Perroni…me piace!...con la Bus Band - All’Ombra del Colosseo (Roma)

Scritto da  Venerdì, 24 Agosto 2012 

Andrea Perroni

E’ andato in scena ieri sera, nella splendida cornice del Parco del Celio (per la quarta volta su questo stesso palco) e per la rassegna All’Ombra del Colosseo, lo spettacolo “Perroni … me piace!” con Andrea Perroni e la Bus Band, scritto dallo stesso Perroni con Mario Scaletta, che ne cura anche la regia, e con la collaborazione ai testi di Christian Generosi.

 

 

Andrea Perroni è uno dei più giovani talenti della classe comica romana, conosciuto al grande pubblico per le sue partecipazioni a “Colorado Cafè” e “Guida al Campionato” sulle reti Mediaset, e come co-conduttore nel programma di RadioRai “Radio2 Social Club”.

Porta in scena uno spettacolo gradevolissimo, per il ritmo sempre vivo e per l’equilibrio preciso tra monologhi esilaranti e pezzi musicali particolarmente apprezzabili.

Un one man show ricco di comicità, satira e parodie, valorizzato dagli interventi musicali dei sette musicisti, sempre in scena, della Bus Band: Carlo D'Alatri al piano, Massimo Guelfi alla chitarra, Tiberio Ripa al basso, Alberto Botta alla batteria, Fabio Parisella alle tastiere, Vincenzo Meloccaro al sax e Danilo Bughetti alla tromba.

Andrea Perroni entra e rimane sempre in scena con grande energia, divertendosi e divertendo con la parodia, quasi costante nel corso di tutto lo spettacolo, del tipico personaggio “romano”. Ne descrive, con simpatia e naturalezza, vizi, difetti, atteggiamenti, e lo fa raccontando di situazioni tipicamente quotidiane. Anche se ricorda un po’ il Brignano prima maniera, ne differisce nell’aver saputo dare una connotazione maggiormente vivace e desta a un personaggio già ampiamente esplorato nella comicità di genere.

Il personaggio romano, che Perroni interpreta con acuta attenzione alla sua fedele caratterizzazione, viene raccontato nelle vicende che lo vedono coinvolto, nella vita di tutti i giorni, nel rapporto con l’altro - spesso persona sconosciuta - e nelle situazioni più consuete: in aeroporto, in coda in mezzo al traffico, in un inaspettato incidente stradale, in palestra.

La gestualità scenica e l’espressione vocale di Perroni risultano efficacissime: ognuno può riconoscere, nel personaggio che di volta in volta egli propone, persone realmente incontrate – appunto - in aeroporto, nel traffico, in palestra.

Perroni descrive, trasferendo al pubblico l’unicità di alcune caratteristiche, il romano spaccone, gradasso, sbruffone, bullo, mai sgradevole o volgare, semmai ingenuo e disincantato. L’apparente diffidenza è più scaltrezza, l’ignoranza è ingenuità, la semplicità intellettiva è intuito arguto.

Si rappresentano azioni e reazioni tipiche e peculiari della figura del personaggio romano: la voglia di comunicare e di condividere; la naturale predisposizione a rendersi utile volendo dare indicazioni, pur non conoscendole; il bisogno di sminuire, dissacrando, quello che l’altro possiede; l’essere spettatore esigente perché pagante.

Ottima e di grande effetto scenico la parte dello spettacolo in cui Perroni dà vita, da solo, a un talk show con vari personaggi; assistiamo alle imitazioni ben riuscite di Luciano Spalletti, Franco Califano, Rocco Papaleo, Raffaello Tonon. Colpiscono la capacità vocale ed il pregevole talento mimico di Perroni nel riprodurre fedelmente i personaggi, e soprattutto la capacità di entrare nel personaggio successivo, lasciando via via il precedente, in una divertente rappresentazione del salotto tanto in voga nelle nostre reti televisive. Da solo Perroni rende perfettamente lo scorrimento veloce della “conversazione” salottiera dei personaggi scelti, e non sembra a caso, per la loro diversa espressione comunicativa.

