Perdutamente - Teatro India (Roma), 3 dicembre 2012

Scritto da  Sara Benvenuto Mercoledì, 05 Dicembre 2012 

Perdutamente. Variazioni, incidenti, distrazioni, teorie sul tema della perdita. Dal 3 al 21 dicembre al Teatro India, i diciannove giorni conclusivi dell’inedita residenza creativa condivisa da un folto gruppo di artisti della scena romana contemporanea, invitati a giugno del 2012 dal direttore del Teatro di Roma Gabriele Lavia ad una factory, un cantiere nel cantiere, intorno al tema della perdita.

 

 

 

 

 

 

PERDUTAMENTE
Atti, distrazioni, incidenti, teorie sul tema della perdita
il progetto promosso dal Teatro di Roma
realizzato da 
Accademia degli Artefatti | Andrea Baracco
lacasadargilla/Lisa Ferlazzo Natoli | Compagnia Andrea Cosentino Compagnia Biancofango | Daniele Timpano/Elvira Frosini | Daria Deflorian/Antonio Tagliarini | Diana Arbib. Luca Brinchi. Roberta Zanardo/Santasangre | Fattore K/Federica Santoro Luca Tilli | Fortebraccio Teatro | Lucia Calamaro | MK | Muta Imago | Opera | PsicopompoTeatro | teatrodelleapparizioni | Tony Clifton Circus | Veronica Cruciani

 

In occasione di “Perdutamente” il foyer del Teatro India si trasforma in un caloroso e accogliente salotto. Dopo essere stato abitato per un mese dalle 18 compagnie romane adesso è la volta dei cittadini spettatori, i quali, compiaciuti dell’atmosfera di vitale condivisione, lo attraversano con un velo di malinconia. Tra una performance e l’altra si beve, si chiacchera, ci si confronta, sui divanetti o seduti sul tappeto al centro del foyer. Quasi viene voglia di perderci più spesso. Si dice che sia nel momento in cui perdiamo qualcosa che ci rendiamo conto del vero valore delle cose. India rappresenta un po’ questo, un momento che esula dal teatro, uno spazio vivo e vissuto che per un mese ha permesso alle compagnie romane di interrogarsi sul tema della perdita. Perdita di un luogo, di un’identità costruita, di un amore, di un rifugio, di una stabilità.
Vediamo gli Artefatti mettersi a nudo come mai prima in “Nollywood”, come a dire: non abbiamo più niente da perdere tanto vale rivelarsi. Così nella prima giornata di inaugurazione Fabrizio Arcuri e Matteo Angius si raccontano attraverso una conversazione che prende spunto da dialoghi realmente avvenuti, con tutte le loro complessità e confusioni. Dalle retrovie un commento fuori campo esprime al meglio il mood della serata: “Finalmente gli Artefatti portano in scena qualcosa di spessore”. Ovviamente una battuta che però traduce al meglio la bravura dei due protagonisti che divertono il pubblico in un brillante sketch dai toni clowneschi, marionette che inscenano il classico topos del matrimonio frustrato, dove la donna isterica schiavizza il marito debole e fin troppo paziente.
I Tony Clifton valicano il confine artistico e approdano nel mondo della boxe, per ritrovare quella bramosa passione che il teatro ha perso. Un enorme Babbo Natale di gomma, bersaglio dei Tony nel precedente spettacolo, si sgonfia sotto il peso di un esile bambino lasciando spazio a un vero e proprio ring. In “Losers” si lotta, si combatte veramente, in un animalesco connubio di carne e sudore che coinvolge il pubblico, anch’esso partecipe attivamente alla performance. Il presentatore, Fabrizio Parenti, invita tutti a lasciare gli spalti e a posizionarsi intorno al ring: seduti per terra sul palco, si invoca a gran voce violenza e sangue, tanto è solo uno spettacolo. Anche se di finto ha ben poco, i pugni sono veri, l’arbitro anche, c’è perfino la ragazza immagine che sfila con verosimili cartelloni, tipici dell’incontro pugilistico. L’unica cosa che manca è il vincitore. E’ Attilio Scarpellini a redimere i toni, la sua voce fuori campo intona una riflessione sul teatro e sul confine tra finzione e realtà, confine che i Tony hanno fisicamente attraversato per superare quella deriva autoreferenziale, tipica del teatro contemporaneo.
Opera. Eco. Il tema della perdita tradotto in un’installazione in cui un corpo fluido, come  sommerso dal liquido amniotico, è confinato in una specie di underworld ovattato e astratto. Un’ installazione seducente che sceglie di mostrare il meccanismo della sua attivazione: un circuito di porte protegge l’attore burattinaio che, attraverso il suo stesso movimento, muove il disincarnato burattino sospeso. Una compagine di fili meccanici lega i due corpi. Dallo spioncino è possibile spiare la realtà perdendo quell’illusione di leggerezza di un corpo in grado di fluttuare nell’aria. Una pozzanghera sul fondo del palco proietta il volto di una donna che non conosciamo, privandoci della possibilità narcisistica di specchiarci nell’acqua, e quindi, probabilmente della nostra identità fisica.
Il primo giorno di “Perdutamente” si conclude con la breve performance di Mk, in cui attori veri e improvvisati, precedentemente “addestrati” nel foyer (dove in pochi attimi hanno imparato una semplice coreografia), abitano il palco della sala A: il movimento individuale e coordinato si mescola in cerca di un equilibrio nello spazio.

 

 

Perdutamente
variazioni, incidenti, distrazioni, teorie sul tema della perdita
3 dicembre
18.00-24.00 Art you lost? Preparatorio
19.00-20.00 n. X / progetto NOLLYWOOD - Accademia degli Artefatti
20.00-21.00 Clima - Mk
20.30-21.00 Eco - Opera
21.00-21.30 Courtesy - Mk
21.30-22.30 Losers – Tony Clifton Circus
22.30-23.00 Eco - Opera

 

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000311/14
Ingresso per disabili: via Luigi Pierantoni, 6

 

 

Articolo di: Sara Benvenuto
Foto di: Ilaria Scarpa (http://ilariascarpa.wordpress.com)
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net
www.facebook.com/perdutamente.india
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www.twitter.com/teatrodiroma #perdutamente

 

 

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