Pasticceri. Io e mio fratello Roberto - Ambra Teatro alla Garbatella (Roma)

Scritto da  Martedì, 28 Febbraio 2012 
Pasticceri

Dal 21 febbraio al 4 marzo. Un microcosmo avvolgente e romantico, deliziosamente intimo e delicatamente impalpabile: nel cuore della notte, tra fornelli con delizie a sobbollire e scaffali ricolmi degli elaborati utensili e dei prodigiosi alambicchi capaci di tramutare semplici ingredienti ordinari in memorabili torte e pasticcini, due fratelli gemelli, Fulvio e Roberto, tanto diversi quanto tra loro complementari, dischiudono timidamente dinanzi a noi un intero universo di affetti e sentimenti, lavoro e sacrificio quotidiano, speranze per il futuro e nostalgico vagheggiamento del passato e delle radici familiari.

 

Benvenuti srl e Armunia Festival Costa degli Etruschi presentano

Compagnia Abbiati Capuano

PASTICCERI

Io e mio fratello Roberto

di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano

tecnica Matteo Rubagotti

assistente alla regia Elena Tedde

 

PasticceriAll’ingresso in sala lo spettatore viene immediatamente colto di sorpresa dall’imponente ed originalissima scenografia che troneggia sul palcoscenico: scaffalature metalliche maestose che accolgono un tripudio di pentole, mestoli, sac à poche, pennelli, spatole, frullatori, fruste, planetarie e setacci, due massicci tavoli in alluminio corredati da piastre elettriche pronte a sprigionare calore, un carrello con numerosi scaffali che andranno ad ospitare le creazioni dell’estro artigianale con cui i due protagonisti in scena incanteranno i nostri sensi. Si può però già notare qualche particolare insolito e straniante: una sogghignante fotografia di Frank Zappa occhieggia da una mensola, un orologio a parete colpisce l’attenzione per il suo essere graniticamente fermo sulle quattro, tra un frigorifero e un sacco di farina scorgiamo una scintillante tromba e poco distanti si nascondono due sedie a sdraio. Stupefatti, cominciamo immediatamente a renderci conto di trovarci di fronte ad un’esperienza teatrale decisamente inconsueta e stuzzicante.

L’ingresso in scena dei due protagonisti-autori della pièce, Roberto Abbiati e Leonardo Capuano, avviene sul trascinante ritmo blues di “Sweet Home Alabama” dei Lynyrd Skynyrd con una coreografia interpretata con solerte convinzione che tracima ben presto in un dinoccolato e spassosissimo siparietto, perfetta introduzione alle atmosfere giocose di questo atto unico tanto zuccheroso quanto genuinamente ironico. Proprio la musica – con i relativi momenti di ardimento danzereccio - rappresenterà un elemento chiave della messa in scena, colonna sonora gustosamente ricercata che contrappunterà le sottili elucubrazioni dei due fratelli pasticceri e che viaggerà attraverso sentieri sonori fortemente eterogenei, da Lou Reed a Prince, dai Rolling Stones ai Talking Heads, da Demis Roussos a Julio Iglesias, così come variegati sono i profumi e i sapori che ben presto inizieranno a scaturire da questa magnifica fabbrica di leccornie.

Roberto AbbiatiFulvio (interpretato da Leonardo Capuano) è lo spirito dominante, un vero maestro nel confezionare irresistibili dolci di ogni gusto e fattezza, considera il suo mestiere come una vera e propria forma d’arte in cui infondere passione, da coltivare con religioso rispetto e millimetrica precisione, un talento istintivo e naturale il suo; una sicurezza nelle proprie capacità che si sgretola però in un batter di ciglia ogni qualvolta la prorompente Rossana varca la soglia del suo laboratorio di pasticceria per acquistare un bignè alla panna, scatenando in lui un turbinio di emozioni incontenibili e goffa timidezza che gli impedisce di dichiararle i propri sentimenti. Al suo fianco, in un rapporto simbiotico di continui scontri e battibecchi sotto la cui apparenza si cela evidentemente un affetto sincero e prezioso, l’impacciato fratello Roberto (portato meravigliosamente in scena da Roberto Abbiati), balbuziente e piuttosto maldestro tra i fornelli, ma invece estremamente disinvolto nel comporre e declamare versi poetici che toccherebbero l’anima anche della fanciulla più ritrosa e algida.

I due fratelli, diametralmente opposti per carattere e maniera di affrontare l’esistenza, trovano un punto di convergenza nel nostalgico ricordo del padre scomparso ma indelebilmente presente nei loro cuori, così come in ogni singola ricetta creata dal loro fantasioso ingegno dolciario; le interminabili ore trascorse in solitudine nel laboratorio, alle quattro della notte quando il resto del mondo riposa serenamente, rappresentano il loro modo di onorare e conservare vivida la sua memoria, uno scrigno di abitudini, rituali ancestrali e piccoli segreti da custodire gelosamente e tramandare in famiglia di generazione in generazione che costituisce l’eredità più inestimabile in loro possesso. Ma forse, a ben guardare, c’è un altro sotterraneo ed inconfessabile trait d’union che lega i due fratelli – e li contrappone: infatti si scoprirà, poco prima che la nostra serata di estasi dolciaria abbia conclusione, che anche Roberto, giorno dopo giorno, ha iniziato a nutrire una passione bruciante e tenera nei confronti dell’incantevole Rossana. Proprio come Cristiano e Cyrano de Bergerac, i nostri due prodi pasticceri anelano il cuore della stessa damigella e, in una coinvolgente, esilarante ed imprevedibile parentesi di rievocazione letteraria, ci ritroviamo immediatamente trasportati al chiar di luna sotto il balcone dell’erede spirituale della fascinosa eroina di Rostand, a vederli declamare improbabili dichiarazioni d’amore.

