Picu! Io sono l’eroe - Teatro Sala Uno (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 28 Novembre 2012 

Dal 20 novembre al 2 dicembre. Nella meravigliosa cornice della Cripta della Scala Santa, sede del Teatro Sala Uno, sarà in scena - fino al 2 dicembre - “Picu! Io sono l’eroe”; uno spettacolo, davvero insolito, nato dalla penna, dalla fantasia e dalla creatività di tre attori/autori/registi: Arcangelo Iannace, Francesco Spaziani e Michele Bevilacqua, uniti artisticamente da esperienze e progetti che sono confluiti nella fondazione di “InEstemaRatio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

InEstremaRatio e 369Gradi Centro Diffusione Cultura Contemporanea presentano
PICU! IO SONO L’EROE
con Arcangelo Iannace, Francesco Spaziani, Michele Bevilacqua

 

 

L’inettitudine di un uomo, il travaglio interiore dovuto a un vuoto esistenziale, il senso di inadeguatezza in un mondo, quello moderno, in cui esiste solo chi appare, e conta solo chi vince. Picu, il protagonista di questa originalissima messa in scena - interpretato da un ottimo Arcangelo Iannace - rappresenta la decadenza, il disfacimento psicologico di un uomo perso e perdente, ma consapevole e - a suo modo - reattivo al decadimento interiore.
E’ un uomo depresso e afflitto che non ha neppure la forza di varcare l’uscio della sua stanza: un luogo che lo opprime e che, allo stesso tempo, lo protegge. Sostanzialmente solo, se non in compagnia (immaginaria) di qualche animale da cortile su cui riversa, dispensando mangime in preda ad un vero e proprio istinto isterico crescente, frustrazioni e paure.
Picu è un Gregor di kafkiana memoria che attraversa la sua metamorfosi con il vantaggio della modernità, e attinge da qui allo strumento immaginario che sarà l’antidoto alla sua condizione d’inetto. Diventerà un super-eroe, perché vuole resistere. E resiste giocando a fare l’eroe.
Si alza dalla sua poltrona telecomandata e parte verso un’altra dimensione. Inventa un immaginario compagno di giochi che sarà il bersaglio delle sue frustrazioni, sfogherà su di lui energie ed aggressività, attraverso di lui appagherà il bisogno di vincere. Si rivolge al Cielo, prega, parla con Dio, ma non trova riscontro.
Ascolta, attento e meravigliato, la voce fuori campo di una donna che scandisce, con tono pacato e solenne, frasi a effetto come fossero citazioni filosofiche, ma non capisce.
Risponde indolente e rassegnato alla signorina che di tanto in tanto lo chiama al telefono per proporre l’ennesima offerta, che puntualmente lui rifiuta, ma che gli fornisce quell’unico contatto con il mondo esterno che lo fa sentire, seppure solo per pochi secondi, vivo.
Nei panni, superimbottiti, del super-eroe che decide di essere trova energia, forza, vigore.
Attiva il suo corpo, armonizzando e coordinando i movimenti di ogni distretto (gambe e bacino, braccia e torace) convincendosi, ma non credendoci fino in fondo, di essere invincibile.
Dà vita alla sua battaglia in un crescendo di gesti, combattimenti, azioni, sottolineate egregiamente da una musica che si fa progressiva e che cresce proporzionalmente al vigore e alla potenza che il protagonista esprime nella sua lotta solitaria e disperata.  E’ una lotta feroce, astuta e logorante. Vince e vola Picu, sfinito da questo gioco infantile e disperato trova (eterno) riposo sulla poltrona che aveva abbandonato e che rappresenta ora il suo letto di morte.
I passaggi che portano alla trasformazione del nostro super-eroe sono il vero tessuto narrativo di questa pièce accattivante, fantasiosa, dove l’assenza di una vera e propria trama, a vantaggio della rappresentazione di atti simbolici, gesti fantasiosi, invocazioni religiose, viaggi onirici, conduce lo spettatore all’ispezione incantata dei meandri più reconditi di una personalità disturbata e geniale, e ne costituisce il valore aggiunto.
L’impostazione scenica, incentrata su elementi astratti, pervade lo spettatore di sensazioni di varia natura: tensione, stupore, curiosità, riflessione, si alternano nel suo animo catturandolo in 55 minuti di totalizzante attenzione.
Palpabile il senso di vuoto che riempie la scena, un ossimoro figurato nelle innumerevoli gabbie vuote “disseminate”, come i semi di grano, sul pavimento.
Di grande impatto visivo, suggestivi nelle forme e nei colori, i giochi di luce che proiettano sulle mura di mattoni dello scenario incantevole della Sala Uno immagini simboliche. Le forme e i colori dei dipinti di Chagall rappresentano la dimensione onirica; insieme ad altre immagini, che evocano pensieri e percorsi mentali, conducono il nostro eroe verso la sua fantasiosa evasione.
Plauso meritatissimo ad Arcangelo Iannace, alle sue capacità interpretative, istrionico, convincente nella sua performance delirante, poetica, di grande abilità espressiva e capacità mimica dimostrata nell’azione del divenire.
Grande efficacia comunicativa troviamo nella scelta del lancio promozionale dello spettacolo, che è rappresentato da una originalissima scatola di medicinali contenente il classico foglietto illustrativo con le “istruzioni per l’uso”. Un invito, sottoforma di gadget-magnete, a considerare gli aspetti “terapeutici” di una messa in scena intrigante, inaspettatamente coinvolgente che si rivela ad ogni minuto che scorre sempre più avvincente.
Uno spettacolo che è una riflessione amara sulla condizione precaria e instabile, qui intendiamo psicologicamente, dell’uomo moderno; che nasce da un’idea - assolutamente originale - di tre attori/autori/registi, Arcangelo Iannace, Francesco Spaziani e Michele Bevilacqua.
Ci piace chiudere con la frase scelta per il sottotitolo, una citazione di John Milton, che racchiude in sé il significato profondo delle potenziali possibilità della nostra mente, e della forza – purtroppo a volte sottoutilizzata – della volontà, un potenziale enorme se sfruttata a pieno, come il nostro eroe ci insegna, associata al gioco e alla fantasia:
La mente in se stessa alberga, e in sé può trasformare nel ciel l’inferno e nell’inferno il cielo”.

 

 

Teatro Sala Uno - via di Porta San Giovanni 10, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/98182993
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 13 € intero, 8 € ridotto

 


 
Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Ufficio stampa Vita Ragaglia
Sul web: www.salauno.it

 

 

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