Parassiti fotonici - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 03 Febbraio 2016 

La nuovissima commedia di Philip Ridley (la prima è andata in scena a Londra nel marzo 2015), ci mostra, in chiave allegorica e provocatoria, fino a che punto potrebbe spingersi una giovane coppia, in attesa di un figlio, per riuscire a garantirsi la casa dei sogni. “Parassiti Fotonici” è in scena al Teatro Filodrammatici di Milano fino al 7 febbraio, con la traduzione e regia di Bruno Fornasari; protagonisti in scena Tommaso Amadio, Federica Castellini ed Elisabetta Torlasco.

 

Produzione Teatro Filodrammatici presenta
PARASSITI FOTONICI
di Philip Ridley
traduzione Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Federica Castellini, Elisabetta Torlasco
scene Aurelio Colombo
costumi Erika Carretta
musiche originali Massimiliano Setti
tecnica Andrea Diana, Enrico Fiorentino, Fabrizio Frisan
assistenti alla regia Marco Rizzo, Chiara Serangeli
assistente scene e costumi Irene Consonni
regia Bruno Fornasari

 

Una luce elettrica che si dissipa in milioni di stelle artificiali, sul soffitto, in terra, forse anche sul mio volto. Lampadari, frigoriferi, prospetti, piantine, in gessetto bianco su pannelli blu scuro.

Un anonimo lui da occhiali sul naso, capello nero ben pettinato, vesti scialbe, colori stonati. Ha proprio l'aria sospetta di una brava persona che avrà forse letto qualche libro in più del normale.

Un fiore troppo grande incastrato tra capelli troppo secchi e rovinati dall'aria rarefatta del quartiere tossico. Vestito sciatto, calze sciatte, scarpe sciatte, posa sciatta, proprio l'aria di una donna incinta che s'addormenta ogni sera non contando le innumerevoli sfortune che la affliggono, ma le pagine del catalogo di Selfridges, sognandosi in abiti lunghi in cucine scintillanti e di freddo marmo borghese.

Un anonimo lui. Una donna incinta lei. Una coppia sposata. Un figlio in attesa di invadere gli scontrini. Una casa che va a pezzi, i portafogli che a momenti levitano per disperata leggerezza, i russi drogati del piano di sopra morti suicidi, il quartiere che puzza di alcol, polvere da sparo e galera. Per il bambino, per il piccolo Benjamin che spinge da lì dentro da questo posto si deve evacuare e subito. Insomma, per chiarirci meglio ''Dio è ovunque, ma ci sono posti che non frequenta tanto spesso'', indi per cui ci si deve trasferire almeno nei pressi della casa al mare del suddetto Divino.

Pare che ''miracolo'' sia '' fatto meraviglioso dovuto ad un intervento soprannaturale'' e pare che talvolta tale intervento si incarni in un’ agente immobiliare detta Sig.na Dee dalle doti persuasive particolarmente efficaci. Un caschetto netto e serioso, di chi non ammette né i no né le mezze misure, un tailleur blu, gonna e giacca, tacchi bassi ma rumorosi, occhi piccoli e maliziosi, di una gatta dalla pelle ingrigita, dai denti gialli di cinquant'anni di sigarette, ma abile predatrice. Le unghie di rosso dipinte dovrebbero allarmare chiunque, l'innocente più pulito e il più sporco virile diavolo.
Invia una lettera la Sig.na Dee ai poveri disperati di poco fa, sì, l'anonimo occhialuto e la donna incinta catalogo-tossicodipendente. Una lettera accattivante, tentatrice, ''la casa dei sogni'' in regalo, gratis, free, gratuit, libre, basta una penna d'inchiostro nero, due mani, due firme.

E qualche compromesso.

Nel viaggio la marmitta borbotta, ma gli sposini, a proposito Ollie e Jill si fanno chiamare, non le badano molto, nonostante quel su e giù incessante dell'auto prenuragica, lei riesce a leggere la mappa, al 3, sono solo cinque case Ollie, il 3 sarà nel mezzo, fermati!
Scesi, intimoriti, proprio il luogo giusto per chi pensa che 'l'inferno siano gli altri' perché non si muove una foglia, un'aria sospetta. Lo stesso timore misto ad adrenalina dei ragazzi che di notte scovano l'abbandonato. Stessa aria tesa. La curiosità non sta nella pelle di Jill.
Corre, si innamora, la casa è immensa, lascia correre l'immaginazione, lascia che i suoi cataloghi prendano carne nei suoi occhi sognati, lascia danzare l'anima nella speranza di un cambiamento, lascia che si libri sulle strane coincidenze dei miracoli, eh.. e poi arriva Ollie. Mette su gli occhiali da esperto: non c'è acqua calda, neanche un prototipo di letto, il circuito elettrico che pare dopo mille tentativi sia riuscito a suicidarsi, le colonie di muffe e come se non bastasse attorno a questa che, per non essere troppo malvagi, c'è la possibilità che un tempo sia stata un casa, ci sono i fuochi accesi dei barboni, un tappetto di cartoni lerci, la indistinguibile puzza di rifiuto umano, di parassita umano che si lascia decomporre nel deserto che circonda la civiltà.

