Per un istante - Teatro Argot Studio (Roma)

Scritto da  Lunedì, 09 Novembre 2015 

E' andato in scena al Teatro Argot Studio l'atto unico "Per un istante", prodotto da Sycamore T Company, scaturito da un'idea di Gian Piero Rotoli, scritto ed interpretato da quest'ultimo assieme a Michele Cesari e Marco Palange. Le tortuose, accidentate, scoppiettanti disavventure amorose di un terzetto di coinquilini, tanto solidi ed uniti nel supportarsi reciprocamente, quanto instabili, grotteschi ed immaturi nel rapportarsi con il gentil sesso, intessono la trama di una commedia spassosa e coinvolgente che, tra risate e saporiti colpi di scena, porta con naturalezza lo spettatore all'immedesimazione, elargendo anche arguti spunti di riflessione.

 

Sycamore T Company presenta
da un idea di Gian Piero Rotoli
PER UN ISTANTE
scritto ed interpretato da Michele Cesari, Marco Palange, Gian Piero Rotoli
direzione scenica Alessandro Averone e Emanuela Liverani
luci di Paolo Meglio
foto di scena Manuela Giusto

 

Per un istanteInterno di appartamento, rigorosamente declinato al maschile. Spartano quanto basta per accogliere la vita quotidiana di tre giovani ragazzi, quelli che si suole definire "amici per la pelle" ma che, molto più prosaicamente, cercano semplicemente di sostenersi nelle asperità di ogni singola giornata, tra una avvincente disfida calcistica alla Playstation ed il racconto delle proprie rocambolesche peripezie sentimentali. E' proprio l'amore il vero, indiscusso protagonista di questa godibilissima pièce: inquietudine, insicurezze, timori, senso di ottundente inadeguatezza, soffocante routine, passione travolgente ma inappagata, incapacità di comprendere e soddisfare le più profonde esigenze del proprio partner, un pizzico di narcisismo ed egoismo a rendere la miscela ancor più esplosiva. Queste le infinite declinazioni del sentimento più complesso e indecifrabile su cui da millenni poeti e drammaturghi continuano a lambiccarsi. I nostri tre eroi sui generis non sono da meno e cercano di dipanare la matassa dei loro fallimenti affettivi lungo una serie di quadri narrativi, annodati dalle dissertazioni scientifiche sulle dinamiche organiche che scatenerebbero nell'essere umano i travolgenti palpiti d'amore: ecco dunque che i marosi del cuore sarebbero dettati non già da affinità elettive quanto da più asettici livelli di ossitocina, tempeste di feromoni e rasserenanti endorfine.

Tra un capitolo e l'altro di questo sussidiario scientifico sull'amore, facciamo un passo alla volta la conoscenza dei tre protagonisti. Luca (Michele Cesari) è un consulente finanziario, maniaco dell'ordine, talmente egocentrico nel rapporto di coppia da non rendersi minimamente conto, fino alle estreme conseguenze, di quanto il suo atteggiamento stia letteralmente cannibalizzando il suo legame con la seducente Martina; ben presto dovrà imparare a mettere da parte il suo fagocitante bisogno di sentirsi amato e al centro dell'attenzione e, pur di riconquistare la furibonda ed esausta fidanzata, inventerà improbabili identità parallele sul web pur di metterla alla prova e comprendere esattamente cosa le frulli per la testolina. Basteranno questi espedienti a ricomporre la situazione?

Per un istantePierfilippo (Marco Palange) è forse invece la sua esatta antitesi: totalizzante spirito di abnegazione, premurosa generosità, costante attenzione rivolta all'idolatrata Sara sono stati per ben otto anni gli ingredienti di un rapporto amoroso solido e rassicurante, ma ora tutto sembra essere sprofondato in un abisso di mortificante consuetudine, tanto che il giovane fisioterapista (quale mestiere più azzeccato per un ragazzone che in realtà nasconde un perfetto spirito da crocerossina?) si arrovella per sviscerare la natura del sentimento nutrito dalla sua compagna, convinto di non essere più amato. Arriverà addirittura a sfoderare un'imprevedibile proposta di matrimonio, ma la risposta sarà tutt'altro che scontata ed il nostro protagonista scoverà in se stesso le risorse necessarie per inseguire la propria voce interiore alla ricerca di autenticità e rinnovata linfa vitale.


