Pensaci, Giacomino! - Pirandelliana 2009, Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino (Roma)

Scritto da  Sabato, 11 Luglio 2009 
marcello amici

Dal 7 luglio all’8 agosto. Giunta ormai alla sua undicesima edizione, la rassegna teatrale Pirandelliana continua ad attrarre il pubblico romano sulla suggestiva terrazza del giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino. Padrone di casa d’eccezione è, come di consueto, l’eccelso Maestro Marcello Amici che, insieme alla sua compagnia di attori, dona modernità ai testi del drammaturgo di Girgenti, rendendoli accattivanti e adatti a un pubblico di tutte le età.

 

 

 

LA BOTTEGA DELLE MASCHERE

presenta

dal 7 luglio all’8 agosto

PIRANDELLIANA 2009, XI Edizione

PENSACI, GIACOMINO!

di Luigi Pirandello

con Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Anna Varlese, Antonella Alfieri, Umberto Quadraroli,  Luca Ferrini, Elisa Ciocca, Simone Serini, Francesca Iannelli, Carlo Bari

Scene di Marcello de Lu Vrau

Costumi di Natalia Adriani

Disegno luci e fonica di Giuseppe Tancorre

Regia di Marcello Amici

 

Tra le proposte in cartellone quest’anno nell’ambito della rassegna teatrale in corso nella suggestiva cornice dell’Aventino spicca assolutamente la commedia “Pensaci, Giacomino!”. Scritta da Luigi Pirandello nei primi mesi del 1916, questa intensa e complessa opera drammaturgica fu rappresentata per la prima volta il 10 luglio di quell’anno al teatro Nazionale di Roma dalla compagnia del capocomico Angelo Musco. Nei decenni successivi innumerevoli sono state le riproposizioni e riletture di questo testo, divenuto indubbiamente uno dei capisaldi del teatro pirandelliano maggiormente apprezzati da parte del pubblico. Nei tre atti di quest’opera trovano infatti sintesi e sublime compimento le tematiche essenziali della riflessione del drammaturgo siciliano sull’esistenza e sui rapporti umani: l’identità che perde consistenza sino a divenire labile e priva di reale significato, l’ottusità ed impotenza dello Stato nel tutelare le esigenze più profonde dei cittadini, la stoltezza della società che presta attenzione esclusivamente alle apparenze e al rispetto dei canoni precostituiti senza badare alle reali motivazioni che guidano i comportamenti umani. Tutto questo concentrato nel personaggio di Agostino Toti, eccezionale simbolo della voglia di riscatto e della generosità che conducono un uomo a sacrificare gli ultimi anni della propria esistenza in nome di ideali sacrosanti e troppo spesso negletti a favore del ben pensare della società e dell’assecondarne gli sterili canoni fondati esclusivamente sull’apparenza e sul rispetto di rigide maschere.

Agostino Toti è un professore di ginnasio che, avendo dedicato la propria vita intera all’insegnamento, non è riuscito a costruirsi una famiglia; per vendicarsi dello Stato che lo ha condannato a decenni di stenti a causa del misero stipendio con cui viene retribuito, decide allora di sposare la giovane Lillina, figlia del vecchio bidello della sua scuola, in modo tale che la ragazza possa continuare a percepire per almeno cinquant’anni una pensione dopo la sua morte. A complicare la già bizzarra situazione contribuisce però indiscutibilmente il fatto che Lillina sia incinta di Giacomino Delisi, ex alunno di Toti; quest’ultimo desidera però esclusivamente fare da padre ai due giovani, sostenerli in questo momento difficile e cercare di assicurare la pace in famiglia, cosicché in teoria non si porrebbe alcun problema. A scatenare il dramma sarà però l’occhio impietoso e superficiale della società che si scaglierà contro questo modello familiare decisamente poco tradizionale e così, tra l’insofferenza nei confronti dei continui pettegolezzi e la ricerca di un “ordine” costituito, Giacomino finirà per abbandonare Lillina ed il piccolo Ninì, fidanzandosi con un’altra donna con cui sia possibile metter su casa e costruire una vita ben più rassicurante del paradossale menage a trois che si è trovato a sperimentare. Ci penserà però l’indomabile professor Toti a ricondurre il suo giovane ex-allievo sulla retta via, scagliandosi ferocemente contro le autorità che sono simbolo della stoltezza e della cecità della società borghese benpensante, primo fra tutti il sacerdote Padre Landolina, emblema di una chiesa retrograda ed insensibile ai reali bisogni affettivi di ogni essere umano.

La versione che la compagnia “La Bottega delle Maschere” presenta di questo coinvolgente e profondo testo teatrale pirandelliano gli conferisce anzitutto una sorprendente modernità, rendendolo fruibile con immediatezza anche da un pubblico non avvezzo alla complessità e alle innumerevoli sfaccettature della drammaturgia del grande scrittore siciliano. A testimonianza di questo fatto è particolarmente piacevole scorgere tra il pubblico numerosi bambini e giovani adolescenti che, al termine della rappresentazione, dimostrano di averla apprezzata e realmente compresa con scroscianti applausi. Indubbiamente il merito principale per la riuscita della rilettura di questo classico del teatro italiano novecentesco va però ascritto all’intelligente lavoro di direzione registica effettuato con evidente passione dal vero cuore di questa compagnia di talentuosi professionisti, ovvero il Maestro Marcello Amici, che dona anche tutta la propria eleganza e virtuosismo attoriale al personaggio di Agostino Toti. Assolutamente meritevoli di menzione e plauso anche gli altri membri della compagnia, che si muovono sullo sfondo di una scenografia estremamente semplice e moderna, più che confacente al taglio secco e asciutto con cui viene proposto il dramma pirandelliano: tra tutti gli attori in scena riteniamo opportuno segnalare l’ottima prova offerta da Umberto Quadraroli (nelle vesti del bidello Cinquemani) e da Marco Vincenzetti (in quelle di Padre Landolina).

Questo spettacolo rappresenta un’occasione assolutamente da non lasciarsi sfuggire per ricordare cosa sia il “buon teatro della tradizione” e sorprendersi piacevolmente di quanto efficacemente possa essere attualizzato e reso dinamico, godibile ed appassionante. Per questo rivolgiamo un applauso alla compagnia La Bottega delle Maschere che ancora una volta, come ogni estate, ci accompagna in maniera egregia alla riscoperta di Pirandello e delle sue straordinarie opere drammaturgiche, tra i più preziosi frammenti del nostro patrimonio culturale e letterario.

 

Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino

Piazza Sant’Alessio 23, Roma

Orario spettacoli: tutti i mercoledì, i venerdì e le domeniche ore 21.15

Biglietti: 12€ (ridotto per convenzioni 10€) – apertura botteghino ore 20

Informazioni e prenotazioni: 06.6620982

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Valeria Buffoni, Ufficio Stampa Compagnia “La Bottega delle Maschere”

Sul web: www.labottegadellemaschere.it

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