Perlasca. Il coraggio di dire no - Teatro India (Roma)

Scritto da  Giovedì, 23 Novembre 2017 

Quella di Giorgio Perlasca è una storia semplice. Con una morale altrettanto semplice: a volte basta "il coraggio di dire no", come recita l'appropriato sottotitolo di questo monologo, per cambiare la propria vita. E il mondo.

 

PERLASCA - Il coraggio di dire no
di e con Alessandro Albertin
regia Michela Ottolini
disegno luci Emanuele Lepore
produzione Teatro de Gli Incamminati - Teatro di Roma - Teatro Nazionale
in collaborazione con Overlord Teatro
con il patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca


È la storia di un uomo comune, un oscuro impiegato di un'azienda import-export di carni, che da un minuscolo paesino del Veneto era emigrato nella Budapest della Seconda guerra mondiale. Per poi vederla finire nelle mani spietate dei nazisti. È allora che la vita semplice di Perlasca diventa un po' meno comune, quando il coraggioso "no" che è chiamato a pronunciare diventa quello alle atrocità dell'Olocausto. È allora che Giorgio lascia il posto a Jorge, che si autoproclama console della Spagna, nazione neutrale, per poter dare protezione nelle sue residenze diplomatiche a quanti più ebrei possibili. Grazie a questo rischioso stratagemma, lo Schindler italiano riesce a salvarne a migliaia dalla deportazione. Poi, finita la guerra, ritorna nel suo paesino veneto, senza mai guardarsi indietro. La sua storia verrà riportata alla luce solo decenni più tardi, quasi per caso, e gli meriterà il riconoscimento di Giusto tra le nazioni in Israele e una Medaglia d'oro al valor civile in Italia: che, per burocratica ironia della sorte, gli verrà tributata solo dopo la sua morte.

Ci voleva il cristallino talento di Alessandro Albertin, che nulla ha da invidiare a quello del suo più noto collega monologhista e conterraneo Marco Paolini, per strappare questa storia alle nebbie del tempo. E per riportarla sul palco, oggi, riscoprendola incredibilmente attuale. Non perché voglia anche lui unirsi al coro stonato di chi tenta arditi paragoni tra questo e quel periodo storico, ma viceversa perché sa coglierne (e oserei dire viverne) quel profondo valore umano che ne rappresenta l'essenza più profonda.

Quella stessa essenza che Albertin sa comunicare con sincerità al pubblico, grazie ad un linguaggio diretto e semplice, che evita ogni caduta nella facile e stucchevole retorica che solitamente avvolge argomenti come questo. Anzi, l'attore sceglie di raccontare la storia di questo eroe modesto utilizzando la più improbabile e apparentemente sacrilega delle metafore: quella con una partita di calcio. Vinta al novantesimo minuto, su calcio di punizione, contro la temibile squadra delle croci frecciate, i nazisti ungheresi. Per ricordarci anche oggi che, in fondo, ci sono tragedie decisamente peggiori di non qualificarsi ai Mondiali.

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma 
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 19, sabato ore 21, domenica ore 17, venerdì 24 novembre ore 21, lunedì riposo
Biglietti: posto unico intero € 20, under 35 e over 65 €18, convenzioni €16, scuole e studenti €14
Durata spettacolo: 1 ora e 20 minuti

Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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