Peer Gynt - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 23 Marzo 2019 

E’ andato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, per il secondo anno consecutivo, “Peer Gynt - Suite”, lo spettacolo di e con Federica Fracassi e Luca Micheletti: un viaggio attraverso il senso della vita e la conoscenza di se stessi, che ci fa immedesimare nel vagabondaggio del protagonista attraverso questo originale progetto itinerante.

 

PEER GYNT - Suite
da Henrik Ibsen
musiche Edvard Grieg
regia Luca Micheletti
un progetto drammaturgico di e con Federica Fracassi e Luca Micheletti
arrangiamenti e pianoforte Lorenzo Grossi
danzatrice e coreografa Lidia Carew
soprano Anna Roberta Sorbo
e con la partecipazione di Alessandro Pezzali e Lorenzo Vitalone
costumi Antonio Marras
assistenti alla regia Francesco Martucci e Jacopo M. Pagliari
produzione Teatro Franco Parenti
con il sostegno di Compagnia Teatrale I Guitti e Innovation Norway
sotto l’Alto Patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia

 

Il viaggio di Peer Gynt in giro per il mondo, tanto materiale quanto metaforico e spirituale; il viaggio che Federica Fracassi e Luca Micheletti hanno compiuto intorno e dentro all’opera di Henrik Ibsen per elaborare questa suite; il viaggio metaforico che lo spettatore stesso sperimenta durante la rappresentazione a livello emotivo. Questo progetto incentrato sul capolavoro ibseniano non poteva che diventare anche un viaggio fisico e materiale, infatti in questa rielaborazione dello spettacolo già portato al Franco Parenti l'anno scorso, il duo Fracassi - Micheletti ha avuto un'intuizione geniale: creare uno spettacolo itinerante nei meravigliosi quanto conturbanti spazi della Palazzina dei Bagni Misteriosi.

Il pubblico entra nella prima sala, si accomoda e osserva il dramma dei protagonisti che si consuma tra urla e affanni senza sosta; lo spettatore è seduto ma è scomodo, non riesce a visualizzare tutto perché la sala è piena di colonne ed è lunga e stretta con le sedute ai lati: iniziare dalla sala più "scomoda" è forse una scelta voluta per farci indossare il disagio e il senso di precarietà dei personaggi che osserviamo. Da qui ci si sposta a seguire il vagabondaggio di Peer che ci racconta, in una sorta di cripta, dei suoi viaggi e delle mille personalità che ha interpretato, senza essere mai veramente se stesso. In questo spazio l'intimità con il personaggio è quasi epidermica e ci immedesimiamo ancora di più con la condizione del viandante senza requie. Infine, tutto si chiude nello spazio che forse doveva essere quello dei vecchi spogliatoi della Palazzina - una sorta di porticato che assume tutte le fattezze di un'inquietante ospedale psichiatrico abbandonato/ camera mortuaria - dove assistiamo alla fine del viaggio di Peer, spiando dagli spazi del porticato il suo colloquio finale con Il Fonditore e l'Uomo Magro.

In ognuno di questi passaggi, oltre alla bravura degli interpreti che danno piena dimostrazione di una prova attoriale di grande intensità fisica e fortissima potenza emotiva, colpisce anche la drammaturgia che ha saputo sfruttare in maniera intelligente l'utilizzo di spazi diversi: ogni luogo ha potenziato tanto la portata materica quanto quella metaforica di ogni scena rappresentata. A rendere ancora più autentico il rapporto con il pubblico, e a permettergli un'immedesimazione quasi totale con il personaggio, la matrice meta-teatrale di molti passaggi: attraverso accenni nelle battute alla critica teatrale o alla ricerca dell'autenticità in scena; attraverso l'uso alternativo della "scenografia" che non prevede mai la quarta parete (e che anzi spesso mette lo spettatore al centro della scena), Fracassi e Micheletti hanno saputo trasformare il testo di Ibsen in una riflessione non solo sulla vita e sulla ricerca di se stessi ma soprattutto sul teatro come mezzo espressivo superiore per arrivare a riflettere su questi temi.

Lo spettacolo è un'esperienza totalizzante che va provata almeno una volta: la speranza è che “Peer Gynt - Suite” ritorni in stagione anche l'anno prossimo per permettere, a chi non c'era o a chi vorrà rivederlo, di sperimentare questo viaggio in cui è richiesta una totale disponibilità fisica ed emotiva.

 

Teatro Franco Parenti (Palazzina dei Bagni Misteriosi) - Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì 12 marzo a sabato 16 marzo ore 20.15, domenica 17 marzo ore 17 e ore 21
Biglietti: posto unico 25€ (+ prevendita), ridotto Over65/Under26 18€ (+ prevendita)
Durata spettacolo: 2 ore

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Francesco Malcangio e Mattia Nodari, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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