Palloncini - Spazio Tertulliano (Milano)

Scritto da  Martedì, 31 Marzo 2015 

Dal 25 al 29 marzo. Sceneggiatore del film "Tra cinque minuti in scena" premiato dal pubblico e dalla critica come Miglior Film Indipendente, Gabriele Scotti presenta il suo nuovo spettacolo: un ritratto tragicomico per riflette sulle diversità. Per una madre alle prese con i preparativi della festa di compleanno del figlio, una banale domanda sul colore dei palloncini si trasforma nella porta d’accesso a un flusso ininterrotto di pensieri e paure sull’identità di genere. Tra riflussi gastrici e ricerche su Google emergono veri e falsi problemi, ipocrisie e sinceri timori. Dedicato a chi pensa che di diversità se ne parli fin troppo.

 

PALLONCINI - Poteva essere scemo
uno spettacolo Rosso Theatre
scritto e diretto da Gabriele Scotti
con Gianna Coletti e Laura Pozone
prodotto da Rosso Film di Marco Malfi Chindemi
con il sostegno di Casa delle Arti - Spazio Alda Merini

 

La prova del palloncino ha terrorizzato generazioni di automuniti. Ma cosa volete che sia in confronto alla prova dei palloncini rosa che una madre, tra capo e collo, si ritrova suo malgrado a dover fronteggiare. Al di là di ogni ipocrisia e di ogni generosa concessione al politically correct, la verità è che anche il più progressista tra i genitori non può che provare un minimo di disorientamento quando il maschietto, a sette anni, fa giochi da femminucce e predilige il rosa, che come colore è la quintessenza del femminino. Poi ci si può anche consolare ascoltando una compilation di Elton John o di Mika, e sussurrare tra sé e sé “eh, il mio giovanotto sì che diventerà un mito come loro”, però resta il fatto che per una mamma, così come per un babbo, prendere coscienza che la propria creatura non risponde ai canoni sessuali più frequenti non è, direbbe Mao, un pranzo di gala. È una sfida, che un genitore intelligente affronta con intelligenza. Viceversa Germana, la protagonista dello spettacolo andato in scena al Tertulliano, non spicca per doti intellettuali. Di grigio ha solo la vita piatta che le scorre davanti giorno dopo giorno, mentre il suo nevrasse non ospita materia grigia. Forse non lo possiede nemmeno il nevrasse, ma andrebbe prima smantellata per scoprirlo.

Non che Mirella, la madre del compagnetto di suo figlio nonché coprotagonista dello spettacolo, sia un Nobel. Però insomma, almeno possiede una leggerezza di spirito che le consente di stare al mondo senza l'urgenza di autoflagellarsi di continuo. Leggerezza molto poco calviniana, intendiamoci, ma quel che basta per campare in maniera tranquilla.

Palloncini è stato un successo di pubblico, e quando uno spettacolo ha successo è doveroso che sia gli allestitori sia gli articolisti si pongano delle domande. Il tema - ovvero la gayezza - di suo incuriosisce. Quando poi la gayezza di cui sopra viene estesa, con un'operazione teatrale forse più incosciente che spregiudicata, a un nanerottolo di sette anni, allora scatta il passaparola tra la gente.

Ma non è solo la trama ad avere intrigato. Il tamtam - anzi, definiamolo ancora passaparola, così citiamo un bel programma televisivo di un omonimo del regista - è partito anche perché le attrici sono due signore attrici, e perché il testo è davvero brioso, con qualche idea innovativa.

Capitolo attrici. Gianna Coletti e Laura Pozone sono Bibì e Bibò (almeno per chi ricorda la gloriosa stagione del “Corriere dei piccoli”). C'è un luogo comune, abbastanza veritiero, secondo il quale due primedonne rischiano di farsi le scarpe a vicenda. Invece stavolta ottimo feeling, almeno all' apparenza. Gianna e Laura coltivano l'ironia e l'autoiroinia come stile di vita prima ancora che per esigenze di copione. La prima, nei panni di Germana, si ritrova a dover gestire una situazione abbastanza similare a quella raccontata in Indovina chi viene a cena: lì erano questioni razziali, qui di gender, ma l'imbarazzo sempre quello è. E la Coletti, lo diciamo sul serio, presenta notevoli affinità con la verve brillante e il carattere libero e indipendente di Katharine Hepburn.

In passato il sottoscritto definì Pozone la nuova Bice Valori. Definizione imprecisa, perché in realtà questa ragazza è un mix di attrici comiche del passato e del presente. Le “voci di dentro” di Laura sono tante, e non tutte femminili: Anna Marchesini, Franca Valeri, Gigi Proietti, Isabella Biagini, Oreste Lionello, Rodolfo Laganà. “Questi fantasmi” la accompagnano ogni giorno, e ogni giorno è un nuovo esame perché “gli esami non finiscono mai”.

Tra le parti più carine, Gianna e Laura che danno voce ai commenti di Yahoo Answer sul tema “ho un figlio gay”. Questa è una trovata veramente originale, e stupisce molto scoprire che nel dietro le quinte ci sia stata qualche resistenza a volerla interpretare. Sul finale, quando la patina di finta cordialità tra le due madri si converte in volo di stracci, la mamma del “gayo” che usa la torta come arma contundente fa venire in mente, nientepopodimeno che (si scrive così questo avverbio? Ho cercato su Yahoo Answer ma non ho trovato una risposta univoca), Adenoid Hynkel che lancia un vassoio di spaghetti a Bonito Napoloni nel Grande dittatore. In pratica, la Coletti fa pensare a Charlie Chaplin. Può bastare Gianna, che dici?

La “Gaya scienza” di Gabriele Scotti è una piacevole, divertente lezione di etica del quotidiano. Keep calm and stay gay: questo è il suggerimento, rivolto anche agli etero, di Gabriele. C'è chi, savio, lo seguirà e chi invece, fesso, non gli darà retta. Del resto la madre dei cretini è sempre incinta, e purtroppo il buon senso di Scotti, da solo, non può dare una bella sterzata al mondo.

Post Scriptum 1: Armani nel testo viene citato come gay ma va detto, per dovere di cronaca, che per il momento la questione non è definitivamente chiarita.
Post scriptum 2: la citazione della lettera di Totò e Peppino era sul copione o è stata una brillante improvvisazione di Laura?

 

Spazio Tertulliano - via Tertulliano 70, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21.00, domenica ore 16.30
Biglietti: 16 € intero / 10 € over 60, under 26 e convenzioni

Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Ufficio stampa Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

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