On The Revolutionary Road - Teatro Cometa Off (Roma)

Scritto da  Lunedì, 04 Maggio 2015 

Debutta al Teatro Cometa Off l'ambizioso progetto drammaturgico "On the Revolutionary Road" scaturito dall'incontro tra l'estro creativo del regista Samuele Chiovoloni e l'omonimo romanzo, capolavoro del realismo americano, firmato da Richard Yates. Esplode in scena la venefica commistione di aspirazioni neglette, intime insoddisfazioni e lancinante solitudine che si cela abilmente dietro l'artificiosa perfezione delle villette immacolate dai colori pastello di un'America anni Cinquanta intrisa di provincialismo, perbenismo borghese, sordido pettegolezzo e fiumi di alcool che ottundano in segreto le coscienze. Il lucido e doloroso romanzo di Yates, già in precedenza sceneggiato per il cinema nel 2008 da Justin Haythe per la regia di Sam Mendes e con protagonisti Leonardo di Caprio e Kate Winslet, rivive in un atto unico vibrante e poetico incarnato con potente sensibilità da Giulio Forges Davanzati ed Elisa Menchicchi.

 

ON THE REVOLUTIONARY ROAD
liberamente tratto da "Revolutionary Road" di Richard Yates
con Giulio Forges Davanzati ed Elisa Menchicchi
disegno luci Diego Labonia
costumi Morena Fanny Raimondo
adattamento e regia Samuele Chiovoloni

 

Frank ed April Wheeler sono una giovane coppia della middle class americana. Ad un primo sguardo fugace l'affresco idilliaco della loro esistenza non difetta di alcun particolare: un'adorabile casetta in un quartiere residenziale tranquillo, due figli da crescere lontani dal trambusto e dalle volgarità del mondo esterno, sogni di realizzazione professionale che sembrano assolutamente a portata di mano, pronti per essere afferrati. Ma a ben guardare la "Revolutionary Road" su cui si affaccia la loro ridente dimora, dietro le patinate apparenze, si rivela tutt'altro che rivoluzionaria; il microcosmo di anime inquiete che la popola è inesorabilmente affogato nel conformismo, nella routine che assedia e soffoca ogni anelito e sentimento, nelle aspettative reciproche che inquinano l'amore. E i nostri deliziosi coniugi Wheeler non sono affatto indenni da questa melassa mortifera.

Il percorso artistico di April, sedicente attrice dalle ambizioni ben più robuste del talento che dovrebbe sostenerle, si infrange dolorosamente contro un caloroso fiasco sperimentato presso la filodrammatica del paese, tra sorrisini di scherno ed il marciume della maldicenza; al contempo Frank annaspa nel tran tran quotidiano del faticoso lavoro presso la Knox Machines, la società cui anche suo padre aveva sacrificato decenni della propria vita, senza neppure un barlume di speranza o una concreta possibilità di cambiamento. Ecco dunque prorompere l'idea di un radicale sovvertimento degli equilibri, fuggire a Parigi lasciandosi alle spalle il passato, alla ricerca di rinnovati entusiasmi e inedite prospettive; il "vuoto disperato" che li attanaglia li ha però catturati ormai irrimediabilmente e sono sufficienti la scoperta di una nuova, inaspettata gravidanza e soprattutto la promessa di una collocazione lavorativa più appagante e remunerativa per indurre Frank ad archiviare sbrigativamente l'ipotesi della fuga oltreoceano. Da quel momento sarà tutto un progressivo sprofondare in un baratro costellato di incomprensioni reciproche, scappatelle senza significato, violente recriminazioni e desolanti fallimenti, sino a un epilogo ineluttabilmente doloroso segnato dalla disgregazione della coppia e dalla scomparsa di ogni miraggio di riscatto.