PasticceriFin qui la trama dell’intreccio narrativo, sicuramente accattivante, ma il sorprendente esperimento drammaturgico della Compagnia Abbiati Capuano ha ancora una faretra ricolma di frecce da scagliare per conquistare senza riserve lo spettatore. Parlavamo poc’anzi di “serata di estasi dolciaria”: mai definizione potrebbe essere più azzeccata per questo spettacolo. Difatti i due cuochi provetti Fulvio e Roberto - mentre si scontrano e si confrontano, ci confidano le loro debolezze svelando man mano i sentimenti che albergano nei loro animi e divagano lungo la tortuosa strada dei ricordi – con grandissima destrezza si cimentano nella creazione di ben sette torte gustose, dolcissime e così ben presentate da apparirci davvero irresistibili: un profiteroles al cioccolato, una torta alla frutta, una millefoglie alla crema, una charlotte, un pan di Spagna, una bavarese e una torta gianduja, il sogno di ogni goloso che si rispetti! Ma, al di là del magnifico risultato, quello che ci trascina in una dimensione parallela fatta di profumi “che sanno di buono” e di memorie del passato custodite nel nostro subconscio, di quando le nostre nonne impastavano armate di mattarello e di amore infinito nel tepore delle loro cucine, è tutto il processo della preparazione. Essenza di vaniglia e corposi sentori di sensuale cioccolato fuso si amalgamano nell’aria, la panna montata lievita come spuma di mare nella planetaria, sbuffi vaporosi di farina raggiungono le prima file della platea, un’esperienza sensoriale decisamente irripetibile e avvolgente.

E’ proprio in questa atmosfera casalinga d’altri tempi, nella dolcezza e nel candore dei due protagonisti, che risiede il vero punto di forza della pièce, impreziosito dall’indiscutibile alchimia, dai calibrati tempi comici e dalla fenomenale espressività e capacità mimica che contraddistinguono l’interpretazione di Capuano e Abbiati. Nel corso della serata un paio di bizzarri “fuori-programma”: dapprima lo stralunato Roberto, avendo un vuoto di memoria, si inerpica in un’esaltazione delle ineffabili doti della Rupicapra pyrenaica ornata, chiedendo poi ai tecnici in sala di suggerirgli le battute corrette del copione per cercare di riprendere in qualche modo le fila del discorso; poco dopo un presunto intoppo tecnico, il riflettore che dovrebbe ricreare la soffusa atmosfera notturna della serenata sotto il balcone di Rossana si inceppa e l’unico modo di ricondurlo alla ragione e farlo tornare a funzionare è chiedere il supporto di un ignaro spettatore che ne sorregga i cavi di alimentazione. Fin troppo evidente che si tratti di gags confezionate ad arte per strappare qualche risata in più al pubblico; gran parte della platea cade nel tranello, ma tutto sommato si tratta di episodi che poco aggiungono alla saporita dinamica dell’opera ed anzi ne interrompono il ritmo serrato e trascinante.

Al termine dello spettacolo un’ultima, graditissima sorpresa per gli spettatori ormai in preda ad un bramoso attacco di ghiottoneria: le sette torte preparate con amore dai due pasticceri in onore della loro adorata Rossana, che in un primo momento erano state adagiate su un tavolinetto obliquo posizionato sul proscenio ed imbandito di tutto punto con tanto di lussuosa tovaglia rossa e luminoso candeliere, vengono trasportate nel foyer ed offerte al pubblico.

Idea evidentemente molto apprezzata, così come la mirabolante prova di cucina drammaturgico-performativa che ci ha accompagnato nella piacevolissima ora e mezza appena trascorsa. Lo testimoniano gli applausi calorosi…e l’arrembaggio alla distribuzione delle agognate porzioni di torta! Un’esperienza decisamente fuori dal comune, irrinunciabile per gli estimatori dell’arte pasticcera e per i palati teatrali desiderosi di dolcissime ed insolite novità. In scena all’Ambra Teatro alla Garbatella fino a domenica 4 marzo.

 

Teatro Ambra alla Garbatella - piazza Giovanni da Triora 15, Roma (Garbatella)

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/81173900, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Biglietti: intero € 15,00 - ridotto € 12,00; biglietto a €10,00 prenotando attraverso

Benedetta Boggio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 3332062996

Alessia Esposito Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 3408303993

Link per acquisto biglietti online: http://369gradi.it/newsletter/pasticceriroma.html

 

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Benedetta Boggio, Ufficio stampa 369gradi centro diffusione cultura contemporanea

Sul web: www.ambragarbatella.eu

 

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