Peperoni difficili - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Martedì, 28 Luglio 2015 

Risate a crepapelle e commozione fino alle lacrime per la commedia che ha registrato il tutto esaurito per due stagioni in casa Franco Parenti. In scena insieme all'autore e regista Rosario Lisma, Ugo Giacomazzi, Andrea Narsi e la pluripremiata Anna Della Rosa. Al contrario della pietanza del titolo, “Peperoni difficili”, riproposto in occasione dell’Expo per Padiglione Teatri, è una pièce semplice e digeribilissima, che ci riporta alla vita genuina della provincia italiana, alla riscoperta di valori e relazioni che credevamo perduti, nel solco della tradizione drammaturgica di De Filippo.

 

Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca presenta
PEPERONI DIFFICILI
(la verità chiede di essere conosciuta)
di Rosario Lisma
con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi
scene e costumi Eleonora Rossi
luci Paola Tintinelli e Luigi Biondi
musiche Gipo Gurrado
regia Rosario Lisma
assistente alla regia Sofia Sironi
assistente scene e costumi Chiara Luna Mauri

 

Siamo nell’appartamento di Giovanni, prete di paese dalla vita tranquilla, fatta di appuntamenti parrocchiali, di attività comunitarie, e scandita da due importanti amicizie: Filippo e Pietro. Il primo è un bidello, ex aspirante calciatore di serie A e allenatore della squadra della parrocchia, che soffre di una disperata solitudine per la separazione dalla moglie; Pietro è il fratello di Filippo, analista finanziario in un importante istituto bancario e animatore culturale della vita di paese, affetto da spasticità.

Due personalità contrapposte: timido, riservato, votato alla sconfitta Filippo, brillante, carismatico ed intellettualmente vivace Pietro. Ognuno pensa di dover proteggere l’altro: Filippo crede di dover proteggere Pietro dalla consapevolezza della propria diversità, anche perché la loro educazione non ha mai contemplato l’accettazione del problema, ma lo ha sempre nascosto (la loro madre non aveva specchi in casa e ha fatto in modo che non ce ne fossero nemmeno nella casa di Pietro); quest’ultimo pensa di dover difendere Filippo dal suo amore non corrisposto per la sua ex moglie e dalla scoperta che questa ha un nuovo compagno. Giovanni è una pallina da ping pong tra questi fratelli che fanno sorridere e persino commuovere per la loro purezza, è un punto di riferimento, amico, confessore, complice, soprattutto quando si tratta di celare verità che potrebbero risultare dolorose.

Improvvisamente nella vita di Giovanni irrompe la sorella Maria, di ritorno da una missione in Africa, fervente sostenitrice dell’importanza della sincerità a tutti i costi. E in occasione della cena di benvenuto per Maria, organizzata da Giovanni, si consuma una commedia degli equivoci dal sapore dolceamaro.

Si ride e si ride tanto perché la drammaturgia è un incastro di battute ben confezionate, ma quelle risate, che definire crasse sembra un’esagerazione, ci conducono pian piano allo svelamento dell’amaro da mandare giù.

Maria e Pietro, dopo la cena, iniziano a frequentarsi, ed inevitabilmente si innamorano. Lei non può fare a meno di dire la verità e di rivelare all’amato la sua malattia, lui non è mai stato cosciente di come gli altri percepissero la sua diversità. In un’ultima scena che sintetizza il senso del racconto, cioè la presunta necessità della verità, il registro cambia, si toccano le corde dell’emotività e ci si commuove un po’.

Ottime le interpretazioni di Rosario Lisma, di Ugo Giacomazzi nei panni di un brillante intellettuale di provincia alle prese con la propria disabilità, e di Andrea Narsi, perfettamente aderente alla disperata solitudine di un uomo abbandonato. Brava anche Anna Della Rosa, unica donna in scena in sinergia con il resto del cast.

Rosario Lisma, autore, regista ed interprete di questo affresco di un piccolo mondo contemporaneo ma non troppo, mette in campo tutto l’entusiasmo e la verve necessaria per reggere ben due ore e venti minuti di commedia, tenendo ben presente la tradizione della commedia all’italiana, ma strizzando l’occhio anche ad una comicità alla Verdone. Forse un po’ azzardata l’idea di voler fare della pièce anche un terreno per affrontare dispute teologiche e temi bioetici; proprio in quei tratti, infatti, la potenza drammaturgica si allenta. Risulta piacevole invece l’incursione, seppur breve, nella dimensione onirica e lievemente grottesca del protagonista, che rivelerà il suo peccato più grande: l’invidia, salvo scoprire che “l’invidia non è più un peccato, semmai un difettuccio!”.

In una commedia che sembra ormai essere diventata un piccolo cult, respiriamo odori e sapori di una volta, tanta italianità (nel senso positivo del termine), leggerezza e sincerità, ma le dispute teologiche e le incursioni nel territorio dell’etica e della bioetica sono altra pietanza e non possono essere servite come contorno!

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 24 luglio, ore 20.30
Biglietti: Ticket/Posto unico € 10 - In omaggio ai primi 1000 spettatori che acquistano un biglietto a 10 euro la Card5x5 valida per l'acquisto di 5 biglietti per 5 diversi titoli in cartellone a Euro 5 anziché Euro 10. Si invita a farne richiesta alla biglietteria dei teatri al momento dell'acquisto del biglietto o ritiro del biglietto online
Durata: 2 ore e 20 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Ufficio stampa Teatro dell'Elfo
Sul web: www.elfo.org - www.comune.milano.it/padiglioneteatri

TOP