Appare lei, la gatta dagli occhi maliziosi, la Sig.na Dee che si caratterizza di una sospetta onniscienza. Lei che nei labirinti di parole, nei passati lontani e dolorosi, nelle lusinghe, in una spietata retorica intrappola i poveri disperati sposini.
Jill firma.
Ollie violenta più e più volte il clacson.
Jill invoca la speranza.
Ollie impugna l'arma di inchiostro, le donne incinte vincono sempre.
E' fatta. Benvenuti all'inferno.

E' notte, abbiamo montato le tende sulle finestre, i barboni non ci possono vedere. Un rumore.
Hai chiuso la porta sul retro? No, pensavo ci avessi pensato tu.
Cazzo!
Sarà una volpe.. ma le volpi non aprono e chiudono sportelli.
Ollie fa qualcosa!
Si arma, scende per le scale.. un coltello puntato, un colpo, poi un altro, una spinta, un attaccapanni, la penombra, Jill che scende le scale e un barbone morto con gli occhi aperti che fissa Ollie.
Panico, panico, panico, è stato un incidente!
E prima ancora che il panico possa dilaniarsi nella camera buia, ancor prima che gli sposini si debbano preoccupare per un piano B, prima ancora che Ollie si guardi le mani sporche... Accade.
Quel puzzolente cadavere, parassita dei nostri corpi da lavoratori in una luce accecante, in milioni di fotoni muta il suo lercio corpo, un bagliore da stella cometa che chiude gli occhi agli sbalorditi sposi. E non appena i fotoni si affievoliscono, gli occhi si aprono, una veloce messa a fuoco e voilà un frigorifero pieno che si rigenera, una cucina in marmo, l'acqua calda in cucina.. ma è proprio la cucina di cui ci eravamo innamorati!

Sapete la droga pesante non è solo quella sintetica.
Droga è il marmo di Carrara, il giardino marocchino, la poltrona d'epoca, le maniglie, le porte, le scodelle, la culla, la carta igienica di design contemporaneo. Consumo è droga. E per la droga si uccide, ci si finge d'esser preti o perché no suore, si accartoccia la coscienza per il miglior arredamento del vicinato, per la sauna giù per scale, per la Lamborghini da 0 a 100 in 3 secondi.
Il cadavere di un parassita per una stanza nuova di zecca.
Una vita umana per il gusto di toccare lisce maniglie. Il bambino dovrà toccare solo lisce maniglie.

Ma, tornando agli albori, perché questo regalo, perché ''la casa dei sogni'' gratis, free, gratuit, libre? Chi ci mangia anche le sante ossa da questo cadeau che solo morti comporta?
In strada si dice che è roba del governo.
Non è forse vero che il pieno degli intestini è direttamente proporzionale allo straripare dei cassonetti? Non è forse vero che i cassonetti sono le scatole dei nostri sensi di colpa? Non è forse vero che abbiamo costruito cassonetti con i coperchi per non sentire l'odore della coscienza smarrita nella tentatrice rete del consumismo?

Si siederanno, Tommaso Amadio e Federica Castellini, Ollie e Jill, al battito forte dei vostri cuori da spettatori divertiti e un po’ denudati e vi chiederanno se il perdono è diventato convenienza.
E in un'ultima analisi, quando vi sentirete buoni, gli ''io non avrei mai ucciso per un tappeto siberiano'', Elisabetta Torlasco, la gatta, la Sig.na Dee alla luce d'un faro bianco, farà scivolare nelle vostre tasche il massacrante dubbio della vostra innocenza.


Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo / martedì 21.00 / mercoledì 19.30 / giovedì 21.00
venerdì 19.30 / sabato 21.00 / domenica 16.00
Biglietti: intero: 20 euro / ridotto convenzionati 16 euro / ridotto under 25 13 euro
ridotto over 65 10 euro
Durata: 90 minuti

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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