Odissea, un racconto mediterraneo. Canto XXIII: Penelope - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Domenica, 18 Febbraio 2018 

Lunedì 12 febbraio il Teatro Carcano ha ospitato il secondo appuntamento di “ODISSEA Un racconto mediterraneo”, progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi e prodotto dal Teatro Pubblico Ligure.

 

Odissea - un racconto mediterraneo
PENELOPE
con Maddalena Crippa
progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi
produzione Teatro Pubblico Ligure
consulenza letteraria Giorgio Ieranò, Matteo Nucci

 

Dopo Moni Ovadia, che ha incantato il pubblico con una sua personale visione della Gara dell’Arco a novembre (articolo QUI), Maddalena Crippa si cimenta con il personaggio di Penelope, sposa dell’eroe dell’ “Odissea” e ideale femminile del mondo omerico per bellezza, grazia, modestia e soprattutto fedeltà coniugale. Ciò che però dimentichiamo spesso, quando pensiamo alla figura della cugina di Elena*, è la sua straordinaria atipicità rispetto al resto dell’universo femminile del mito greco; Penelope è infatti dotata di una grande forza d’animo e di un’intelligenza che rivaleggiano con quelle del celebre sposo, che, partito per Troia, la lascia, giovane e bella, alla cura del regno, della ricca casa e di un figlio ancora neonato. Dopo la fine della guerra, quando l’illustre re di Itaca non ritorna, la casa di Penelope è assediata da più di un centinaio di ricchi nobili dei dintorni - i Proci -, che non solo occupano la dimora e sperperano le ricchezze dell’assente re, ma pretendono anche di prendere in sposa Penelope stessa, che resiste a corteggiamenti, lusinghe e minacce fino al ritorno dell’amato sposo, di cui mai dubita l’amore. Se non è degno della leggendaria astuzia di Odisseo l’inganno con il quale la regina di Itaca, da sola, tiene a bada i Proci per quattro anni, sicuramente lo sono i numerosi piccoli stratagemmi con cui Penelope mette alla prova lo straniero che afferma di essere il suo sposo, per assicurarsi che dica la verità.

Oggetto della lettura del 12 febbraio sono i due colloqui tra Penelope e Odisseo che hanno luogo nel poema omerico. Quello al canto XIX, in cui è raccontato l’Inganno della Tela*, si svolge in una situazione non paritaria, perché, per citare le poche parole introduttive del direttore di “ODISSEA Un racconto mediterraneo”, Odisseo sa perfettamente di trovarsi di fronte alla moglie, mentre Penelope ignora ancora che il mendicante al suo cospetto non è altri che il marito. L’eroe, che ha visitato l’Ade in una delle sue avventure, è stato avvertito da Agamennone* di non fidarsi di nessuno, nemmeno della propria moglie, e difatti si reca al suo palazzo sotto mentite spoglie per sondare l’animo di Penelope e scoprire se gli è stata fedele.

Il secondo dialogo è nel canto XXIII, che Maddalena Crippa legge per intero, e avviene dopo l’uccisione dei Proci. Entrambi i protagonisti sanno chi hanno di fronte, ma Penelope fa ancora una volta mostra di un controllo e un sangue freddo che non possono che definirsi eroici e, invece che correre tra le braccia del marito, mette alla prova Odisseo* per avere l’assoluta certezza della sua identità. Superata la prova, i due amanti finalmente si ritrovano, in attesa del momento in cui Odisseo dovrà nuovamente lasciare la sua casa*.

Contrariamente a quanto accaduto con Ovadia, l’intervento di Maddalena Crippa - attrice teatrale e cinematografica della scuola del Piccolo Teatro di Milano, famosa per le sue interpretazioni di ruoli femminili tragici e classici - consta nella mera lettura dei brani citati, senza discorso introduttivo né parole di chiusura. Sicuramente l’enorme padronanza dell’emissione vocale, che è stata per lei materia di studi professionali, fa sì che la voce della Crippa racconti e dica più delle parole che legge; la figura di Penelope emerge da quella dell’attrice, che pure rimane pressoché immobile al centro della scena scura, con forza e decisione, eppure la mancanza di una più esplicita espressione della visione di Maddalena Crippa sul canto si è fatta sentire dal pubblico presente in sala, che, già in numero inferiore rispetto al primo appuntamento ospitato dal Carcano, è parso frequentemente distratto.

Considerato che la lettura è durata meno di un’ora, tale distrazione è un peccato, perché ha impedito a molti spettatori di cogliere le bellissime sfumature della voce dell’interprete, ma anche e soprattutto sintomo dell’importanza di una qualche mediazione tra il testo di Omero e il sentito del cantore, che nella Gara dell’Arco era ben presente e che d’altronde la mission del progetto di Maifredi pone al centro della scena.

Note:
Cugina di Elena: figlia di Icario e Policaste, Penelope è la cugina di Elena per parte di padre.
Inganno della Tela: Penelope afferma davanti ai Proci che, prima di risposarsi, vuole terminare di tessere un sudario per Laerte, il padre di Ulisse. Durante il giorno, quindi, la regina tesse la grande tela, mentre di notte la disfa in segreto, prolungando così l’attesa dei pretendenti per quattro anni. Il suo inganno viene smascherato da un’ancella traditrice. Ancora oggi l’espressione “tela di Penelope” è usata per riferirsi a un’opera che, complicata e lunga, non vedrà mai la fine.
Agamennone: il re di Argo, fratello di Menelao, torna a casa dopo la guerra di Troia per essere barbaramente ucciso dalla moglie Clitemnestra e dal suo amante.
…mette alla prova Odisseo: con lo stratagemma del letto nuziale. Penelope comanda di portare fuori dalla sua stanza il letto nuziale, perché il sedicente Odisseo vi possa dormire. Solo lei e il marito, che l’ha costruito con le sue mani, sanno che il letto è stato costruito con il legno del grande ulivo che cresce ancora in mezzo alla reggia, e che quindi non può essere spostato a meno di non segare il tronco dell’albero.
…lasciare la sua casa: nell’Ade l’indovino Tiresia prospetta a Odisseo un nuovo viaggio verso terre sconosciute, dove il mare è talmente lontano che l’uso del remo e del sale è sconosciuto. Qui l’eroe dovrà fare molti sacrifici agli Dei prima di poter tornare a casa e godersi la sua vecchiaia assieme alla moglie. Odisseo racconta tutto questo a Penelope verso la fine del canto. Secondo la mitologia, al suo ritorno da tale terra sconosciuta, il re di Itaca si ricongiungerà effettivamente con la moglie e da lei avrà altri due figli.

I prossimi appuntamenti (al lunedì alle 20,30):
5 marzo 2018 - Piergiorgio Odifreddi, Canto XII: Il problema dei buoi di Archimede
9 aprile 2018 -Tullio Solenghi, Canto XIX: Odisseo e Penelope


Teatro Carcano - Corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: lunedì 12 febbraio, ore 20.30
Biglietti: posto unico € 18, over 65 € 15, under 26 € 13.50

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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