Ossesso - Teatro Trastevere (Roma)

Scritto da  Sabato, 22 Dicembre 2018 

Protagonista per due serate al Teatro Trastevere lo spettacolo vincitore del concorso teatrale #inplatea, votato da pubblico e critica: “Ossesso”. L'inizio e la fine di una storia d'amore sono raccontati attraverso le stesse battute che si ripetono a ritroso, in un originale gioco teatrale ben interpretato da Margherita Carducci e Lorenzo Scalzo. Buoni spunti, buon margine di miglioramento.

 

OSSESSO
di Federico Maria Giansanti
regia Federico Maria Giansanti
con Margherita Carducci e Lorenzo Scalzo
assistente alla regia Anna Claudia Pierluca
tecnico audio e luci Sirio Lupaioli

 

Palindromo è una sequenza di lettere che anche letta al contrario forma una parola di senso compiuto. Palindromo è anche "Ossesso", non solo nel titolo ma soprattutto nella concezione del suo autore e regista Federico Maria Giansanti. Vincitore del Concorso teatrale #inplatea 2018, organizzato dalla rivista La Platea in collaborazione con l'Associazione Culturale Teatro Trastevere e volto alla valorizzazione di artisti under 40, lo spettacolo si è guadagnato il palco del Teatro Trastevere con il 64% delle votazioni sul web per poi confermarsi vincitore grazie all'apprezzamento di pubblico e critica durante le due serate di rappresentazione il 4 e 5 dicembre scorsi.

Ossesso” è la storia d'amore di una giovane coppia, raccontata dalla sua fase iniziale a quella finale, dal momento in cui i due ragazzi iniziano la loro convivenza - li troviamo ad apertura di sipario intenti a imbiancare le pareti del loro nuovo nido d'amore - a quello in cui lasciano la casa e si separano. Una storia come tante e quasi scontata nella sua semplicità, in cui l'attrazione, la curiosità verso l'altro, i rapporti appassionati e le piccole attenzioni vanno pian piano affievolendosi, spente dalla noia, dalla quotidianità e dalle diversità che emergono, finché un episodio estemporaneo non arriva a segnarne la fine. Niente di nuovo, eppure una storia reale. Lui che lavora dalla mattina alla sera e torna a casa stanco; lei che studia e passa le giornate in casa cercando la concentrazione sui libri ma delusa e distratta dalla noia e dalla solitudine. Per raccontarli il regista sceglie un taglio quasi televisivo e struttura il racconto in un susseguirsi di frame, brevi flash nella vita della coppia, a volte addirittura senza parole, che vogliono mostrarci il loro quotidiano, l'ossessiva ripetizione delle stesse dinamiche, le stesse azioni, le stesse battute, “sono stanca”, “devo andare al lavoro”. Mentre un calendario al centro della scena scandisce lo spettacolo e la storia d'amore, il rapporto degenera, mese dopo mese, fino a sgretolarsi. La scenografia è essenziale: un divano, un tavolino basso, una poltroncina e qualche sporadico oggetto sono i pochi elementi-base, economici e colorati come potrebbero essere quelli scelti da una coppia giovane alla sua prima convivenza.

“Siamo insicuri, belli, fragili” si dicono i due protagonisti ad un certo punto. Belli ma non insicuri sono invece i due attori in scena, entrambi giovanissimi, Lorenzo Scalzo e Margherita Carducci. Con interpretazioni estremamente naturali e buona sintonia, sanno muoversi agilmente in uno spettacolo che presenta pochissime battute e che molto è centrato sul rapporto fisico, le espressioni, i silenzi e quella complicità che poi diventa distanza.

Interessante è il gioco drammaturgico che muove l'intero spettacolo e che, svelandosi nella seconda parte, ne rappresenta la particolarità: la storia è infatti raccontata utilizzando le stesse battute. Come un nastro che si riavvolge, dal momento di rottura della coppia il testo torna indietro e i due attori ripartono dall'ultima battuta pronunciata per ripercorrere al contrario l'intero copione fino a tornare a quella iniziale. Ora, cambiando il contesto e lo stato d'animo e grazie alle intenzioni e ai toni nuovi usati dai due attori, ogni parola assume un peso e un significato opposto. L'originale esperimento di Giansanti dimostra come le stesse battute, neutre sulla carta, possano essere adattate e valide sia per un amore felice che per la rottura di un rapporto e svela allo stesso tempo i mondi che possono esserci dietro ogni movimento e battuta.

L'idea di base è singolare ed interessante ma presenta ancora qualche incertezza sotto l'aspetto registico. Per ben funzionare, il racconto a scene necessiterebbe di essere scandito con decisione, con stacchi più secchi e un ritmo più intenso, pena il rischio di dilungarsi inutilmente rallentando i tempi, soprattutto nella prima parte. Anche il gioco bifronte della doppia lettura, di per sé intrigante, stupirebbe e sarebbe decisamente più incisivo (seppur richiedendo un lavoro sul testo molto più complesso e difficoltoso) aumentando il grado di difficoltà e se le battute fossero numericamente di più. Ciò che Scalzo e Carducci si dicono nel corso dello spettacolo è invece pochissimo, gli scambi di battute sono fatti di rare parole, spesso di monosillabi o brevi frasi e si alternano a momenti di silenzio assoluto in cui sentimenti come il nervosismo, la gelosia, la rassegnazione o il desiderio sono espressi solo attraverso i corpi e i gesti.

Gioco di parole e teatro interessante, questa prima versione di "Ossesso" può contare su uno spunto insolito, due attori in parte e ampi margini di miglioramento.

 

Teatro Trastevere - Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5814004 – 328/3546847, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì 4 e mercoledì 5 dicembre ore 21
Biglietti: 12 euro (tessera associativa 2€)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Vania Lai, Ufficio stampa Teatro Trastevere
Sul web: www.teatrotrastevere.it

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