Orizzonti - Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative #14, Chiusi

Scritto da  Lunedì, 18 Agosto 2014 

Si è da poco concluso a Chiusi (Si), "Orizzonti, Tra Mito e Favola, Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative (1 - 10 agosto 2014). Giunto alla sua XII edizione, contribuisce ormai a creare l’identità culturale di questa splendida cittadina toscana di circa otto mila abitanti, già conosciuta nell’antichità, come una delle più antiche ed importanti città etrusche.

 

Per la sua posizione geografica infatti, era punto di collegamento tra Roma e l’Etruria e nodo fondamentale nella strada commerciale che, dall’Etruria dell’entroterra, portava al mare, attraverso i paesaggi fantastici della Val d’Orcia. Gli spettatori accorsi per gli innumerevoli spettacoli in parte prodotti o coprodotti dalla Fondazione, in otto diversi ambiti performativi, hanno anche potuto visitare questi paesaggi, classificati “patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco, “dove il vento è il respiro misterioso del pianeta e il silenzio "non silenzioso", in quanto voce e linguaggio della natura, dell'universo” come scriveva Mario Luzi.

Il Festival è stato possibile grazie al Sindaco, Stefano Scaramelli; al Direttore artistico, Andrea Cigni; a tutti gli artisti, tecnici, sarte, stagisti, staff; e alla professionalità e generosità di alcune imprese sponsor, che hanno fatto sistema per la sua realizzazione, dando vita ad un motore di cultura e benessere per la crescita dell’intera comunità.

L’intera città di Chiusi, compreso il suo lago, la città sotterranea, i suoi musei, hanno offerto nuovi spazi performativi per le diverse rappresentazioni.

Nel Chiostro di S Francesco “I Sacchi di Sabbia”, in coproduzione con Festival Orizzonti, hanno presentato “Piccoli suicidi in ottava rima” e “Marmocchio, una specie di Pinocchio di marmo”; Fortebraccio Teatro vi ha portato “I Giganti della Montagna”, ultimo capolavoro rimasto incompiuto di Pirandello, che Roberto Latini, curandone la regia, avvolge col fascino del non finito; la piazza del Duomo ha fatto da sfondo alle rappresentazioni di “Teatri di Vita” con “Jackie e le altre” e della Compagnia Festival Orizzonti con “Grimm’s Anatomy”; in piazza Vittorio Veneto, Mariana Allegri ha portato “Il gatto con gli stivali” e “Don Chisciotte”, spettacoli per ragazzi e adulti; il Museo Civico ha ospitato “Visitazioni” di Paolo Panaro; sul palco del Teatro Mascagni, invece, è arrivata Chiara Guidi con “Macbeth su Macbeth”, una coproduzione di Societas Raffaello Sanzio e Festival Orizzonti.

Al suono dei rintocchi delle campane, nella piazza del Duomo, si sono svolti svariati incontri con attori importanti della scena culturale italiana: Philippe Daverio, Pino Strabioli, Alessandro Fullin, Marco Voleri e Ascanio Celestini.

E poi danza, con la Compagnia Virgilio Sieni, la Compagnia Simona Bucci ed il progetto Dedalo.

Non poteva essere assente la musica con i concerti al Chiostro con Maurizio Baglini al pianoforte e Silvia Chiesa al violoncello, nella cattedrale, o in piazza. E poi la lirica che torna a Chiusi con un dittico “Pierrot Lunare” di Schoenberg e “Gianni Schicchi” di Puccini, diretto da Sergio Alapont e la partecipazione dell’orchestra da Camera del Maggio Musicale Fiorentino che ha accompagnato musicalmente anche Ascanio Celestini nella lettura di “Pierino e il lupo”.

Pezzi di storia e di contemporaneità si sono ritrovati nelle mostre: “Mito e favola, I costumi della sartoria Farani” con abiti ideati “nei favolosi anni ‘60” per il teatro, il cinema (Zeffirelli, Pasolini) e la televisione (Canzonissima); “Miti Fragili” di Emiliano Cavalli, i cui volti dipinti nascondono, dietro la loro vivacità policroma, dolore e disagio; “La sposa di carta” di Davide Francesca, progetto che nasce insieme ad artisti della fotografia e del video. Omaggi a Pina Baush, Federico Fellini e Tony Servillo, nei documentari proiettati nella tensostruttura.

E infine, per gli amanti del teatro, anche amatori, si sono svolti dei laboratori curati da professionisti: Chiara Guidi, ha messo al centro la voce, come primo strumento per crearsi una realtà; Francesco Niccolini, il dialogo teatrale; Paolo Panaro, la narrazione scenica.


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Marcella Santomassimo, Ufficio stampa del Festival Orizzonti d'Arte
Sul web: www.fondazioneorizzonti.it

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