Parole Parole Parole - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Martedì, 11 Ottobre 2016 

Quanto sono importanti le parole in una relazione sentimentale? Rappresentano “il terminale sonoro dell’anima, della mente e dei sentimenti”, secondo la significativa definizione che Gigi Proietti, regista dello spettacolo “Parole Parole Parole” in scena in questi giorni al Teatro Sala Umberto, fornisce nelle sue note di regia. Ma cosa succede quando una relazione amorosa nasce tra un giovane balbuziente logorroico e una ragazza bella e disinvolta che invece fa della parola un uso abile e articolato? Ne vien fuori una commedia godibilissima, dai toni delicati, che alterna momenti di leggerezza a sprazzi di riflessione più intimistica.

 

Politeama S.r.l. presenta
Carlotta Proietti e Matteo Vacca in
PAROLE PAROLE PAROLE
di Adriano Bennicelli
scene Fabiana Di Marco
costumi Isabelle Caillaud
regista assistente Marco Simeoli
aiuto regia Francesca Cioci
musiche Carlotta Proietti
organizzazione Alessandro Fioroni
regia Gigi Proietti

 

Per Laura (Carlotta Proietti) e Valerio (Matteo Vacca), i protagonisti di questa delicata commedia, le parole, pur indispensabili nella relazione amorosa, sono il vero anello mancante. Lui la osserva ogni giorno attraverso un monitor situato nella banca dove lavora, e se ne innamora. A rendere le cose ancor più complicate concorre la patologia di Valerio, affetto da una forma di balbuzie che si acuisce nei momenti di particolare tensione.

Ma l’amore non conosce ostacoli e, pian piano, in un clima poetico e surreale, nasce una storia sentimentale, una relazione fatta di pensieri e di immagini, di sogni, come in una favola.

Un amore che cresce sostenuto dalle parole della poesia e della letteratura, con le frasi attinte dai grandi poeti e dai grandi cantautori. Tutto è stato già detto e scritto sull’amore, e Laura e Valerio non esitano a sognare sulle parole di D’Annunzio e di Dante, passando, senza esclusione di colpi, a quelle di Gino Paoli o di Bruno Martino. Un volo pindarico tra le opere più classiche fino alle canzoni d’autore, e d’amore, impresse nella memoria collettiva.

Laura e Valerio sono una coppia senza tempo, di certo non una coppia moderna (quali ragazzi, ai giorni nostri, vivrebbero il primo appuntamento su una tovaglia a quadretti stesa su un prato su cui adagiare un bel cestino da picnic?). Ciò che li rende estremamente moderni è proprio l’approccio alla relazione attraverso uno schermo. Il monitor in cui è ripreso il volto di Laura, che Valerio contempla con curiosità e amore, è una metafora delle relazioni virtuali dei giorni nostri, vissute spesso attraverso lo schermo di un pc o di uno smartphone.

Tra sogno e realtà, tra suggestioni oniriche e concretezze quotidiane, tra citazioni colte e battute ironiche, Laura e Valerio esplorano vicendevolmente le proprie anime. Vivendo ognuno il proprio spazio nel recinto frustrante del proprio lavoro, vedono crescere la loro storia tra un improvvisato picnic, un cinema, e un temporale inaspettato.

Coltivano la loro storia in un clima di attesa, e sublimano la loro relazione “aspettando la poesia”, perché l’amore può essere sogno, immaginazione, fantasia. In un susseguirsi di risvolti inattesi, vedremo come l’amore rispecchi una necessità dell’immaginario, un pensiero elaborato sull’esigenza di credere che l’altro sia quello che vorremmo. Quanto di vero e reale c’è in ciò che percepiamo dell’altra persona? Valerio sarà costretto a chiederselo. Laura sarà realmente come Valerio l’ha immaginata?

La commedia avanza verso il finale (un bel colpo di scena) attraverso una dimensione romantica, quasi fiabesca. L’impronta registica, l’inconfondibile cifra di Gigi Proietti, alterna sapientemente il registro da commedia, con toni leggeri e comici, a passi di suggestioni più intimistiche. Valorizza con decisione la sintonia dei due attori, soli in scena, perfetti nel rispetto dei tempi comici. L’armonia delle interpretazioni dei due protagonisti, felicemente collaudata da altri precedenti lavori insieme, conferisce alla commedia un significativo sigillo di qualità.

Ottima la soluzione scenografica, realizzata con proiezioni in bianco e nero sul fondo scena, rende efficacemente i cambi di scena passando con disinvoltura dalla sala di un cinema al traffico cittadino, dal parco alberato al prato erboso.

Malgrado qualche debolezza narrativa, il messaggio che ci consegna il testo di Adriano Bennicelli, è di grande suggestione. Parafrasando Pennac, se l’amore può essere anche immaginazione, l’immaginazione non è mai menzogna.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, secondo mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da € 32 a € 23

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli
Sul web: www.salaumberto.com

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