Degno di nota il momento musicale in cui la Bus Band, sovrapponendo e scambiando parole e musica tra pezzi popolari e pezzi di fama mondiale, esegue brani leggendari come “We are the champions”, “I want to break free”, “Er barcarolo”. Di fronte ad un Perroni dapprima smarrito e incredulo, la Bus Band dà il via all’esecuzione musicale più riuscita, coinvolgendo poi, nell’insolito accostamento, un Perroni entusiasta e sempre più vivace ed energico.

Ottima la sinergia tra i musicisti, comprimari sempre in scena, che conferiscono completezza ed appropriato componimento scenico per tutta la durata dello spettacolo, concedendo, all’unicità del protagonista, sostegno discreto - ma appassionato - e spirito goliardico.

Divertentissima la parte in cui Perroni, in una apprezzabile carrellata di canzoni interpretate imitando efficacemente i personaggi che via via si susseguono, dà scena a simpatiche gags in cui il personaggio romano, in questo caso spettatore-pagante, interagisce protestando o sbeffeggiando il cantante di turno: abbiamo assistito a convincenti e talentuose imitazioni vocali di Ramazzotti, Antonacci, Jovanotti, Grignani, Ligabue, Renga, Battiato, Tiziano Ferro, Vasco Rossi.

Perroni canta e suona, imitando, in un crescendo di movimento scenico, presenza vigorosa, buona musica; e la risposta del pubblico arriva espansiva e corale.

Poco integrata è apparsa, nel contesto dello spettacolo, la parte dedicata alla “cultura” con l’apparizione di un personaggio, definito “Il professore”. Portato a rispondere alle domande, poste da un Perroni sempre divertito, su Dante e sulla Divina Commedia, risulta volutamente dissacratorio, ma genuino nella sua veracità.

L’epilogo si fa più intimo, con un Perroni emozionato ed emozionante che, come in una sorta di elencazione che ci ricorda un po’ le liste di Fazio e Saviano, ma con un impatto più sentito, esprime il suo personale “cosa mi piace”. Piccole e grandi cose, spaziando dall’ “autostrada che incontra il mare” a “l’ultima figurina attaccata sull’album dei calciatori” in una conclusione che vuole essere un’esortazione al rispetto e alla riconoscenza grata di chi si discosta dai nostri personali e individuali “mi piace”: “anche se siamo diversi, possiamo amarci lo stesso”, declama con una solennità intima un provato, ma pago e soddisfatto, Perroni.

Due ore e venti di risate spassose e musica coinvolgente, in un clima leggero ma mai scontato, che hanno fatto facilmente e istantaneamente perdonare il ritardo dell’apertura dello spettacolo, contestato, al suo inizio, con corali “era ora!” dal pubblico.

Particolare non trascurabile, perché in perfetta sintonia con ciò che è nella finzione scenica: il personaggio romano, spettatore pagante e quindi esigente, che Perroni ha rappresentato restando, forse in modo involontario ma non del tutto incondizionato, fedele al suo stesso pubblico.

L’ultima replica è prevista per il 5 settembre. Ai romani, e a chi si troverà a Roma per quella data, il consiglio di non perdere l’occasione per una serata all’insegna della comicità leggera, ma di stile, accompagnata da brani musicali che danno un taglio “concertistico” ad uno spettacolo che può definirsi completo nella sua ben dosata commistione tra recitazione e musica. Il tutto rappresentato in un contesto archeologico di rara bellezza.

 

All’Ombra del Colosseo - Via di San Gregorio (Parco del Celio), Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/2474458

Orario spettacolo: mercoledì 22 agosto e mercoledì 5 settembre ore 21,45

Biglietti: posto unico 12 euro

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Grazie a: Guido Gaito, Ufficio stampa All’Ombra del Colosseo

Sul web: www.allombradelcolosseo.it

 

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