Perché Eduardo è Eduardo!!! - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Lunedì, 09 Febbraio 2015 

Nell’ambito del programma di attività e spettacoli del progetto Roma per Eduardo, il Teatro di Roma dedica all’opera del grande maestro del nostro teatro, nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, un’occasione per conoscere un Eduardo ritratto fuori e dentro la scena, uomo del Novecento che ha portato il teatro nel mondo e il mondo a teatro.

 

Produzione TV2000 presenta
PERCHÉ EDUARDO È EDUARDO!!!
docufilm di Michele Sciancalepore


Eduardo De Flippo nasce in teatro, va in video e in televisione e ritorna in teatro con il docufilm di Michele Sciancalepore.

La proiezione nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, introdotta dal direttore del teatro Antonio Calbi, dal nuovo direttore di rete Tv2000 Paolo Ruffini e dall’ideatore del progetto Michele Sciancalepore, rappresenta lo spunto per rispondere alla domanda “Perché Eduardo è Eduardo?”. Molti gli interessati intervenuti a questa serata-evento, con un'età media decisamente bassa: molti giovani e un’affluenza maggiore rispetto alle attese. La presenza studentesca in sala concede un barlume di speranza per la cultura del nostro Paese e rappresenta il doveroso omaggio rivolto a un autore di teatro senza tempo, scrittore malinconico di valori in via di estinzione. E qui già rintracciamo dunque una possibile risposta al quesito oggetto dell’approfondimento.

E questa domanda, solo in apparenza banale, è stata rivolta anche a chi con l’attore, drammaturgo, regista, sceneggiatore e poeta napoletano ha lavorato, a chi lo ha conosciuto, a chi aveva con lui vincoli di sangue. Gli intervistati, Luca De Filippo, Lina Sastri, Luigi De Filippo, Marisa Laurito, Marzio Honorato, Isabella Quarantotti De Filippo, Enzo Cannavale e Gino Rivieccio, hanno tutti concordato che è difficile rispondere. In 50 minuti si dipana il viaggio volto a una migliore conoscenza dell’autore in vista di una possibile risposta.

Il figlio Luca De Filippo fa riferimento all’imponente produzione di ben 56 commedie, sottolineando come sia stato necessario per lui distinguere il rapporto con l’ottimo maestro capocomico foriero di insegnamenti incomparabili sul palcoscenico da quello con un padre poco all’altezza del ruolo visto che l’unico complimento glielo ha rivolto nel suo ultimo discorso a Taormina, il 15 settembre 1984. In quell’occasione colse tutti di sorpresa quando, in luogo delle attese parole di entusiasmo per il teatro, invece lo accostò al gelo, al sacrificio duro e rigoroso.

Ed è da Luca De Filippo, Marisa Laurito, Lina Sastri e Isabella Quarantotti De Filippo, che apprendiamo, non con meraviglia, l’atteggiamento di Eduardo per il teatro: la sua vita erano le tavole del palcoscenico. Si toglieva il cappello e una volta entrato c’era poco spazio per pause e diversivi.

L’introduzione del direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi fa leva sul nero della drammaturgia eduardiana, tale da lasciare aperte diverse sue possibili interpretazioni: dissacrante quella di Antonio Latella in 'Natale in casa Cupiello' per rendere il testo più epico che borghese, oppure allestimenti più tradizionali come quello di "Le voci di dentro" dei fratelli Servillo. Il teatro è a sua detta il luogo dove un testo nasce con l’autore e muore sul palco.

Eduardo è per tutti, un nome che collega immediatamente De Filippo, Napoli e la tragedia letta con ironia, risponde Marzio Honorato. Ma il nostro ha poco tempo per gli amici, sempre impegnato in teatro: poche divagazioni e poche cene, ci sono sempre il palco ed il suo ferreo rigore ad attenderlo.

Lina Sastri, una delle migliori interpreti di Filomena Marturano, fa leva sull’attenzione alla famiglia, ai suoi personaggi e alla loro interezza di sentimenti. C’è sempre tragedia nelle sue vicende familiari e si sorride sempre alla morte della moglie. Si tratterà forse di un recondito riferimento all’aver avuto un padre, l’eccelso Eduardo Scarpetta, che non ha mai riconosciuto i propri figli, donde il cognome della madre.

Fuìtavenn’ è il grido rivolto dal grande napoletano alla sua città. E’ questo il concetto ribadito da Enzo Cannavale: il maestro Eduardo scriveva di Napoli, ma la fuggiva ed anche in questo caso la viveva sul palco. Strana coincidenza ravvisabile anche nell’altro grande napoletano appena scomparso, Pino Daniele, le cui note ricorrono nei filmati proiettati.

Il grande capocomico inoltre, nell’allestire uno spettacolo, ne interpretava tutti i personaggi come ricordato nell’imitazione egregia di Gino Riveccio di Eduardo e sua moglie in 'Natale in casa Cupiello'. Questa la sua cifra.

Per Marisa Laurito è universale il suo messaggio, senza tempo, senza nazionalità. Lo definisce meticoloso e preciso nei confronti dei suoi collaboratori e degli orari di lavoro e cita ad esempio, nel suo caso personale, la scrupolosa ricerca di parole che non contenessero la “r”.

Luigi De Filippo mette in risalto come l’unicità dello zio rese indispensabile, dopo ben 15 anni di sodalizio artistico con il padre Peppino, che i due protagonisti eccelsi perseguissero il successo in modo indipendente per evitare che l’uno diventasse comprimario o secondario rispetto all’altro.

L’excursus attraverso gli spezzoni delle commedie e i personaggi che li caratterizzano ci porta alla risposta scritta sulla sabbia "Perché Eduardo è Eduardo!!!" con tanto di viso del sommo scrittore e, come dice Gabriella Compagnone, la straordinaria “sand artist” abilissima nell’evocare con le sue creazioni uniche e irripetibili l’animo eduardiano e lo spirito del teatro: “il disegno sulla sabbia, come lo spettacolo teatrale per sua natura, sparisce alla vista ma resta nel cuore”.


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: mercoledì 4 febbraio, ore 21.30
Durata: un'ora e 50 minuti senza intervallo

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

TOP