Infine Stefano (Gian Piero Rotoli), arroccato sulla propria torre d'avorio di cinico e intransigente critico musicale e cinematografico, che all'amore sembra aver definitivamente abdicato, convinto di essere del tutto autosufficiente ed insensibile ai dardi di Cupido. Nel suo caso però è sufficiente una mera casualità, l'intervista commissionatagli dal suo giornale alla cantante/attrice del momento - per inciso, quella Claudia Stolfi da lui pochi giorni prima massacrata in una recensione implacabilmente sprezzante - per vedere il suo saldissimo equilibrio esistenziale precipitare come un fragile castello di carte. Come conquistare lo spirito tormentato dell'affascinante artista? E soprattutto come farsi perdonare la gragnuola di nefandezze che le sua penna aguzza le aveva poc'anzi rovesciato addosso?

Per qualcuno dei protagonisti sarà all'orizzonte un lieto fine, altri dovranno fare i conti con un karma non propriamente cristallino; quel che è certo è che le loro vicende appassioneranno lo spettatore sino all'epilogo, regalando un'ora e mezza di piacevole intrattenimento con una commedia dinamica ed assolutamente moderna. Con un linguaggio drammaturgico giovane che strizza l'occhio al ritmo al fulmicotone delle webserie, una sapiente alternanza di toni brillanti e malinconici, comicità e riflessioni talora dal sapore amaro, "Per un istante" rivolge uno sguardo disincantato ed ironico al sentimento d'amore, visto da una prospettiva eminentemente maschile. Le donne si profilano solamente in lontananza come ambito oggetto del desiderio, sorgente di angosciante dubbio o ossessione da cui pare impossibile affrancarsi. In primo piano ci sono piuttosto tutte le fissazioni e incertezze che immancabilmente funestano i giovani uomini a causa della loro inesperienza, rischiarate solamente da un bagliore luminoso e confortante: l'amicizia inossidabile che li lega e in definitiva costituirà sempre un porto sicuro in cui rifugiarsi quando le burrasche amorose saranno particolarmente rovinose.

Per un istanteLa direzione scenica di Alessandro Averone e Emanuela Liverani racconta con energia e ritmo le vicende scritte e interpretate con entusiasmo dai tre protagonisti: Michele Cesari è l'istrione trascinante del gruppo, irresistibile nei passaggi più brillanti come quando improvvisa bizzarre coreografie sulle musiche dei Queen; Marco Palange veste il suo ruolo di un'ironia sottile e pungente, che fa perfettamente da contraltare alla tenerezza e gentilezza che ne rappresentano la cifra distintiva; infine Gian Piero Rotoli, last ma decisamente not least, che spicca per la preziosa ricchezza di sfumature e accenti con cui incarna il suo personaggio, con grande personalità e intensità. Da segnalare infine che Rotoli, oltre a interpretare magistralmente il cinico redento Stefano e ad aver ideato questo riuscito progetto, firma anche assieme a Marco Guazzone il testo del brano colonna sonora dello spettacolo, la ballad elettronica "A state of grace", suonata dagli Stag.

A questo punto non rimane che sperare in un secondo capitolo di questa divertente "sit com teatrale" per scoprire che fine faranno i nostri Luca, Pierfilippo e Stefano alle prese con i loro esilaranti e romantici turbamenti amorosi!


Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mobile 392 9281031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 15 euro

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Ufficio Stampa Maya Amenduni
Sul web: www.teatroargotstudio.com

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