La narrativa lucida e affilata di Yates, implacabile nello smascherare l'ottusità delle sterili convenzioni sociali e la conseguente mortificazione dell'individuo immerso in un mondo inautentico ed intollerante, disvela violentemente le inconfessabili angosce, nevrosi e debolezze che paralizzano l'animo umano. L'adattamento e la regia curati da Samuele Chiovoloni ne catturano l'essenza profonda restituendola attraverso un linguaggio drammaturgico che non si sofferma nella ricerca dell'effetto sensazionalistico, concentrandosi invece esclusivamente sull'alveo domestico ed affettivo dei due protagonisti; i due interpreti indossano con adesione totalizzante i panni dei Wheeler, tratteggiando solamente in rapidi passaggi gli altri personaggi che gravitano attorno al racconto, con un mero intento di contestualizzazione.

La scenografia minimalista - due sedie, un rudimentale schedario da ufficio, una cornice con luci da camerino teatrale, dei variopinti giocattoli in legno tradizionali, un cestino da pic-nic, una scala con appesi alcuni abiti - viene accarezzata da un sofisticato disegno luci, curato da Diego Labonia, che plasma atmosfere calde, introspettive, dense di emozione; preziosi i costumi di Morena Fanny Raimondo, efficaci tanto nel proiettare lo spettatore indietro nel tempo sino all'America anni Cinquanta quanto nel connotare con precisione il profilo psicologico dei due protagonisti. La direzione registica appare puntale ed incisiva, riuscendo a tradurre con immediatezza sul palcoscenico il magmatico tormento interiore che si annida tra le pagine del romanzo di Yates, senza snaturarne il significato e al contempo instaurando un dialogo onesto e coinvolgente con lo spettatore, anche grazie alla prossimità tra scena e pubblico garantita dalla struttura del Teatro Cometa Off. Particolarmente suggestivo anche l'inserimento di alcuni frammenti di danza allorchè April tenta dapprima di soppiatto, poi sempre con maggiore energia ed irruenza, di sfuggire alla routine casalinga e matrimoniale arrampicandosi simbolicamente su di una scala, finendo immancabilmente per essere acciuffata da Frank, con una dolcezza che si trasforma, iterazione dopo iterazione, in decisione ed infine in veemenza.

Una messinscena con queste caratteristiche fonda la propria riuscita sullo spessore, il carisma, l'empatia e la capacità di aderenza emotiva al vissuto dei personaggi che i suoi interpreti sono in grado di elargire; crollerebbe miseramente, apparendo algida e didascalica, qualora venissero a mancare queste componenti fondamentali. Giulio Forges Davanzati ed Elisa Menchicchi raccolgono però questa sfida impegnativa con tale entusiasmo, solidità tecnica e impetuosa potenza espressiva da trasformare questo lavoro in un piccolo gioiello di artigianato teatrale: lui colora il suo personaggio di un calibratissimo equilibrio cromatico tra slanci euforici e ripiegamenti intimistici, forza e sensibilità; lei afferra e rende tangibili sul palcoscenico le dilanianti nevrosi di una donna ormai definitivamente arresa agli aspri marosi dell'esistenza.

"On the Revolutionary Road", prodotto dall'associazione culturale Carmentalia con il supporto di Teatro di Sacco, rappresenta il primo adattamento per il teatro in Italia del romanzo di Yates approvato dai suoi editori, ed è realizzato in collaborazione con la casa editrice Minimum Fax, che ha pubblicato il romanzo nel nostro Paese nel 2009 con la traduzione di Adriana Dell'Orto e la prefazione di Richard Ford. Un incontro magistralmente riuscito tra letteratura e drammaturgia, costruito e perseguito con passione da tre giovani artisti - Samuele Chiovoloni, Giulio Forges Davanzati ed Elisa Menchicchi - ai quali auguriamo vivamente di riportarlo al più presto in scena, dopo il calorosissimo consenso tributato dal pubblico romano del Cometa Off.


Teatro Cometa Off - via Luca della Robbia 47, Roma (Zona Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/57284637, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì al venerdì dalle ore 15:00 a inizio spettacolo, sabato e domenica dalle ore 16:00 a inizio spettacolo, lunedì riposo
Orario spettacoli: dal martedì alla domenica ore 21
Biglietti: €12,00/€15,00

Articolo di: Andrea Cova
Sul web: www.teatrodellacometa.it/off

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