Parenti Serpenti - Teatro Augusteo (Napoli)

Scritto da  Lunedì, 15 Gennaio 2018 

Dal 12 al 21 gennaio. Dal cinema al teatro, da Paolo Panelli a Lello Arena: il nuovo allestimento teatrale di “Parenti Serpenti”, commedia di Carmine Amoroso resa celebre dalla pellicola diretta da Mario Monicelli nel 1992, approda al Teatro Augusteo di Napoli, con la regia di Luciano Melchionna. Il perbenismo e la gioia delle festività natalizie si fondono con l’ipocrisia ed i segreti di una famiglia che, messa di fronte ad un bivio, si troverà a prendere una decisione paradossale pur di non alterare gli equilibri della propria quotidianità. Uno spettacolo cinico ma che riesce a raccontare, con umorismo, le insospettabili ombre dell’animo umano.

 

PARENTI SERPENTI
di Carmine Amoroso
con Lello Arena (Saverio) e Giorgia Trasselli (Trieste)
e con (in ordine di apparizione) Raffaele Ausiello (Michele), Andrea de Goyzueta (Alessandro), Carla Ferraro (Gina), Autilia Ranieri (Milena), Annarita Vitolo (Lina), Fabrizio Vona (Alfredo)
regia Luciano Melchionna
scene Roberto Crea
costumi Milla
musiche Stag
disegno luci Salvatore Palladino
assistente alla regia Sara Esposito
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

 

Dopo aver esordito al Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016 ed essersi aggiudicato in tale occasione il premio Camera di Commercio delle Riviere di Liguria come migliore spettacolo, prosegue il suo tour anche nel nuovo anno “Parenti Serpenti”, lo spettacolo di Carmine Amoroso per la regia di Luciano Melchionnna, con protagonisti Lello Arena e Giorgia Trasselli.

Portare in scena un grande classico del cinema italiano non è impresa da poco, soprattutto se dietro la telecamera c’era un regista del calibro di Monicelli e come protagonista uno dei più grandi attori comici e umoristi italiani come Paolo Panelli. Luciano Melchionna decide di portare in scena proprio quella partitura teatrale che Carmine Amoroso scrisse negli anni ’90 e che fu poi adattata a sceneggiatura cinematografica per il film di Monicelli del 1992.

Melchionna, regista sperimentatore e sempre in linea con le tendenze teatrali degli ultimi anni, propone un allestimento scenico interessante, decidendo di abbattere di sovente la quarta parete e di giocare con gli spettatori, di far dialogare i due anziani Saverio e Trieste col pubblico in monologhi che sospendono il tempo del racconto, in cui i due simpatici ma attempati anziani si trovano a vivere le proprie avventure dal di dentro, ma anche talvolta ad uscire dalla situazione narrata per rimarcare alcuni comportamenti ed ipocrisie che trovano dinanzi a sé nella società moderna. Anche la decisione di far recitare gli attori spesso in platea, crea una rappresentazione con echi pirandelliani ed appare una scelta assolutamente convincente.

La messinscena segue un filo narrativo che acquisisce un ritmo crescente soprattutto nella seconda parte dello spettacolo, laddove il primo atto si configura piuttosto come un’ouverture ricca di sorrisi e di falsità, melensa, in cui i personaggi sono ancora nascosti dietro le loro maschere di avidità e di finto perbenismo. Nel secondo atto, allorquando Saverio e Trieste, interpretati da Lello Arena e da Giorgia Trasselli, comunicano ai propri figli che hanno bisogno di essere accuditi nelle case di uno o una di loro, si lacereranno immediatamente tutte le convenzioni sociali, le maschere che dall’inizio dello spettacolo celavano la realtà delle cose cadranno inesorabilmente, scatenando un vortice di verità, sfoghi, antipatie malcelate e tradimenti sino ad allora del tutto insospettabili.

Soprattutto nell’epilogo Melchionna regala un quadro assolutamente caustico, con i due poveri anziani proiettati nell’aldilà con in mezzo a loro la fatale bombola di gas che ha decretato la loro morte, ed i figli che, allegramente, ballano un macabro valzer in platea. È l’apologia del cinismo, della cattiveria e di un umorismo che si fa sempre più nero con l’approssimarsi della fine dello spettacolo, ed il palesarsi della decisione paradossale, da parte dei figli, di uccidere i propri genitori perché nessuno può farsi carico delle loro “scomode” presenze nelle loro abitazioni.

Lello Arena e Giorgia Trasselli dominano letteralmente il palcoscenico; in particolare Arena supera con incisività la complessa prova attoriale, interpretando un anziano ormai sulla via di un’inevitabile demenza senile che però, quando si appresta in proscenio a dialogare col pubblico, si dimostra l’unico personaggio, insieme alla sua consorte, ad aver davvero compreso lo stato delle cose, l’unico a scovare la falsità delle persone che gli stanno attorno e che vorrebbero dipingerlo come il “povero vecchio” che nulla capisce, ma che in realtà ha già compreso la realtà meglio di chiunque altro.

“Parenti Serpenti” è uno spettacolo drammaticamente umoristico, che nel paradosso racconta un assassinio familiare, ma lo fa con tale garbo e perbenistica ipocrisia da ferire profondamente lo spettatore; non lo sconvolge come una tragedia di altri tempi, ma lo turba nelle sue riflessioni, inducendolo a rendersi conto di cosa sia capace di architettare l’uomo pur di veder inalterata la propria tranquillità personale ed i propri interessi. Ed è attraverso questo linguaggio, all’inizio melenso e poi man mano sempre più subdolo, che striscia inesorabile quel serpente che, silenziosamente, e solo alla fine dello spettacolo, attaccherà a morte la propria inerme preda.

 

Teatro Augusteo - Piazzetta Duca D'Aosta, 263, 80132 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/414243 - 405660, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30, domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18 (mercoledì 17 gennaio ore 18)
Biglietti: platea poltrona € 35, galleria poltroncina € 25

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Ufficio stampa Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
Sul web: www.teatroaugusteo.it

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