Petimus Rogamus - Roma Fringe Festival 2014, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Sabato, 21 Giugno 2014 

Il 10, il 12 e il 13 giugno al Roma Fringe Festival è andato in scena "Petimus Rogamus". Una commedia grottesca su un uomo e una donna costretti nei movimenti e nella lingua in un non luogo senza tempo a ripetere i loro ruoli prestabiliti come in un carillon di burattini. La loro esistenza è condizionata dal Tempo scandito dal potere ancestrale di una papessa nana. Un uomo solo ne svela l’inganno, scoprendo il marchingegno di una macchina più grande e potente del potere stesso che l’ha generata. Ma l’uomo Solo è solo, vittima anche lui di quel motore che come un trattore passa su tutto, amore, felicità e ragione.

  

PETIMUS ROGAMUS
di Marco Bilanzone
regia di Lorenzo Montanini
con Carlotta Piraino, Daniel Plat, Mersia Valente, Diego Valentino Venditti

 

Che bello risentire "I've Told Every Little Star" e la voce lolitesca di Linda Scott. Questa canzone, ricoperta recentemente con "Mullholland Drive" di David Lynch, apre lo spettacolo di Lorenzo Montanini "Petimus Rogamus". Scelta che non poteva essere più azzeccata. La canzoncina pop, manifesto di una generazione che stava scoprendo il consumismo sfrenato e abbracciava tutti i beceri modelli "americani" che di lì a poco avrebbero portato al disfacimento della società occidentale, è perfetta per questa pièce che mescola sapientemente vari generi (vaudeville, commedia dell'arte, teatro giullaresco).

"Petimus Rogamus" non si limita ad essere uno spettacolo di puro intrattenimento, anzi, è un pugno alla stomaco. Un'invettiva, di quelle potenti, in cui si ride a crepapelle per tutta la messa in scena, ma le risate, per quanto liberatorie e catartiche, hanno un retrogusto amaro. Soprattutto se ci si sofferma a pensare a quanto la realtà superi la finzione (le persone che vivono in funzione di cliché sono la stragrande maggioranza della popolazione occidentale e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: degradazione morale, culturale, omologazione).

Lo spettacolo inizia in un parco, dove una coppietta, che rimanda agli stereotipi di uomo e donna "americani" stile anni Cinquanta, fa un picnic. Gli attori Mersia Valente e Daniel Plat si muovono come delle marionette, hanno un sorriso finto sempre stampato in volto, parlano per luoghi comuni e pensano in funzione di quello che la società gli ordina senza porsi domande, non ne sono capaci. A rompere questo inquietante idillio, una papessa nana e una specie di guardia che poi si trasformerà in un imbonitore di folle. Tra deliri e trovate geniali (come l’uso del gramelot) si assiste ad una farsa nella quale vengono affrontati argomenti importanti, come il tempo e il modo in cui l’uomo si rapporta ad esso. In tal senso, la critica al mondo cristiano è evidente. Ed è molto provocatoria. L’ironia d’altronde è sempre stato il mezzo migliore per affrontare verità scomode o formulare accuse.

Il gramelot veniva utilizzato dai giullari nelle corti. Ed era un mezzo con cui il giullare, oltre a sollazzare il suo sovrano, lo insultava, attraverso l’uso di parole inventate che facessero capire il mal governo del suo regno senza che il buffone di corte potesse incorrere in rischi personali. Qui, si fa lo stesso. Si utilizza questa lingua inventata per irridere le paure che la Chiesa ci ha inculcato per secoli e che la società dei mass media sta riattualizzando con formule diverse ma sempre devastanti.

Giunto in semifinale al Fringe Festival con "84 Gradini", questo varietà tragicomico di Lorenzo Montanini ci risucchia in un vortice di riflessioni, a cui ahimè non possiamo sottrarci. Per fortuna, come già detto, si ride tanto. Gli attori sono veri e propri saltimbanchi. Guardando "Petimus Rogamus" sembra di assistere a uno spettacolo di una compagnia girovaga, mestieranti della recitazione che conoscono molto bene il pubblico e sono abituati a recitare fino a un certo punto su un copione prestabilito. Alcune trovate sembrano quasi improvvisate. Questo vuole essere un complimento. Gli interpreti dimostrano grande affiatamento tra di loro, si divertono, giocano e si sperimentano. Tutto lo spettacolo sembra messo in piedi da artisti di strada. Tanto di cappello. 

 

Roma Fringe Festival 2014 - Villa Mercede, via Tiburtina 113 (Zona San Lorenzo)
Orario spettacoli : PALCO B - 10 giugno, ore 20.30; 12 giugno, ore 23.30; 13 giugno, ore 22.00


Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2014
Sul web: http://romafringefestival.net

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