One Man Chef - Salone Margherita (Roma)

Scritto da  Martedì, 10 Febbraio 2015 

Sprizza contagiosa energia l'entertainer Demo Mura alle prese con fornelli e maccheroni, filetti e dessert, nel coinvolgente e divertente show "One man chef" da lui condotto al Bagaglino Salone Margherita. Allo spettatore non resta che essere servito a tappe per i dovuti assaggi dopo essere stato chiamato a dare una mano in cucina. Lo show di importazione americana fa tuttavia meno presa su un pubblico più casareccio, e anche casalingo, come quello italiano, avvezzo a fare della propria cucina e del piatto preferito una sorta di ideologia.

 

ONE MAN CHEF
di Demo Mura e Nevio Schiavone
scritto con Marco Pantaleo e Giorgio Vignali
con Giampaolo Gambi, Cecilia Taddei, Emanuele Beltrame, Fabio Biggi, Bartolomeo de Bartolomei
scenografie Gaspare de Pascali
disegno luci Alessandro Molinari
regia Alessandro Tresa

MENU ONE MAN CHEF
Antipasto
Panzabella al pomodoro con stracciatella di bufala e cascata di croccandoli.
Primo
Tortino di maccheroncino su fonduta di provolone del monaco con rimmel di basilico.
Secondo
Medaglione di Maialino con abbraccio di colonnata in riduzione di est est est con polentina croccante.
Dolce
Scrigno di ricotta con sorpresa e glassa di cioccolato in papillon.

 

In video compaiono anche i sosia di celebri chef come Cracco che bacchetta a distanza lo show-man Demo Mura per i pasticci che, a sua detta, starebbe combinando. Ma c'è un tempo per darle e un tempo per prenderle: così scopriamo il vero Cracco oggi "sotto inchiesta", culinaria s'intende, per la sua ricetta dall'amatriciana che sforerebbe dai canoni, commettendo addirittura un sacrilegio (aglio o non aglio?).

Bisogna dire per dovere di cronaca che l'idea dello show non è nuova: per esempio nelle mie edizioni de "Il Politecnico", collana diretta da Mario Prosperi che si ricorda proprio in questi giorni a pochi mesi dalla scomparsa, è stato pubblicato nel 1994 "Risotto" di Amedeo Fago, testo relativo all'omonimo spettacolo che ha spopolato nella seconda metà degli anni Ottanta: allora la recita avveniva intorno ad un risotto in cottura che poi veniva servito al pubblico. Ma si trattava di una dimensione abbastanza grottesca e surreale, quindi con una forte teatralità, mentre in questo caso abbiamo a che fare con un vero e proprio incrocio di cucina e show, diciamo meno drammatizzato, pur se sicuramente più comico.

Infatti gli intermezzi dello spettacolo sono allegri ed affidati a bravi caratteristi e a due clown simpaticissimi (i due pagliacceschi camerieri Emanuele Beltrame e Fabio Biggi). E poi suscita tenerezza e fa ridere Cecilia Taddei nel ruolo della bonona e siliconata romanaccia de borgata, raccomandata da un fantomatico onorevole Pizzoccheri, che si trova lì senza sapere perché e senza saper fare niente, neppure leggere il menù, oltre che barcollare su enormi tacchi a spillo con una minigonna talmente stretta che le impedisce quasi di muovere le gambe; mentre lo chef-en-chef Giampaolo Gambi è "romano de roma orientale" con un improbabile accento alla rumena mischiato al borgataro posticcio. Bartolomeo de Bartolomei dà vita ad una serie di gag, dal "vù cumprà" che interrompe il programma (ma è trovata annosa, già presente e strutturata in "Aspettando il 68", un testo del 1988), al terrorista arabo fratello gemello del venditore di rose… ma qui mi fermo perché a raccontarlo tutto, il plottino del contorno, si rischia scemando (uso il termine in entrambi i sensi) di far raffreddare la cena-show peraltro cucinata e servita con maestria.

Il testo, o se vogliamo il pre-testo di questo cooking-show, porta la firma di ben otto mani, quelle dello stesso Demo Mura, del patron Nevio Schiavone e poi di Marco Pantaleo e Giorgio Vignali, per la regia di Alessandro Tresa. Forse troppe mani a girare la mayonese che non sempre coagula nelle due - comunque liete e spensierate - orette della serata.

Bravi tutti insomma, ma il testo che fa da collante drammaturgico alla performance di Demo Mura sinceramente non è all'altezza di uno show internazionale.

 

Salone Margherita - via Due Macelli 75, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6791439

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio stampa Carola Assumma
Sul web: www.salonemargherita.com

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