quale mette, tra le novità, un meraviglioso e  interessantissimo libro di Giuseppe Maranelli: “La Non Guida Di Roma” che si dimostra non solo in grado, geograficamente, di orientare un qualsiasi turista a Roma, ma anche di saper mettere in difficoltà i propri abitanti poiché il libro raccoglie una serie di curiosità su fatti e storie che tutti noi romani, nella maggior parte, ignoriamo. Girando intorno alla parte centrale della fiera è possibile, invece, trovare vecchie conoscenze (la casa editrice “Bignami”), ma anche un avvicinamento verso l’aspetto musicale dettato dalla casa editrice “Fermento” (che vende una buona idea di Marco Bonfiglio nell’ambito del raccontare la storia dei Bealtes come fosse un romanzo:“Beatles For Sale”), fino ad arrivare alla “Meltemi Editore” che pubblica i saggi di una delle pietre miliari del panorama della critica italiana: Francesco Muzzioli, professore alla “Sapienza” e autore di libri meravigliosi quali “Scritture Della Catastrofe” (un’analisi, attraverso vari romanzi, del concetto di “Distopia”), “Strategie Del Testo” (un testo didattico sul linguaggio poetico) e “Quelli A Cui Non Piace” ( una sorta di dibattito sulla figura del critico).

Finalmente il visitatore, prima di salire al secondo piano, potrà visitare la parte centrale ricca di case editrici abbastanza famose quali la “Minimum Fax” ( che ultimamente ha riproposto i libri di Richard Yates e un’ottima biografia su Ray Charles), La “Newton Compton” (l’unica che è stata in grado di proporre, a distanza di anni, la versione italiana del grande romanzo di Washington Irving: “Il Mistero Di Sleepy Hollow & Altri Racconti”) fino ad arrivare a quelle tra la fantascienza e la musica ovvero al Carocci (con un saggio interessantissimo sull’esistenza del doppio Paul McCartney), fino alla Fanucci (con la biografia su Alessandra Amoroso, l’ultima vincitrice di “Amici Di Maria De Filippi”e delle interessanti ri-edizioni dei capolavori di Philipp K.Dick) e all’Arcana Edizioni (con tutte le più grandi biografie e traduzioni di testi delle stelle della musica internazionale e italiana; “AC/DC” di Durieux o, l’ultimo arrivato, “U2 – The Name Of Love di Andrea Morandi). Da non sottovalutare, poi, la presenza della storica “Sellerio Editore” e della “Manni” che, in maniera molto rispettosa e, in un certo senso, in parallelo con la celebrazione dei cent’anni dalla morte di Tolstoj (sul quale sono state fatte delle conferenze interessanti), esponeva vari volumi riguardanti la poetessa Alda Merini.

Il secondo piano non possedeva molti stand quanti quelli del piano inferiore, ma aveva due buonissime case editrici (la NDA Press e la Erickson) che si occupano di promuovere il vero concetto dell’arte di fare libri: strumenti d’informazione per aprire la mente di chi legge sia sul piano musicale (da notare il libro indipendente del 2008 al M.E.I.: “Uscito Vivo Dagli Anni 80 di Antonio Bacciocchi) sia a livello civile ed educativo.

La fiera “Più libri Più liberi” si è configurata come un evento straordinario che, in temi del genere, metteva in mostra una realtà non sempre facile da definire: il concetto di cultura di tutti per tutti con la semplice affermazione del volersi divertire spendendo soldi per un oggetto che, non sarà un diamante, ma al suo interno nasconde qualcosa di molto più prezioso.

 

 

Articolo di: Simone Vairo

Grazie a: Paolo Le Grazie - Ufficio Stampa Più Libri Più Liberi

Sul web: www.piulibripiuliberi.it

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