Penso che un sogno così... - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Lunedì, 03 Febbraio 2014 

Dal 30 gennaio al 16 febbraio. Beppe Fiorello è ancora una volta nei panni di Domenico Modugno: dopo averli portati, con successo, nella fiction televisiva prodotta dalla Rai “Volare”, l’attore torna ad indossarli sul palcoscenico teatrale. La storia è la stessa, ma il punto di vista questa volta è completamente cambiato: l’occhio di bue non sarà più centrato sulla vita privata del cantante pugliese, bensì sul percorso canoro che lo ha reso celebre, indissolubilmente intrecciato con l’intera storia familiare di un Giuseppe Fiorello in erba.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo Teatro presenta
Giuseppe Fiorello in
PENSO CHE UN SOGNO COSÌ…
con Giuseppe Fiorello
regia Giampiero Solari
scritto da Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni

 

 

E’ incredibile pensare come quel ‘picciriddu’, che sarà lo sguardo silenzioso sull’intero racconto messo in scena questa sera all’Ambra Jovinelli di Roma, quel bambino silenzioso ed attento, spesso schernito per la sua timidezza, sia oggi un uomo capace di sostenere due ore di spettacolo da solo, perfettamente padrone del palcoscenico teatrale, con una presenza scenica da vero professionista. Beppe Fiorello è questa sera in forma smagliante per raccontarci della sua storia familiare, accompagnata, oggi come allora, dalle note delle splendide canzoni di Domenico Modugno.


Prendendo spunto dalla forte somiglianza fisica ed artistica tra il famoso cantante pugliese ed il padre defunto, Fiorello (eviterei di chiamarlo Fiorellino, dato che con quest’ulteriore prova ha ulteriormente confermato la propria validità di attore, trascendendo dall’essere ‘fratello di…’) ci trascina nella realtà siciliana di quarant'anni fa vista dagli occhi di un bambino: ben vengano quindi le feste di paese, durante le quali il momento topico era l’asta per aggiudicarsi il bastone di torrone del Santo, i lunghissimi viaggi in macchina per andare a casa della nonna, le padelle di cicoria continuamente rimescolate, le leggende metropolitane.


Non mancano, tuttavia, sebbene sfumati e nei toni pastello tipici dei ricordi infantili, i fatti di cronaca, come i minatori che persero la vita negli anni Cinquanta o la costruzione dell’impianto petrolchimico dell’Ilva a Taranto, le cui lucine vengono romanticamente paragonate a quelle del panorama di Manhattan. E tra questi ricordi e racconti, a fare da trait d’union ci sono, da un lato, le splendide note di Domenico Modugno, spesso accompagnate da aneddoti sulla vita dell’artista e sulla storia compositiva delle canzoni - tra cui la casuale combinazione di ritardi e passeggiate solitarie che ha dato vita a ‘Nel blu dipinto di blu’ -, dall’altro, la tanto amata figura paterna, idolo e modello del piccolo Giuseppe, che contagia anche noi con la sua voglia di vita e di risate, al punto da emozionarci fino alle lacrime nel momento della sua scomparsa, episodio che viene ricordato discretamente dall’attore, ‘lo spettacolo della vita aveva perso per me il suo primo attore.

 

Giuseppe Fiorello è solo sul palco, o meglio accompagnato dalle musiche dal vivo eseguite dai musicisti Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma: canta e recita con verve ed entusiasmo, interpretando a tempi alterni se stesso, il padre e Modugno e riuscendo ad essere convincente in tutte le differenti personalità. Perfetta la scenografia curata dal regista Giampiero Solari: dei pannelli mobili che nascondono e scoprono, che ‘viaggiano’ sul palcoscenico scandendo il ritmo della memoria, ricordando vagamente una tela cinematografica.


A spettacolo terminato, rimangono in mente le note delle canzoni di Modugno, ma anche i profumi e le voci della Sicilia, l’immagine in bianco e nero di un’Italia in rinascita e quella colorata di un uomo che ormai ci sembra di conoscere così bene - vivo, appassionato, istrionico - da sentirne anche noi la mancanza.

 

 

 

Teatro Ambra Jovinelli - piazza Guglielmo Pepe 43-47, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/83082620, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 31 - poltrona € 26 - I galleria € 22 - II galleria € 17,00
Durata spettacolo: 1h e 55 minuti senza intervallo

 


Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio stampa Teatro Ambra Jovinelli
Sul web: www.ambrajovinelli.org

 

 

TOP