Parassiti fotonici - Teatro dei Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Domenica, 19 Novembre 2017 

Fino al 19 novembre al Teatro Filodrammatici va in scena una nuova commedia del duo Fornasari-Amadio: si tratta di “Parassiti fotonici”, intelligente testo dell'inglese Philip Ridley valorizzato da una regia magistrale e da un'interpretazione dei due protagonisti davvero brillante, che tra una risata e l'altra stimola amare e implacabili riflessioni sul nostro presente.

 

PARASSITI FOTONICI
di Philip Ridley
traduzione e regia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Federica Castellini, Elisabetta Torlasco
scene Aurelio Colombo
costumi Erika Carretta
musiche originali Massimiliano Setti
direzione tecnica Silvia Laureti
assistenti alla regia Marco Rizzo, Chiara Serangeli
assistente per il riallestimento Valentina Sichetti
assistente scene e costumi Irene Consonni
produzione Teatro Filodrammatici di Milano
con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto NEXT 2015


Immaginatevi che arrivi da voi un impiegato del Comune in cui vivete e vi dica che vi regalano la casa dei vostri sogni e solo le spese di ristrutturazione sono a vostro carico: non accettereste? E' quello che succede a Ollie e Jill, neo-sposi che un giorno vengono avvicinati dalla Signorina Dee, misteriosa emissaria del Comune di residenza che offre ai giovani innamorati una casa grande e potenzialmente bellissima se loro sapranno farsi carico dei lavori di ristrutturazione. Dove si nasconde la fregatura? Nel fatto che il quartiere, abbandonato da anni, è ormai alla mercé del degrado e pullula di barboni: l'obiettivo del Comune è proprio quello di portare avanti un progetto di risanamento edile facendo crescere i prezzi delle case grazie ad una prima casa che faccia da traino: quella di Ollie e Jill, appunto.

La commedia scritta da Philip Ridley ha debuttato a Londra nel marzo 2015 e il pregevole duo Fornasari-Amadio non si è fatto sfuggire una nuova occasione per dare lustro alla drammaturgia contemporanea (rivolgendosi, come accade sempre più frequentemente, a quella inglese) portando in scena un testo brillante, intelligente e ben strutturato per raccontare la precarietà delle coppie di oggi e la facilità con cui si rischia di scendere a compromessi pur di costruire la vita dei propri sogni. Sì, ma a che prezzo? Perché, se lo spunto da cui parte Ridley è reale (il risanamento edilizio che il comune di Liverpool ha condotto nei primi anni 2000 dopo l'abbandono di oltre 380.000 abitanti dal 1931 al 2002), gli sviluppi sono totalmente irreali e squisitamente allegorici: Ollie e Jill uccidono per sbaglio un barbone che si è intrufolato nella loro cucina durante la prima notte di permanenza; la sua anima luminosa trapassa e il corpo del barbone improvvisamente sparisce, lasciando posto ad una bellissima cucina di design, proprio quella che i due sposini desideravano. Lasciamo immaginare al futuro spettatore come potrà svilupparsi una premessa del genere.

La coppia di giovani sposini è interpretata da un duo davvero eccelso: Tommaso Amadio e Federica Castellini sono perfetti nel modulare le contraddizioni di una coppia che, pur provenendo da una ferrea educazione catto-borghese, si fa finti e fugaci scrupoli nel raggiungere i propri desideri materialistici e consumistici, giustificando qualsiasi azione bieca con il mantra frequente del "lo abbiamo fatto per nostro figlio". Ma il vero talento di questo duo davvero fortissimo emerge soprattutto quando si trovano ad interpretare una cosa come 5 coppie diversissime tra loro, invitate dai due sposini al primo compleanno del pargoletto: il talento col quale riescono a caratterizzare i singoli personaggi, la velocità con cui cambiano maschera, postura e voce, la modalità con la quale fanno interagire tutti questi personaggi tra loro senza mai un calo di tensione, è davvero da manuale di teatro. Ad accompagnarli in alcuni momenti dello spettacolo, l'altrettanto bravissima Elisabetta Torlasco, presente in pochi momenti ma attraverso personaggi fondamentali per lo sviluppo della trama e addirittura catartici.

A enfatizzare la loro bravura e la bellezza di questo testo, la scelta da parte di Bruno Fornasari di una regia semplice, con una scenografia descrittiva ma al tempo stesso evocativa, contrasto che viene rimarcato anche dal realismo conferito dalla totale assenza della musica come riempitivo o con funzione diegetica (viene utilizzata solo in pochi essenziali momenti quando effettivamente i protagonisti vogliono ascoltare musica) e dal surrealismo dato dall'assenza di oggetti di scena, cosa che rende "fintissime" alcune azioni degli attori, quasi come fossero due bambini che giocano al più classico dei passatempi infantili "facciamo che io ero...".


Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550; mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21, mercoledì e venerdì ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 22 euro, ridotto convenzionati 18 euro, ridotto under 30 16 euro, ridotto over 65 e under 18 11 euro, online con prezzo dinamico da 10 euro

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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