Operetta Burlesca - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 19 Novembre 2014 

Dal 18 al 30 novembre. Il nuovo spettacolo di Emma Dante, “Operetta Burlesca”, debutta al Teatro Eliseo all'interno del programma del Romaeuropa Festival. E’ la storia di Pietro, nato in una provincia del Sud Italia, in un corpo sbagliato che rigetta. Femmina in un corpo maschile, fragile ed appassionato, troverà l’amore, ma lo perderà, sconfitto dalle convenzioni sociali che ha dovuto affrontare e che continuerà ad affrontare per tutta la vita. “Ho scritto questa storia perché spero che sulle unioni omosessuali l’Italia colmi il ritardo con l’Europa. Perché detesto la repressione del vero desiderio, del talento. Ho scritto questa storia perché ho conosciuto tanti Pietro. Ma non li ho visti ballare. Li ho sentiti monchi, stretti dalla morsa delle loro camerette condominiali. Io vorrei vederli ballare, vorrei più spazio per loro.”

 

Romaeuropa Festival presenta
OPERETTA BURLESCA
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola
luci Cristian Zucaro
coreografie Davide Celona
produzione Sud Costa Occidentale
distribuzione Amuni / Fanny Bouquerel / Alessandra Simeoni

 

L’Eliseo è gremito questa sera per accogliere il nuovo spettacolo di Emma Dante: c’è frenesia, attesa, e si sente palpabile nell’aria. Mentre cerco il mio posto e mi faccio spazio tra le persone che chiacchierano in platea, do un rapido sguardo alla scena: il sipario è aperto e sul palco si intravedono già gli elementi che faranno da filo conduttore alla rappresentazione. Sul fondo nero della scena, bambole gonfiabili appese per le braccia, simili ad impiccati in un’esecuzione di piazza, vestite di abiti succinti ed eccessivi, ricche di pailette, collane e piume di boa rosa, sono feticci di una femminilità mercificata. Sul proscenio, una fila di scarpe altrettanto appariscenti, con tacchi vertiginosi e brillantinate, si alternano a parrucche da donna. Sono già a nostra disposizione tutti gli elementi della trasformazione.

Le luci si accendono e l’operetta comincia: sulle note assordanti e festose de ‘Il terzo fuochista” di Tosca (che assiste attenta allo spettacolo), veniamo travolti dalle movenze sensuali ma mai volgari di Viola Carinci - alter-ego femminile del protagonista, Pietro -, dalle risate del ‘mangiafuoco’ Francesco Guida - a cui basterà sventolare un ventaglio per incarnarsi nella madre di Pietro o slacciare la camicia mostrando il ventre irsuto ed abbondante per diventare il padre -, dalla danza di Roberto Galbo - che presterà il proprio corpo per impersonare l’amante ingannatore di Pietro -; Pietro - magistralmente interpretato da Carmine Maringola - sorride, centrale, e partecipa a questa sorta di festa con un’espressione divertita ed allo stesso tempo genuinamente ingenua.

Finita la musica, percorriamo su tacchi rossi vertiginosi la storia di Pietro: attraverso i suoi occhi percepiamo la scomodità, il dolore, la frustrazione del non sentirsi capiti ed accettati nel proprio nucleo familiare, dove proprio le persone che più ama lo deridono o, ancora peggio, sopportano ipocritamente, ma solo fino a quando rimane nascosta la parte più intima ed autentica del suo essere. Il suo spirito femminile in un corpo maschile, il suo avere freddo pur essendo un pinguino, non è in alcun modo una ricchezza, ma viene sempre condannato ed additato come qualcosa di sbagliato, un errore di cui vergognarsi.

Indossando i vestiti presi in prestito di volta in volta dalle bambole gonfiabili, ci emozioneremo scoprendo per la prima volta il significato dell’amore, quello sfavillio di emozioni, di gioia che connota l’inizio di ogni relazione; sentiremo, dal nostro posto in platea, il profumo delle rose offerte come simbolo d’amore condiviso, quelle rose che inonderanno la sporca e grigia pompa di benzina in cui è costretto a lavorare Pietro trasformandola come per magia nel negozio di un fioraio.

E poi, finalmente, ci spoglieremo di ogni orpello e, nudi, danzeremo, in una danza prima appassionata, poi dolorosa, struggente, fatta di corpi aggrovigliati, di ricerche affannose, di abbracci ripresi, repressi, ed infine rifiutati; una danza quanto mai fisica, quasi animalesca, totalitaria.

Per Pietro non c’è speranza di felicità, non c’è futuro di condivisione, non è per lui la quotidianità di un rapporto di coppia: il suo destino è segnato dagli altri, da quelli ‘normali’. Il rifiuto da parte di quell’amore per cui era pronto a lasciare tutta la propria rete di affetti, segna la fine di un sogno, il fallimento di un progetto di vita, l’ultima ennesima umiliazione.

Non resta che continuare a ballare, in un mondo parallelo dove un’altra identità è possibile: in primo piano la proiezione femminile del protagonista danza in tutù rosa e ripercorre la sua storia nella propria essenza femminile; sullo sfondo c’è Pietro, maschio e nudo, appena illuminato da una luce calda e diretta, immobile, inerme, imprigionato dal proprio corpo.

Ancora musica alta e palline colorate, per coprire, in un’atmosfera macabra, tutto il dolore e la disperazione.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino Romaeuropa Festival 06/45553050; botteghino Teatro Eliseo 06 4882114 e 06 48872222, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì 18 a sabato 29 novembre ore 21 - domenica 30 novembre ore 17
Biglietti: platea 27 €, balconata 25 €, I e II galleria 22 €

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Matteo Antonaci, Ufficio Stampa Romaeuropa Festival
Sul web: http://romaeuropa.net - www.teatroeliseo.it

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