Otello - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Andrea Cova Mercoledì, 05 Novembre 2008 

Dal 28 ottobre al 16 novembre. La tragedia d’amore e morte del grande drammaturgo inglese torna a calcare il palcoscenico del Teatro Quirino di Roma in una rilettura moderna, appassionante e di grande suggestione che, abbandonati gli orpelli di una pedante ricostruzione scenica, focalizza l’attenzione dello spettatore sul groviglio inestricabile di passioni e tormenti interiori che coinvolgeranno i protagonisti in una spirale distruttiva senza via di uscita.

 

Sebastiano Lo Monaco in

Otello

di William Shakespeare traduzione Masolino D’Amico

Teatro Quirino, Roma - Dal 28 ottobre al 16 novembre.

con Maria Rosaria Carli, Giacinto Palmarini, Alkis Zanis

e con Federica Di Martino e Massimo Leggio, Mirko Rizzotto, Amedeo D’Amico, Mimmo Padrone, Giorgio Gallo, Massimiliano Sozzi, Matteo Micheli, Benedetta Borciani

scene Piero Guicciardini costumi Maurizio Millenotti luci Luigi Ascione

regia Roberto Guicciardini

 

Confrontarsi con un testo teatrale del repertorio tradizionale shakespeariano è sempre un’impresa da affrontare con la dovuta accortezza, specialmente se ci si prefigge l’obiettivo di proporne al pubblico una rilettura moderna, dal taglio asciutto ed apprezzabile da un pubblico vasto ed eterogeneo. Nel caso dello spettacolo attualmente in scena al Teatro Quirino di Roma, per la regia di Roberto Guicciardini, questo ambizioso obiettivo si può dire pienamente centrato.

La vicenda narrata dall’”Otello” del bardo inglese è indubbiamente una delle più note tragedie del patrimonio drammaturgico mondiale, anche grazie alle numerosissime trasposizioni cinematografiche che ne sono state realizzate nel corso degli anni: il moro Otello, valoroso condottiero ai servigi della Repubblica di Venezia ed artefice della vittoriosa difesa dell’isola di Cipro dall’assalto dei Turchi, sposa segretamente la bellissima fanciulla veneziana Desdemona. Il loro travolgente amore non avrà però sin da subito vita facile: il sordido alfiere Iago, logorato dal risentimento verso Otello e dall’invidia nei confronti del fascinoso Cassio, a cui il moro ha assegnato, anziché a lui, il prestigioso ruolo di luogotenente dell’esercito, comincia ad insinuare nell’animo impetuoso del moro il sospetto del tradimento. Tradimento che Desdemona avrebbe perpetrato ai suoi danni proprio con il giovane e seducente Cassio. A partire da questo atroce inganno si dipana la sequenza inarrestabile di nefasti accadimenti che condurrà alla rovina di tutti i protagonisti, senza possibilità di salvezza o espiazione.

La rilettura del testo shakespeariano proposta in questa rappresentazione mostra un primo elemento di rottura dei canoni classici nella decisione registica di abbandonare ogni pedante ricostruzione scenica: il regista ha piuttosto deciso di affidarsi ad una scenotecnica esclusivamente pittorica e di far muovere i personaggi su un palcoscenico volutamente piuttosto spoglio con sullo sfondo dei giganteschi velari su cui vengono proiettate immagini rievocative della fastosa ricchezza della Venezia dell’epoca. Il taglio narrativo conferito alle vicende è piuttosto asciutto e “cinematografico”: snellita la tessitura della tragedia in modo tale da renderla maggiormente fruibile, viene posto assolutamente in risalto il nucleo di passioni primigenie devastanti che conducono al drammatico epilogo.

Veramente coinvolgenti e appassionate le interpretazioni fornite dall’intera compagnia di attori: protagonista indiscusso, nel ruolo del Moro di Venezia, è l’ottimo Sebastiano Lo Monaco, illustre attore, capocomico e produttore, celebre per le sue magistrali interpretazioni di numerosi testi classici del repertorio pirandelliano e shakespeariano, oltre che per la sua partecipazione a numerosi film e serie televisive di successo: il suo è un Otello tormentato, corroso dalla gelosia e dal dolore, che raramente cede alla lusinghiera sirena di una recitazione gridata dal facile impatto emotivo, per concentrarsi piuttosto in maniera introspettiva ed intima sulle passioni che dilaniano il suo animo di uomo innamorato. Veramente intensa e viscerale anche la prova attoriale dell’infido Iago di Giacinto Palmarini che, dopo la magistrale interpretazione del traditore Edmund nella rappresentazione teatrale del Re Lear della scorsa estate al fianco di Ugo Pagliai al Globe Theatre di Roma, conferma ancora una volta il suo grande talento recitativo e la capacità di conferire a questi perfidi antagonisti una forza spietata, in grado di prevaricare ogni regola morale e sociale. Da segnalare anche le interpretazioni di una eterea, delicata e devota Desdemona che, come gesto supremo di amore per il proprio uomo, sembra quasi acconsentire a sacrificare a lui persino la propria vita, offerta dalla giovane e talentuosa Federica Di Martino, e quella, più sanguigna ed impetuosa di Maria Rosaria Carli nel ruolo della sua ancella Emilia.

Veramente uno spettacolo registicamente ben costruito, ottimamente interpretato e in grado di rapire completamente lo spettatore con quasi tre ore di emozioni a profusione. Assolutamente da non perdere.

 

 

TEATRO QUIRINO

Roma – via delle Vergini, 7

Dal 28 ottobre al 16 novembre 2008

 

Orario spettacoli:
- martedì, , giovedì, venerdì e sabato: ore 20:45
- repliche pomeridiane ore 16:45: mercoledì 29/10, domenica 02/11, giovedì 06/11, domenica 09/11, giovedì 13/11 e domenica 16/11
- repliche ore 19:00: mercoledì 05/11 e mercoledì 12/11
- lunedì riposo.

Prezzo biglietti:
- platea: intero 30,00 €, ridotto (over 65 e under 26, riduzioni non valide nei giorni festivi e prefestivi) 26,00 €
- I balconata: intero 25,50 €, ridotto 23,00 €
- II balconata: intero 22,00 €, ridotto 19,00 €
- galleria: intero 16,00 €, ridotto 14,00 €
- posti scarsa visibilità (in vendita a teatro esaurito): 5,00 €
- spostamento abbonati: 3,00 €.
Biglietteria: la biglietteria è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19 (lunedì riposo)

telefono 06 6794585, 800 013616

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: where2goproduction

Sul Web: www.teatroquirino.itwww.enteteatrale.it

 

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