Odissea - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Sabato, 28 Aprile 2018 

Dal 17 al 22 aprile, al Teatro Studio Melato, Mario Perrotta ha messo in scena la sua “Odissea”: i versi di Omero, il dialetto leccese e un’epica che si fa sofferta esperienza personale, accompagnata dalle musiche originali di Mario Arcari e Maurizio Pellizzari. Un racconto narrato da un punto di vista inconsueto, quello di Telemaco, figlio dell’eroe che racconta la sua versione dei fatti.

 

ODISSEA
testo, regia e interpretazione Mario Perrotta
musiche originali composte ed eseguite da Mario Arcari (clarinetto, oboe, percussioni) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)
collaborazione alla regia Paola Roscioli
produzione Itc Teatro Compagnia Teatro dell'Argine

 

“Odissea” si svolge su una scena buia, popolata solo da una seduta per l’unico attore protagonista e da seggi e strumenti per i due musicisti che accompagnano le parole di Perrotta per circa tre quarti dello spettacolo. D’altronde non occorrono altri arredi né attrezzi per immaginare ambienti e scenografie, perché dove non arrivano i versi e la mimica dell’interprete arriva il ricercato disegno luci, che crea piazze, tempeste, persiane, finestre e addirittura palazzi e che assurge chiaramente al ruolo di protagonista dello spettacolo al fianco di Mario Perrotta. Non a caso l’attore leccese classe ’70 ha lavorato come tecnico luci in teatro sul finire degli anni Novanta.

In questa particolare resa della vicenda omerica il mito dell’eroe dal multiforme ingegno appare solo un pretesto per raccontare dell’altro. Non è l’astuto Ulisse a essere al centro della scena, bensì un personaggio spesso dimenticato e che non può che subire, sempre, dall’ombra, la luce abbagliante di cui è ammantato suo padre: Telemaco. Un ragazzo ormai ventenne, costretto a crescere nell’assenza di un papà che non c’era, che non era presente per lui tanto fisicamente quanto emotivamente e che, a un certo punto, trova la necessità di sfogare tutto il dolore e la rabbia che si porta dentro. Giacché l’intera vicenda è trasportata in un tipico paesino salentino degli anni Sessanta, lo sfogo di Telemaco non può arrivare provocando i Proci o richiamando in assemblea i cittadini di Itaca, quindi il ragazzo si veste come un cabarettista di seconda scelta, si trucca, affitta due musicisti di strada e si reca sotto la sua casa natale. Sotto le persiane da cui la madre, reclusa per sua stessa volontà, guarda il mondo, Telemaco mette in atto un’autentica piazzata raccontando, cantando e mimando la sua versione delle gesta eroiche di un padre che per lui non ha forma né animo e che chiaramente non vuole tornare.

All’interno dell’Odissea di Mario Perrotta si riscontrano numerosi accostamenti che contribuiscono a chiarire il vero oggetto dello spettacolo - Telemaco, figlio per antonomasia, è lo stesso Perrotta, cresciuto con genitori separati, ma è anche tutti noi, che spesso dobbiamo o abbiamo dovuto fare i conti con genitori assenti, o fisicamente presenti ma ciò nonostante assenti - e lo rendono godibile e affascinante. La lingua italiana è contrapposta e affiancata dal dialetto leccese, con la sua particolare musicalità di schiocchi e suoni rotondi, l’ironia si alterna a momenti di estrema serietà e pesantezza emotiva. Non da ultimo la prosa è mescolata alle musiche di Mario Arcari e Maurizio Pellizzari e si fa poesia e metrica, mentre le movenze di Perrotta si fanno sempre più ampie e sguaiate, tanto quanto lo sfogo di Telemaco è scomposto, chiassoso e badiale.

Tra il racconto di un Ciclope trafficante di organi, della bella Circe e di un mare ghiotto di cozze, ma incapace di aprirle, quest’Odissea vista dall’esterno diverte il pubblico ed è allo stesso tempo spunto di riflessione. Al suo climax, che giunge sul finale alimentato proprio dalla parola che più di altre identifica ed esprime il percorso dell’eroico papà di Telemaco, “perché”, lascia anche una giusta nota di amarezza. Perché non c’eri a dirmi di no?, domanda il figlio abbandonato, e noi forse con lui.


Piccolo Teatro Studio Melato - Via Rivoli 6, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.89
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 65 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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